Salvatore Vernaci, braccio destro dell’allora commissario straordinario del Comune, spiega perché quel bilancio, così pesantemente criticato dalla Corte dei Conti, non aveva i numeri per essere approvato. Dice la sua anche il Pd col segretario comunale Grioli
Pochi giorni fa riportavamo una deliberazione della Corte dei Conti in cui si parlava di «gravi irregolarità» nel conto consuntivo 2008 del Comune (vedi articolo correlato). Il 2008 è stato un anno vissuto “a metà” dall’amministrazione Buzzanca. Per la prima parte, infatti, Palazzo Zanca era retto da Gaspare Sinatra, commissario straordinario che aveva preso il posto di Francantonio Genovese. E Sinatra, quel consuntivo, non lo volle approvare per nulla al mondo, tanto che dalla Regione giunse un -commissario del commissario- allo scopo. Perché Sinatra non appose la sua firma su quel bilancio? A spiegarlo oggi è il suo braccio destro dell’epoca, Salvatore Vernaci, ex presidente della Istituzione per i servizi sociali, divenuto in quel periodo “factotum” del Comune. Oggi Vernaci torna allo scoperto per commentare la notizia sui rilievi della Corte dei Conti. E afferma: «Tale notizia non è una sorpresa, ma è la conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che il bilancio consuntivo 2008 non aveva i requisiti ed i presupposti normativi per potere essere approvato». E l’ex esperto commissariale spiega perché, elencando i profili di criticità: «mancanza di una formale dichiarazione o attestazione dei dirigenti, ciascuno secondo l’area di competenza, che le previsioni di entrata fossero reali e non fittizie, cioè aventi il solo scopo di fare “pareggiare il bilancio”; molte entrate, iscritte nel bilancio di previsione 2007, riproposte nei bilanci successivi, si erano rivelate infondate, perché non basate su crediti certi, liquidi ed esigibili, con tutte le conseguenze negative nel corso della gestione sull’equilibrio del bilancio; mancata iscrizione nel bilancio dell’Ente dei risultati gestionali negativi delle società partecipate».
E le perdite c’erano, eccome. Tra le società coi conti “in rosso” Vernaci ricorda la InnovaBic (perdita di 38 mila euro), la SoGePat (9 mila euro), la Messina Sviluppo (1 milione), la Polisportiva (definita «società fantasma perché non aveva cosa gestire», meno 11 mila euro), la Stu (perdita di 102 mila euro), la Nettuno (188 mila euro), la Sogas (perdita di 6 milioni, di cui 185 mila euro a carico del Comune), la Feluca (243 mila euro). «La proposta di delibera di approvazione del bilancio 2008 – ricorda Vernaci – era accompagnata da una relazione del Collegio dei revisori dei Conti, fatta di suggerimenti, osservazioni, rilievi e prescrizioni». Tra questi la mancanza della programmazione del fabbisogno del personale, una percentuale di copertura dei costi dei servizi a domanda individuale inferiore ai minimi di legge, una sproporzione tra le somme previste e quelle effettivamente trasferite all’Atm, stesso discorso per l’allora in vita Istituzione per i servizi sociali, proventi non riscossi secondo le previsioni all’Amam.
«Per costante giurisprudenza – precisa Vernaci – il controllo del Collegio dei revisori è un controllo di legittimità e di merito ed il parere favorevole, condizionato a raccomandazioni, suggerimenti, accertamenti, verifiche, ecc… equivaleva, sostanzialmente, a parere negativo, perché esprimeva un giudizio sfavorevole allo stato degli atti. Se alle superiori incongruenze si aggiungevano la formale comunicazione fatta pervenire dal dott. Gaetano Saja, ex ragioniere generale del Comune (su anticipazioni di cassa e debito complessivo), ed il mancato avvio dell’azione di rivalsa nei confronti di coloro che avevano provocato i debiti fuori bilancio, il quadro era chiaro, il Comune, sostanzialmente, aveva, purtroppo, tutte le condizioni per essere considerato ente strutturalmente deficitario».
Per quanto riguarda, in particolare, i debiti fuori bilancio deliberati, «bisognava avviare azione di rivalsa nei confronti di amministratori e funzionari responsabili del danno erariale provocato al Comune. Il commissario Sinatra aveva investito i firmatari delle proposte di delibera di riconoscimento dei debiti ed i componenti il Collegio di difesa del Comune, di verificare gli atti ed individuare “i responsabili” del danno, per l’avvio dell’azione di rivalsa. Orbene, nessuna individuazione è mai avvenuta e nessuna azione di rivalsa risultava fosse stata attivata. Rebus sic stantibus, era cosa scontata – conclude Vernaci – che la Corte dei Conti avesse trovato dei rilievi sul conto consuntivo 2008, fondato su un bilancio lacunoso e non veritiero, che, in quelle condizioni e con quelle anomalie sopra evidenziate, non poteva essere approvato, e, difatti, il commissario Gaspare Sinatra non l’ha approvato».
LA POSIZIONE DEL PD
Parole dure come macigni, alle quali si aggiungono le considerazioni del segretario comunale del Pd, Giuseppe Grioli, anch’egli intervenuto sulle “gravi irregolarità” di quel consuntivo: «Si modifichi il conto consuntivo del 2009 eliminando le irregolarità già segnalate dalla Corte dei Conti sul conto del 2008, le cui ripercussioni ed effetti si continuano a manifestare anche nel bilancio 2009. Non è infatti credibile che in particolare attraverso la gestione dei residui e la sottovalutazione della situazione delle aziende collegate e dei debiti fuori bilancio, si determini una situazione di avanzo d’amministrazione. Ciò impedisce una seria programmazione per gli anni futuri. Pertanto, al fine di consentire una valutazione serena anche del bilancio di previsione 2010 è necessario partire dalla conoscenza della reale quantificazione del disavanzo dell’ente al 31 dicembre 2009».
«Non avrà infatti alcun valore concreto per la città – continua Grioli l’eventuale approvazione del bilancio preventivo, se non per questioni di carattere formale e amministrativo. infatti gli stanziamenti proposti non appaiono né congrui né pienamente realizzabili per mancanza concreta di fondi. Quindi, oltre al libro dei sogni denominato “triennale delle opere pubbliche”, ci si propone di creare anche quello del preventivo annuale per la spesa corrente? Da ciò appare possibile che possa discendere una ulteriore formazione diretta o indiretta di debiti e di nuove sofferenze per i lavoratori ed i cittadini tutti. Riteniamo quindi indifferibile realizzare un’inversione di tendenza e riaffermiamo principi di legalità e trasparenza che sono alla base dell’impegno in politica ed indispensabili al rilancio della nostra comunità». Secondo il segretario comunale del Pd «solo attraverso una attenta rivisitazione della situazione economico-finanziaria dell’ente potremo valutare le strategie, anche di medio lungo periodo, da adottare per tornare ad essere una “città normale”». Come si comporterà il Pd in consiglio comunale sui bilanci? Nei prossimi giorni allo scopo è previsto un incontro con deputazione nazionale e regionale. Ubi maior.
