Panarello: «Se tutte le componenti vanno ascoltate, bisogna approfondire obiettivi, assetti e le ragioni della sconfitta». Rao e Grioli rimangono i nomi più gettonati
Non si può parlare proprio di fumata nera, perché chi è uscito dall’assemblea provinciale del Pd tenutasi ieri nella biblioteca della chiesa di Porto Salvo stigmatizza affermando che «non era pensabile eleggere oggi il nuovo segretario provinciale». E’ stato un primo approccio, dunque, anche se qualcuno si aspettava qualcosina di più che un rinvio -a data da destinarsi- dell’election day tutto interno al Partito democratico. I nomi di Pippo Rao per il ruolo di coordinatore provinciale e di Peppe Grioli per quello di coordinatore cittadino, che rimangono i più -gettonati-, vengono momentaneamente riposti in un cassetto. Chi invece pare non aver sotterrato l’ascia di guerra tirata fuori quest’estate sembra essere il trio Panarello-Bottari–Saitta (quest’ultimo ieri era assente), che dopo i documenti infuocati dello scorso agosto ieri hanno ribadito che prima di pensare a eleggere segretari e quant’altro, bisogna mettere ordine dentro il partito.
«Il segretario regionale ha richiesto di definire una piattaforma e degli assetti organizzativi che vedano coinvolte tutte le anime del partito – afferma il deputato regionale Filippo Panarello (nella foto) – questo significa approfondire le ragioni della sconfitta, gli obiettivi sui quali dobbiamo lavorare, il profilo che intendiamo dare al partito. E’ necessario dare un assetto al gruppo dirigente che sia all’altezza di questo compito, siccome siamo alla prima discussione dopo la sconfitta elettorale e le dimissioni del segretario provinciale, crediamo che un supplemento di dibattito sia utile alla causa».
Tra gli aspetti da rivedere del Pd e del suo radicamento nel territorio, oltre alla questione del tesseramento, che partirà secondo regole ben precise (verranno rispettate?) dettate dallo statuto nazionale, c’è quella dei circoli. Cinquattotto per la città di Messina sembrano davvero troppi, se si considera che Roma ne conta circa la metà e Palermo ne ha appena sedici. «Bisogna dare un assetto del partito nel territorio che sia funzionale – commenta Panarello a questo proposito – e una -polverizzazione- dei circoli non credo che lo sia». La prossima riunione dell’assemblea provinciale potrebbe svolgersi sabato, ma è probabile che possa slittare ulteriormente.
(foto Dino Sturiale)
