La proposta di delibera e dichiarazione di intenti del sindaco ci sono, ma si tergiversano. La provocazione di Curcio: «Se l'Istituzione è in vita, gli atti dell'assessorato sono nulli?»
Il sindaco Buzzanca lo ha più volte dichiarato pubblicamente: l’Istituzione per i Servizi sociali va soppressa. Il programma elettorale sulla base del quale, in teoria, la gente ha deciso di votarlo si esprime anch’esso in questo senso. Buona parte dei consiglieri comunali sembra d’accordo sulla chiusura dell’ente e in più di una riunione di maggioranza questo concetto è stato ribadito. Adesso c’è pure una proposta di delibera, predisposta dal vicepresidente del consiglio comunale Angelo Burrascano del Pdl, che invita a mettere tutto nero su bianco. Insomma, i pezzi del puzzle sembrano combaciare tutti alla perfezione, ma la figura che ne viene fuori non è coerente, non dà le risposte che ci si aspetta.
L’impressione è che, pur portando tutti gli indizi alla soluzione della soppressione, l’esito di questa vicenda possa essere diverso, ricalcando i due precedenti storici delle proposte di delibere targate Curcio (allora Ds) e Santalco (Udc), che fallirono la prova del nove del voto d’aula. Oggi si è riunita la X commissione consiliare alla presenza dell’assessore al ramo Pinella Aliberti. Diversi consiglieri hanno detto la loro, alcuni prendendo tempo, altri mostrando inattese aperture nei confronti di quella che sembra essere la nuova posizione assunta dall’amministrazione, espressa recentemente dal commissario cittadino di Forza Italia Pippo Rao: «Ci siamo già espressi in campagna elettorale sull’opportunità di sopprimere l’Istituzione per come è gestita – aveva dichiarato Rao a Tempostretto – ma non posso negare che di fronte ad un nuovo progetto e ad un Cda all’altezza della situazione, potremmo anche rivedere questa posizione». La commissione non si è pronunciata sulla delibera (che necessiterà, per un vizio di forma, di un emendamento già preannunciato da Gennaro) e si è aggiornata a lunedì prossimo.
Intanto dall’esterno di Palazzo Zanca arriva una provocazione, da parte dell’ex consigliere comunale Ciccio Curcio: «Se il consiglio avverte l’esigenza di votare una delibera sulla soppressione dell’Istituzione – afferma – allora significa che l’Ente è in vita. Allora mi chiedo: saranno nulli gli atti emanati dall’assessorato ai Servizi sociali e che in teoria sarebbero di competenza dell’Istituzione? Il sindaco dovrebbe prendere una decisione, o sceglie nuovi vertici oppure nomina commissario l’attuale assessore».
