Sarà Pippo Rao a prendere il posto di Rinaldi. Documento di Bartolo Cipriano e Giovanni Frazzica, che prendono le distanze dal leader regionale: «In assenza di precisi segnali di inversione di tendenza, noi non ci stiamo»
Le acque sono meno agitate rispetto a un mese fa, quando i -dissidenti- Panarello, Bottari e Saitta tuonavano contro la gestione Genovese del Pd? Per qualcuno forse sì, per altri certamente no. Il dissenso, anzi, cresce, seppur -serpeggiante- tra correnti isolate, e verrà fuori già nell’assemblea di oggi pomeriggio, che eleggerà Pippo Rao segretario provinciale del Pd, succedendo al dimissionario Franco Rinaldi (segretario cittadino dovrebbe diventare il consigliere provinciale Giuseppe Grioli).
All’appuntamento di oggi non ci saranno Bartolo Cipriano, sindaco di Terme Vigliatore ed ex -fedelissimo- di Genovese, e Giovanni Frazzica, che anni fa consegnò le -chiavi- del Partito popolare all’attuale leader regionale del Pd. Non ci saranno perché in aperto dissenso nei confronti della gestione del partito. «Il perseverare con una logica sbagliata lungo la strada che va verso una nuova tappa del percorso burocratico che dovrà portare al congresso dal Pd di Messina – scrivono i due in una nota – diventa occasione per fare uscire allo scoperto tensioni, malumori e dissensi rimasti a lungo più o meno sopiti. Come si avverte dalla stampa, ma anche da tante conversazioni ufficiose di addetti ai lavori, il malessere è tale che non sarà sufficiente il bollino blù che solitamente applica la componente diessina per garantire la bontà di certe operazioni politiche. Il malessere, infatti, pervade vaste fasce di quel mondo ex-Dc, ex_PPI ed ex Margherita che, comunemente, era ritenuto appartenente all’area Genovese. In questo passaggio, particolarmente difficile per l’ex-Sindaco, pur ritenendo inopportuno muoversi cinicamente per alimentare prevedibili risse precongressuali determinate dalle paure tipiche dalle formazioni sconfitte sul piano elettorale e devastate sul piano politico, non ci si può sottrarre dalla necessità di manifestare un segnale chiaro di dissenso».
«La metodologia compromissoria portata avanti dalla componente Fioroni – proseguono Cipriano e Frazzica – in accordo col gruppo dei Ds veltroniani di Messina, necessaria forse per poter rispettare i tempi dettati dalle circolari del Pd nazionale, appare certamente inutile, anzi controproducente, per innestare un processo virtuoso di radicamento e di rilancio del Partito. Senza una analisi approfondita del cammino percorso dalle primarie ad oggi e senza la conseguente elaborazione di un progetto condiviso, l’avvio di una campagna per il tesseramento diventa un rito politicante insignificante, utile solo a regolamentare la misurazione di forza delle componenti interne, ma assolutamente privo di fascino per la pubblica opinione. In assenza di precisi segnali di inversione di tendenza, impossibilitati a dare un sereno e fattivo contributo al dibattito all’interno di questo partito, riteniamo giusto astenerci dal partecipare all’Assemblea indetta per oggi pomeriggio e ci riserviamo di individuare nuove modalità di aggregazione per portare avanti con vigore e determinazione le nostre idee e quelle di un mondo che fino ad ora è stato ingiustamente lasciato nel limbo».
Sebastiano Caspanello
