Lite in sala parto, condanna unanime dalla politica. L’Ordine dei medici: “Sospensione preventiva non è atto di giustizia”

Lite in sala parto, condanna unanime dalla politica. L’Ordine dei medici: “Sospensione preventiva non è atto di giustizia”

Lite in sala parto, condanna unanime dalla politica. L’Ordine dei medici: “Sospensione preventiva non è atto di giustizia”

domenica 29 Agosto 2010 - 15:51

Intervengono Gasparri, Giro, D’Alia, Cracolici e Orlando. Intanto il Policlinico avrebbe avviato le procedure per la sospensione per i due ginecologi

La lite avvenuta nella sala parto del Policlinico di Messina giovedì scorso tra due ginecologi, ha scatenato, come prevedibile, una serie di interventi provenienti anche dal mondo della politica, in prevalenza dirette all’Ordine dei medici. “E’ un caso di estrema gravita’ che ci fa vergognare di essere messinesi – commenta il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia -. Si tratta di comportamenti indegni per chi esercita la professione medica, impossibili da minimizzare o attenuare. Farò tutto cio’ che e’ in mio potere perche’ non ci siano insabbiamenti su questa tragica vicenda. Solo cosi si potra’ dare una risposta chiara ad improvvisati ministri che non hanno alcuna competenza in materia e che fanno i moralisti con gli altri, sempre pronti, pero’, a coprire i tanti affari che si fanno all’ombra della sanita’ pubblica e privata lombarda”.

-Sulla tragedia di Messina le inchieste penali produrranno come sempre effetti con la consueta lentezza della giustizia italiana – ad affermarlo invece il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri -. L’ordine dei medici può invece disporre una immediata inchiesta per decidere in tempi rapidi la irrevocabile espulsione dei due medici che appaiono, da quanto si evince, responsabili di una condotta allucinante. Se i fatti stanno come si legge, e non sarà difficile averne una prima conferma, è proprio l’ordine professionale che deve dare il primo severissimo segnale con la radiazione definitiva. Poi le altre sanzioni, penali e amministrative, seguiranno-.

“Difendiamo la vita come ha insegnato Ippocrate non disprezziamola come i nazisti. Altro che riforma delle legge elettorale o polemiche ferragostane fra i partiti – a dare un taglio ‘politico’ è Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali -. Se vera la notizia diffusa dal Tg1, che sarebbe stata addirittura sfondata una vetrata dell’ospedale nel corso della lite, allora occorre reagire duramente e punire i responsabili di questo misfatto che ora mette a rischio la vita del nascituro che ha riportato danni cerebrali e della madre ancora in coma. Non farlo significherebbe sostituire il giuramento di Ippocrate con l’elogio di Hitler, significherebbe avere disprezzo della vita in termini assoluti. Quei medici vanno cacciati via. Non possiamo limitarci a deplorare l’accaduto. Mi auguro che l’ordine nazionale dei medici dica e faccia finalmente qualcosa e non difenda la corporazione. Sarebbe una scelta appunto nazista, indegna di un paese civile”.

Parole pesanti sulla condotta dei due medici arrivano anche dal Partito Democratico e Italia dei Valori. “Il direttore generale dell’azienda Policlinico di Messina provveda al licenziamento di chi si è reso responsabile di un episodio assurdo che non solo ha messo a rischio la vita della donna e del neonato, ma ha provocato un danno a tutta la sanità siciliana e ai tanti professionisti che, con serietà, lavorano ogni giorno per offrire un servizio migliore alla Sicilia – dichiara Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Ars -. Attendiamo l’esito delle indagini – aggiunge ma sono certo che, se i fatti fossero confermati, nessun giudice del lavoro potrebbe reintegrare i responsabili di questa vicenda. Mi auguro inoltre che l’Ordine dei medici avvii immediatamente le procedure necessarie ad espellere chi, evidentemente, non è in grado di svolgere questa professione”.

“Chi sbaglia deve pagare – osserva invece il Presidente Commissione Parlamentare Inchiesta Errori sanitari, Leoluca Orlando ai microfoni di Sky Tg24 – Quali siano i profili penali verranno accertati dai magistrati, una cosa e’ certa, non cresce la fiducia nei confronti della sanita’ se si fanno difese corporative o addirittura si invoca il Nord piuttosto che il Sud”

Infine, interpellato dall’agenzia AdnKronos, è intervenuto sulla questione anche Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei medici di Messina. “Non vogliamo essere ne’ giustizialisti ne’ garantisti. Vogliamo essere giusti. L’ordine dei medici accertera’ se saranno necessarie sanzioni e non si tirera’ indietro neanche davanti a un provvedimento molto severo e doloroso. La sospensione preventiva pero’ non e’ un atto di giustizia. Domani valuteremo. Se e’ vero quanto e’ successo e’ di una gravita’ assoluta, ingiustificabile dal punto di vista umano e da quello deontogico. L’ordine e’ vicino alla famiglia, al bambino e anche ai medici che in questi giorni si sono prodigati per loro-. –

Domani si riunira’ il consiglio direttivo e sarà attivata la commissione. Intanto dal Policlinico sarebbero già attivate le procedure per la sospensione dei due medici.

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