Messinambiente, l’Ato3 pubblica il bando. E il Pd attacca: «Lo ritiri e si lavori ad una società mista»

Messinambiente, l’Ato3 pubblica il bando. E il Pd attacca: «Lo ritiri e si lavori ad una società mista»

Messinambiente, l’Ato3 pubblica il bando. E il Pd attacca: «Lo ritiri e si lavori ad una società mista»

sabato 13 Novembre 2010 - 12:53

L’opposizione: perché lo stop alla realizzazione della discarica? Qual è la vera strategia del sindaco nel dare ai privati la gestione dei rifiuti? Presto i rapporti tra Messinambiente e Ato in un consiglio comunale straordinario

L’Ato3 è andata oltre il preavviso di gara pubblicato il 5 ottobre scorso. Ieri ha pubblicato il bando vero e proprio per l’affidamento del servizio di raccolta gestione dei rifiuti e di tutti i servizi cha ad oggi sono gestiti da Messinambiente, tranne l’inceneritore di Pace e gli impianti autorizzati e progettati da Messinambiente a Pace (discarica compresa). Una mossa che il Pd stamani, in conferenza stampa, ha bocciato sonoramente. «Ci chiediamo – affermano Giuseppe Grioli, Felice Calabrò e gli altri esponenti del Partito democratico – come sia possibile che l’Amministrazione Comunale abbia preso la decisione di mettere a bando il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti con l’intento di affidarlo a privati senza che tale decisione sia stata concertata con la società che dal 1998 gestisce tale servizio. Senza alcun confronto con le forze politiche e sindacali».

La storia è ormai nota: il preavviso di gara pubblicato dall’Ato3 prevede 25 milioni di euro per la gestione del servizio. La notizia adesso è la pubblicazione del bando per l’affidamento del servizio. «Esso – spiegano Grioli e gli altri – non prevede la gestione degli impianti di Pace. Non garantisce i 500 lavoratori di Messinambiente in quanto la società aggiudicataria del servizio può decidere di impiegare un numero inferiore di lavoratori per espletare il servizio stesso. A questo si aggiunge lo stop immotivato da parte del sindaco all’inizio dei lavori per la realizzazione della discarica di Pace la cui realizzazione consentirebbe, nel giro di sei mesi di abbattere i costi di smaltimento in discaricae, ancora, con il revamping dell’inceneritore lo stesso verrebbe trasformato in termovalorizzatore con vantaggi sia ambientali che economici».

A questo punto il segretario cittadino del Pd chiede: «Quale strategia si cela dietro il caos determinato dall’assenza di una gestione seria da parte del sindaco Buzzanca? Perché il sindaco intende liberarsi di Messinambiente per affidare il servizio ad una società privata?». Il Pd, dunque, lancia alcune proposte: « Ritiro immediato del bando di gara da parte dell’Ato3; messa a bando del 40 per cento delle quote di Messinambiente per l’aggiudicazione del socio privato il quale abbia allo stesso tempo la qualità di gestore (con specifici compiti operativi) del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti; inserimento nel bando di cui sopra gli impianti di Pace».

L’analisi del Pd non si ferma al bando: «Ad oggi – è stato evidenizato oggi – si sconta il totale abbandono di una politica di promozione della raccolta differenziata da parte dell’Ato3. Tale società d’ambito si è limitata a tagliare nastri dei centri di raccolta progettati e realizzati grazie alle amministrazioni precedenti. In questi anni non si è incentivato il porta a porta ne si è messa in atto una politica di promozione ed incentivo della raccolta differenziata che oggi si attesta a Messina intorno al 3 % mentre in altre città del paese si va verso il 40 %». Altro aspetto certo non marginale: «Sorprende lo stato dei rapporti in atto esistenti tra i vertici di Messinambiente e dell’Ato3 stante la nomina degli amministratori di diretta emanazione del sindaco. Ci sorprende inoltre il contenzioso giudiziario inaugurato dall’ amministratore unico di Messinambente avverso l’Ato3. In atto risulta un decreto ingiuntivo per il recupero di 4 milioni di euro dovuti dall’Ato in ragione della transazione che il Comune aveva siglato per debiti fino al 2006. Ed inoltre pare che sempre Messinambiente abbia citato in giudizio sempre l’Ato per il recupero di 24 milioni di euro (circa 6 milioni di euro l’anno che l’Ato non riconosce a Messinambiente). Il sindaco nomina amministratori di società partecipate che si fanno la guerre in tribunale reciprocamente».

Una vicenda che ha dell’incredibile, e che dovrà essere discussa in consiglio comunale. Felice Calabrò, insieme ai colleghi di Palazzo Zanca Gaetano Gennaro e Paolo David, ha infatti annunciato che, dopo i tentativi falliti in commissione Partecipate, si chiederà la convocazione urgente di un consiglio comunale straoridnario sulla vicenda rifiuti, in cui mettere uno di fronte all’altro l’Ato3, Messinambiente e il Comune. Con un’ipotesi: la presentazione di una delibera che chieda la revoca in autotutela del bando dell’Ato3.

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