Gli appelli arrivano da Ricevuto, Buzzanca e Garofalo, che commentano il dato politico delle elezioni. Intanto continua lo scontro interno: Corona e Germanà attaccano D’Alcontres. Da An soddisfazione nonostante la debacle di Strano
Il risultato delle urne, in casa Pdl, ha lasciato ancora aperte quelle ferite apertesi in campagna elettorale e che probabilmente si chiuderanno solo dopo la risoluzione definitiva della questione regionale legata al governo dell’Isola. Molti, praticamente tutti gli esponenti messinesi più rappresentativi del Pdl, hanno voluto commentare il dato provinciale e regionale di queste Europee 2009. Chi invitando alla compattezza ma al contempo sottolineando i numeri che nel Messinese devono far riflettere, chi buttando benzina sul fuoco, continuando ad allargare le fratture esistenti tra i vertici regionali del partito e l’ala dei “ribelli”.
CORONA-GERMANA’ VS D’ALCONTRES. Dopo le dichiarazioni a noi rilasciate questa notte da Francesco Stagno D’Alcontres, in concomitanza con l’arrivo nelle segreterie delle prime rilevazioni che davano Cimino primo a Messina tra i forzisti (“E’ stato riconosciuto il mio impegno politico. Abbiamo lavorato tutti per Messina e la sua provincia. A questo punto chiediamo con più forza un posto nella giunta Lombardo, i vertici regionali non possono più ignorare questa richiesta che facciamo in base a dei numeri importanti”), non si sono fatte attendere oggi le repliche piccantissime degli “allineati”, prima Roberto Corona e poi Nino Germanà. “Sorprendono le dichiarazioni a caldo dell’onorevole Stagno – commenta il deputato regionale -, non rappresentative della realtà dei fatti. E’ sotto gli occhi di tutti il successo all’interno della lista, dei candidati Giovanni La Via e Salvatore Iacolino, rispettivamente primo e secondo della componente ex Fi nella nostra provincia, espressione dell’area di maggioranza interna che si richiama alle posizioni di Alfano, Schifani e Castiglione. Va tenuto presente che questa area ha impostato e condotto la campagna elettorale secondo un percorso rigidamente politico che si traduceva nella non facile collocazione, su tutto il territorio, di tre preferenze su tre, ovvero il presidente Berlusconi-Iacolino-La Via. Ben più agile il percorso del candidato Cimino, dell’area Micciche’, cui si richiama Stagno D’Alcontres, che ha comunque ottenuto una buona affermazione, piazzandosi al quarto posto”. Ma Corona va ancora oltre e rincara la dose: “Non e’ però evidentemente solo farina del suo sacco. I sostenitori di Cimino, infatti, dovendo inserirsi con una sola preferenza, hanno facilmente cercato e trovato varchi d’ingresso in tutti gli ambienti elettorali del Pdl, riuscendo a ottenere soccorsi strategici. Stagno poi, nel rimarcare, un po’ superficialmente indefinite responsabilità della dirigenza messinese del Pdl, dimentica di essere stato, fino alla recente nomina dei coordinatori regionali, il referente principale nella gestione del partito e di avere personalmente definito le posizioni di governo e sottogoverno nelle amministrazioni comunale e provinciale. Se ha delle recriminazioni deve rivolgerle anche a se stesso”.
Parole certamente dure che non lasciano spazio ad interpretazioni, così come quelle di Nino Germanà: “L’onorevole Stagno si impettisce in fretta ma trascura la rigida logica dei numeri che purtroppo, ancora una volta, non giocano a suo favore. Pare infatti che non abbia fatto in tempo ad issare il vessillo del primo forzista di Messina per il suo candidato di riferimento, che è stato subito smentito dai fatti. Pur di non aspettare i risultati definitivi e gli orientamenti del coordinamento regionale, con la sua solita abitudine alle fughe in avanti, indossa la marsina e si propone anch’egli con iniziative personali che, pur se condivisibili nella sostanza, lo sono un po’ meno nella forma poiché fuori dagli schemi di partito. Il Congresso Nazionale che ha segnato la nascita del PdL ha infatti statuito delle regole, da alcuni ancor oggi disconosciute o peggio ancora disapplicate. Stagno quindi, farebbe bene a tenersi sveglio non soltanto nelle lunghe notti elettorali, ma anche quando ai (pochi) consiglieri di (suo) riferimento, scatta la frenesia di cambiare addirittura gruppo. Attenzione alla farina che esce dal (suo) sacco… potrebbe restargli definitivamente vuoto. Noi siamo per la certezza delle regole, anche se prevedono sane competizioni interne, ma ci muoviamo su precisi percorsi politici, senza improvvisazioni di sorta ed indossiamo la marsina soltanto per le feste. Per il resto lavoriamo quotidianamente al servizio della gente”. E in serata lo stesso Germanà, commentando l’elezione di Iacolino e La Via ha poi continuato: “A chi avrebbe voluto trasformare una scadenza elettorale in una consultazione referendaria interna al Pdl, per misurarne gli indici di gradimento dei singoli, consiglio di recarsi alle urne il prossimo 21 Giugno”.
RICEVUTO-BUZZANCA-GAROFALO: IL RICHIAMO A LOMBARDO. In poche battute appare politicamente ampio, ma al contempo deciso, il commento del presidente della Provincia Regionale Nanni Ricevuto, che afferma: -L’importante risultato conseguito dal Popolo della Libertà, con particolare riferimento alla Provincia di Messina dove il partito ha raggiunto il 39,1%, dato più rilevante dell’intero panorama regionale, dimostra e comprova la forte adesione degli elettori messinesi al progetto del presidente Berlusconi, portato avanti con grande fermezza e coerenza, dai coordinatori regionali onn. Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. Questo dato, insieme al mancato «sfondamento» dell’Mpa (circa 300mila voti in meno in Sicilia rispetto alle regionali), non potrà che portare il presidente Lombardo, a riconsiderare, con grande senso di responsabilità, l’impianto del governo che provvisoriamente aveva varato. E ciò, tenendo conto dell’apporto di tutte le forze della coalizione, Udc compreso, ovviamente, che lo hanno sostenuto in occasione della sua elezione alle regionali dello scorso anno, oltre che dell’adeguata rappresentanza della provincia di Messina nella Giunta di governo regionale-.
Si sofferma sul successo del Pdl nella provincia di Messina anche il sindaco Giuseppe Buzzanca: “Un risultato perentorio che dimostra l’efficienza del Partito, ben strutturato e, principalmente, uniformemente radicato nel tessuto sociale del territorio. Il voto espresso dagli elettori dimostra che lavorare in modo compatto, univoco e trasparente oggi premia più di ogni altra cosa. E’ in questo senso che il Pdl deve proseguire la sua azione politica, guardando principalmente al prioritario interesse dei cittadini ai quali occorre dare soltanto risposte serie e risultati concreti”.
Per quanto riguarda gli equilibri della politica regionale invece, Buzzanca afferma: “Lombardo adesso deve prendere atto che il Popolo delle Libertà è il partito di maggioranza relativa, ed è con esso che deve discutere del futuro della Sicilia e dei Siciliani”.
E al presidente della Regione si rivolge anche il parlamentare Enzo Garofalo: “Chiusa la campagna elettorale spero che il buon senso prevalga su tutto, che il Governo regionale riprenda a lavorare con tutti i componenti la coalizione che un anno fa portò Lombardo alla Presidenza della Regione e che si tenga pure conto che Messina, con il proprio 39% e oltre, ha contribuito come prima provincia, al risultato del Pdl siciliano in queste elezioni europee. Il popolo siciliano ha bisogno di risposte e il dato elettorale, oltre al successo, ci consegna, ancora una volta, un grande carico di responsabilità. Il lavoro dei coordinatori regionali è stato premiato dalle urne e su quel solco adesso bisogna proseguire-.
Lombardo in serata, intervenendo al programma di Raiuno “Porta a Porta”, ha dichiarato di fare ancora parte della coalizione di centrodestra così come il Pdl fa ancora parte della maggioranza che lo sostiene in Sicilia, anticipando che a breve, oltre agli assessori azzurri già indicati, concluderà la sua Giunta inserendone altri. Poi sull’Udc ha ribadito “porte aperte e nessuna preclusione, purché si remi tutti nella stessa direzione”.
LA SCONFITTA DI STRANO. LA AN MESSINESE COMUNQUE SODDISFATTA. Nonostante gli oltre 4mila voti raccolti nella città di Messina, l’ex senatore Nino Strano non ce l’ha fatta a raggiungere il Parlamento Europeo. Il solo candidato per la corrente AN è stato superato dai forzisti, ma nonostante ciò i rappresentanti messinesi che lo hanno appoggiato hanno espresso compiacimento per il risultato ottenuto. Il deputato regionale Pippo Currenti, ad esempio, ha dichiarato: “In provincia di Messina il Pdl è molto sopra la media nazionale. Il risultato di Nino Strano, oltre 30 mila preferenze, primo dei candidati nella nostra provincia, prova lo straordinario apporto di militanti e dirigenti provenienti da An che hanno lavorato compatti per il risultato, trascinati dall’impegno di personalità politiche, da Nania a Briguglio, che oltre ad avere importanti responsabilità politiche a livello nazionale, hanno dimostrato di essere a capo di aree di consenso organizzato e consolidato. Un risultato che è una garanzia per il futuro del Pdl nella nostra regione e della nostra provincia-. L’eco arriva dal vicepresidente vicario dell’Ars Santi Formica: -La forza dei numeri espressi in Sicilia e in particolare nella provincia di Messina, è motivo di particolare soddisfazione per noi e il brillante risultato elettorale del Pdl alle Europee che in provincia di Messina, risulta il partito più votato con il 40% delle preferenze conferma il forte radicamento nel territorio. A questo dato generale si aggiunge un motivo di ulteriore compiacimento per le preferenze riportate dal candidato Nino Strano, che ha ottenuto nella sola provincia dello Stretto oltre trentamila voti, risultando il primo eletto in assoluto-.
Emanuele Rigano
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