Il Collegio dei revisori esprime parere contrario in merito alla “delibera cumulativa” presentata per la fuoriuscita da 13 delle 15 società per azioni. Prima e Seconda commissione approvano una pregiudiziale di Rao con la quale si rimanda indietro la proposta
L’Amministrazione provinciale perde il primo round sulla dismissione delle partecipate. Ai tanti dubbi mossi nel corso della scorsa settimana dai consiglieri, si è aggiunto questa mattina il parere contrario espresso dai revisori dei conti e l’approvazione di una pregiudiziale votata dalla prima e seconda commissione in seduta congiunta, che di fatto rispedisce al “mittente” la proposta di delibera sulle Spa.
Non lascia spazio ad interpretazioni quanto scritto dal Collegio in merito a tale proposta riguardante la fuoriuscita da tredici delle quindici complessive società per azioni partecipate da palazzo dei Leoni: «Per le società di capitale di cui si propone la dismissione è stata predisposta una sola delibera», eppure il «consigliere provinciale deve avere la possibilità di esprimere un parere su ogni singola società partecipate che si propone di dismettere». I revisori si concentrano anche su un caso specifico che non darebbe al singolo consigliere tale possibilità, cioè se un componente provinciale risultasse incompatibile, in quanto un parente dello stesso fosse componente del consiglio di amministrazione di una delle società partecipate che si propone di dismettere, venendo inibito a partecipare al dibattito relativo alla “complessiva” proposta di delibera in questione.
Secondo Piraino, Molica e Lembo «la complessità e l’importanza della valutazione della dismissione inducono a ritenere necessaria una attività valutativa circoscritta alla singola partecipazione attraverso una delibera ad hoc che si propone di dismettere o di mantenere». Nel discorso ampio dunque, dovrebbero, secondo il Collegio, essere incluse anche la Sogas Spa e la Innovabic, che invece non vengono inserite nel piano di dismissione in quanto l’Amministrazione è intenzionata a mantenere la partecipazione. A tale riguardo i revisori aggiungono: «Si rende necessario formulare due proposte di delibere dalle quali si evincono le motivazioni valide e la necessità di una valutazione in termini di costi-benefici della scelta di mantenere una partecipazione».
Ma come preannunciato il “due di picche” è arrivato anche dalla seduta congiunta di prima e seconda commissione consiliare, i cui componenti avevano già più volte espresso perplessità sulla forma e sui contenuti della delibera (vedi correlati in basso). I commissari hanno approvato all’unanimità (18 su 18) una pregiudiziale presentata dal consigliere del Pd Pippo Rao, attraverso la quale si rimanda indietro l’attuale proposta di delibera e si chiede contestualmente all’Amministrazione di predisporre un atto per ogni dismissione o mantenimento per singola partecipata, allegando bilanci e storia amministrativa delle stesse.
Le volontà e gli annunci del duo Ricevuto-Bisignano cozzano dunque in questa fase con l’effettivo iter amministrativo di fuoriuscita dalle Spa, primo passaggio al quale dovrà seguire l’abbandono da tutti gli altri enti, consorzi e associazioni ritenuti inutili e dispendiosi per l’Ente. Il processo, comunque ormai avviato, si ferma. L’ok alla pregiudiziale Rao rimanda indietro la prima proposta. Il consiglio ribadisce la propria disponibilità a proseguire il percorso finalizzato alla dismissione delle “società mattone”, ma pretende di essere messo nelle condizioni di potere prendere decisioni trasparenti, responsabili e soprattutto motivate. La palla passa nuovamente all’Amministrazione.
