La maggioranza non tiene, il Pdl non è coeso: ritirata… strategica sul Piano strategico

La maggioranza non tiene, il Pdl non è coeso: ritirata… strategica sul Piano strategico

La maggioranza non tiene, il Pdl non è coeso: ritirata… strategica sul Piano strategico

lunedì 18 Aprile 2011 - 13:50

Il centrodestra non ha i numeri, Scoglio ritira la delibera: «Ma l’iter andrà avanti comunque». L’Udc: non si può andare avanti così. Il Pd: «Il sindaco prenda atto che non ha sostegno e si dimetta»

Nuovo flop per la coalizione a sostegno (?) del sindaco Buzzanca. Un flop che pesa più dal punto di vista politico che procedurale, ma che riapre il dibattito sulla consistenza di una maggioranza che troppo spesso è uscita dal consiglio comunale con le ossa rotte. Stamani, dopo diversi rinvii, in aula tornava in discussione il Piano Strategico “Messina 2020”, il disegno programmatico dell’amministrazione Buzzanca portato avanti negli ultimi due anni dall’assessore Gianfranco Scoglio. Il finale a sorpresa è giunto poco prima delle 13, con il ritiro della delibera da parte dello stesso Scoglio. Una mossa, una ritirata strategica che somiglia molto ad una sconfitta politica, che non può essere compresa senza aver fatto qualche passo indietro. Sul Piano Strategico era già nato un piccolo caso tutto interno al Pdl a causa di una diffida giunta da una società, la Decon Spa, proprietaria di un’area a Pistunina. Area in cui la società stessa vorrebbe realizzare un centro commerciale, come da progetto presentato al Comune. In quell’occasione alcuni consiglieri comunali, in particolare quelli dell’area ex Forza Italia, chiesero chiarimenti comportando il rinvio della votazione.

Quest’oggi lo stesso Scoglio ha provato a fugare ogni dubbio, chiarendo che il progetto non è compatibile con l’attuale Piano regolatore e quindi necessiterebbe comunque di una variante urbanistica da sottoporre eventualmente al consiglio comunale. Il capogruppo del Pdl Pippo Capurro a questo punto ha chiesto un parere al collegio di difesa, il che può essere interpretato anche come una mossa per prendere tempo, considerato che la distribuzione delle forze in aula avrebbe comportato, con ogni probabilità, la bocciatura della delibera (le solite assenze nel Pdl…). Da qui la scelta di Scoglio di ritirare la delibera, sottraendola ad una votazione negativa apparsa a quel punto scontata. Secondo il Pd il verdetto “condanna” comunque la maggioranza e il Pdl in particolare, che già si era diviso sul Piano Strategico (la componente Beninati aveva manifestato perplessità nei mesi scorsi). «Il sindaco prenda atto che non ha una maggioranza e si dimetta», il messaggio lanciato dai banchi dell’opposizione.

Non è stato più tenero l’Udc, il cui capogruppo Bruno Cilento ha accusato il Pdl di rallentare i lavori con le proprie divisioni interne: «Non possiamo continuare a fare da stampella a questa organizzazione», la dichiarazione forte di Cilento. Scoglio smorza i toni fuori dall’aula: «La votazione del consiglio comunale sul Piano strategico non era vincolante, ma avevo insistito perché avvenisse al fine di creare una condivisione politica più ampia possibile sul documento programmatico della città. Se deve servire ad alimentare ulteriori dissidi in Consiglio, allora preferisco ritirare la delibera. L’iter andrà avanti comunque». Rimane il dato politico, che non sorprende ma al tempo stesso apre scenari imprevedibili per votazioni, quelle sì vincolanti e decisive, su argomenti quali l’Atm e il bilancio.

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