Palazzo Zanca, nominato un commissario anche per il previsionale. E i revisori dei conti danno parere favorevole

Palazzo Zanca, nominato un commissario anche per il previsionale. E i revisori dei conti danno parere favorevole

Palazzo Zanca, nominato un commissario anche per il previsionale. E i revisori dei conti danno parere favorevole

lunedì 09 Agosto 2010 - 11:46

Da Palermo arriva nuovamente il dirigente Ganci. Il collegio dei revisori, intanto, dice sì al documento contabile, ma con molte prescrizioni. Soprattutto sulle partecipate

Il consiglio comunale avrà un mese di tempo per approvare il bilancio di previsione 2010. La diffida non è ancora arrivata ma è solo questione di tempo. La Regione, infatti, come era prevedibile ha inviato un commissario ad acta anche per il documento previsionale, e come avvenuto per il consuntivo 2009, approvato tra le polemiche la settimana scorsa, si tratta di Girolamo Ganci. Il dirigente regionale darà un “ultimatum” di 30 giorni al consiglio comunale che però, stavolta, nel caso in cui non dovesse approvare il previsionale entro il termine previsto, verrebbe automaticamente sciolto. Un’evenienza che, lo diciamo subito, difficilmente si verificherà ed al momento è piuttosto improbabile. Anzi, i consiglieri faranno di tutto per approvare il bilancio prima di Ferragosto, forse già giovedì o venerdì, sicuramente non domani, quando è prevista la prossima seduta, in quanto la commissione Bilancio non ha ancora esitato il documento (se ne parlerà mercoledì nel corso di una riunione straordinaria).

Intanto proprio in commissione Bilancio, presieduta da Giuseppe Melazzo dell’Udc, è arrivata finalmente la relazione del collegio dei revisori dei conti, Roberto Aricò, Domenico Donato e Domenico Maesano. Il parere è favorevole, ma sono ben quindici le osservazioni e i suggerimenti correlati. I revisori, in particolare, chiedono al Comune di «adottare ulteriori iniziative per accelerare le riscossioni delle entrate tributarie», anche «in considerazione delle novità in tema di federalismo fiscale», in virtù dei quali si raccomanda all’Amministrazione di «organizzare percorsi formativi del personale comunale». Si chiede poi «un costante monitoraggio sulle entrate previste da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della Regione e degli enti pubblici», di «attuare una verifica periodica delle entrate quali recupero dell’evasione tributaria, contributo sanatoria abusi edilizi e sanzioni, contributo rilascio permesso di costruire, introito di somme derivanti da azioni di rivalsa e da altri giudizi attivi, ecc.», di «attuare iniziative finalizzate al contenimento della spesa corrente», di «verificare che le spese non quantificabili in sede di bilancio (rinnovi contrattuali, spese legali, ecc.) siano oggetto di monitoraggi periodici», di «verificare costantemente l’incidenza degli oneri finanziari derivanti dai contratti di finanza derivata in essere», di «adottare con urgenza la delibera di approvazione della programmazione triennale del fabbisogno di personale», di «adottare il piano triennale di contenimento delle spese», di «adottare il programma delle collaborazioni autonome», di «pubblicare regolarmente nel sito istituzionale i provvedimenti di incarico con l’indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico e del compenso».

Capitolo a parte, ovviamente, meritano le società partecipate, il vero cancro del Comune. I revisori raccomandano all’Amministrazione di «dotarsi di incisive procedure di controllo finalizzate all’impostazione ed al monitoraggio dei processi decisionali in corso nelle società partecipate, direttamente ed indirettamente, e degli altri organismi a cui sono stati affidati servizi e funzioni», di «procedere a deliberare in merito ai presupposti ed al rispetto delle finalità istituzionali da parte di tutte le società partecipate e valutare la convenienza economico-finanziaria del mantenimento di partecipazioni in società che registrano continue perdite di esercizio», di «richiedere a tutte le società partecipate bilanci trimestrali, unitamente a dettagliate relazioni circa il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’ente» e di «stipulare o aggiornare i contratti di servizio con tutte le società partecipate».

Problema nel problema, manco a dirlo, l’Atm. I revisori “consigliano” al Comune di «procedere alla definizione dei rapporti economico-finanziari con l’Atm, con particolare riferimento agli anni pregressi, con l’ausilio del bilancio straordinario e della situazione patrimoniale, richiesti con delibera di giunta, adottando specifica delibera per l’approvazione dei bilanci consuntivi 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009, che a tutt’oggi non risultano ancora esitati dal consiglio comunale». Il presupposto è, per certi versi, “inquietante”: «A tutt’oggi non risultano definiti in maniera univoca i rapporti finanziari con l’Atm, soprattutto con riferimento ai presunti “crediti verso controllanti” oltre i dodici mesi per 14,4 milioni ed entro i dodici mesi per 1,2 milioni».

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