Palazzo Zanca, prima seduta del Consiglio, tra scaramucce e rinvii

Palazzo Zanca, prima seduta del Consiglio, tra scaramucce e rinvii

Redazione

Palazzo Zanca, prima seduta del Consiglio, tra scaramucce e rinvii

mercoledì 30 Luglio 2008 - 15:24

Eletto il comitato elettorale e costituite le commissioni. Polemiche sull'ordine del giorno Gennaro sulla Molini Gazzi. Rimandata a domani la discussione sull'Ato acque, intervento -spinoso- di Trischitta sul Messina calcio

Il Consiglio comunale ha ripreso da dove aveva lasciato: ritardo nell’inizio dei lavori (di quasi un’ora), continue pause, scaramucce, polemiche con l’ufficio di presidenza, rinvii. L’invasione pacifica ma -rumorosa- dei lavoratori di varie aziende in crisi ha messo ulteriore pepe ad una prima seduta del civico consesso che, sulla carta, avrebbe dovuto essere tranquilla. Dei tre punti all’ordine del giorno, l’elezione del comitato elettorale, la costituzione delle commissioni consiliari e l’approvazione dello statuto del consorzio Ato06, solo i primi due sono stati discussi e votati, mentre il terzo, complice una sorta di -insurrezione- del centrosinistra nei confronti del presidente Pippo Previti, verrà discusso domani mattina alle 10.30.

Andiamo con ordine. Prima delle votazioni Pippo Trischitta, consigliere del Pdl e vice presidente vicario del Consiglio, interviene con una -pregiudiziale- sul Messina Calcio: «Voglio sottolineare l’impossibilità per questo consiglio comunale di poter intervenire in precedenza sulla questione, essendo quella di oggi la prima vera seduta. Inoltre ci riteniamo gravemente offesi dalla sceneggiata di questo gruppo milanese, che ha per giunta bloccato gli altri gruppi che potevano voler presentare proprie proposte. Allora io dico che dovremmo chiedere un risarcimento danni al signor Cazzaniga, per aver cercato di farsi pubblicità a spese della città». Un intervento che, come si può leggere in un altro articolo, ha suscitato la reazione stizzita dei lavoratori assiepati nello spazio riservato al pubblico, i quali avrebbero voluto sentire discorsi diversi da quelli inerenti il Messina.

«Non abbiamo voluto rispondere in aula – afferma poi fuori dibattito Nino Carreri di Risorgimento messinese – perché il clima nonché il profondo rispetto nei confronti dei lavoratori in difficoltà e dei sindacati lo richiedevano. Inutile -infierire- su certe dichiarazioni che si commentano da sole, ci riserviamo di dare ampie delucidazioni a tutto il consiglio e all’opinione pubblica su quanto sta avvenendo».

Chiuso il discorso Messina, si comincia coi lavori e con l’elezione del Comitato elettorale: ne fanno parte Simona Contestabile (Genovese Sindaco), Sebastiano Tamà (Mpa) e Giuseppe Chiarella (Forza Azzurri), mentre supplenti sono Giuseppe Antonio Ansaldo (Udc – Il centro con D’Alia), Nicola Cucinotta (Pd) e Salvatore Ticonosco (Rialzati Messina). Secondo punto all’ordine del giorno, le Commissioni consiliari. Confermate le indiscrezioni della vigilia (in download il file in pdf con le commissioni e i componenti), con gli ultimi due nodi, relativi alle presidenze del centrosinistra, sciolti in favore di Marcello Capillo e Gaetano Gennaro. Una presidenza a Risorgimento Messinese con Carreri e tutte le altre al centrodestra (Melazzo, Guerrera, Iannello, Caliò, Cocivera, Restuccia, Magazzù, Sparso e Pergolizzi).

Dopo il dibattito sulle problematiche occupazionali della città, l’attenzione si sposta sulla Molini Gazzi, con i dipendenti della ditta che sono entrati in aula al posto degli altri lavoratori che avevano protestato in precedenza. E’ Gennaro del Pd – Democratici per Messina a presentare un ordine del giorno il cui quarto punto si mostra subito delicato: la richiesta di un impegno da parte dell’assessore all’Urbanistica Giuseppe Corvaja di approntare una modifica al Prg secondo il quale, in virtù di un cambio di destinazione risalente al ’94, l’area su cui giace lo stabilimento della Molini non è più ad uso industriale ma cosidetta -B1-, cioè edificabile per abitazioni e, perché no, centri commerciali, stuzzicando gli appetiti di molti. «Bisogna rivedere quel Piano regolatore – dirà poi Giorgio Caprì (Francantonio per Messina) fuori dall’aula – e qui il consiglio ha le sue prerogative e deve metterle in atto. Bisogna fermare la speculazione edilizia, per la quale anche la Molini Gazzi sta pagando». L’ordine del giorno però non passa, non senza qualche polemica: secondo il capogruppo del Pdl Pippo Capurro sarebbe più opportuno, essendo una questione che richiede molto tempo, modificarlo e attivarsi con l’amministrazione per risolvere il più stringente problema dei lavoratori. Bruno Cilento chiede direttamente che non venga votato l’ordine del giorno e la maggioranza dell’aula gli dà ragione.

Da qui nasce una piccola scaramuccia tra parte del centrosinistra e il presidente del Consiglio Previti, reo secondo alcuni consiglieri, tra i quali Gennaro, Caprì, Isaja e Sauta, di non aver loro concesso la parola. Per questo il centrosinistra abbandona l’aula al momento della votazione sul rinvio in Commissione dell’approvazione dello Statuto dell’Ato acque, obbligando Previti ad aggiornare la seduta prima alle 17 e poi, mancando il numero legale, a domani mattina alle 10.30.

(nelle foto Trischitta e Previti)

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