Dopo la seduta congiunta di prima e seconda commissione permangono i dubbi già espressi da alcuni consiglieri: dal “taglio” di competenze rispetto ai “mantenimenti” alla “delibera unica”. Spaccatura sulla Sogas. Bisignano: «Ricordo che è una proposta. Il consiglio può votare, bocciare o emendare»
Ampio e approfondito dibattito nella seduta congiunta della prima e della seconda commissione consiliare provinciale, nel corso della quale si è iniziato a discutere del Piano di dismissione delle Spa Partecipate dall’Ente. Presente l’assessore al ramo Michele Bisignano, che ha affrontato a viso aperto tutte le questioni sottoposte dai commissari. Il componente della giunta Ricevuto esordisce parlando dei criteri sulla base dei quali sono state assunte le decisioni in merito alle società per azioni, e più in generale sulle realtà che verranno abbandonate dall’Ente: «Le valutazioni non scaturiscono certamente da simpatie o antipatie, ma da riflessioni. Alcune di queste hanno fatto seguito anche a prese di posizione del consiglio o dei consiglieri, con i quali ci siamo sempre confrontati. Il nostro fine è il bene della Provincia. Inoltre, abbiamo ovviamente tenuto conto della pressante normativa».
-CONFLITTI- DI FORMA. Ma tutte le perplessità maturate ed emerse negli ultimi giorni permangono. Buona parte del consiglio non è d’accordo sull’attribuzione al civico consesso delle competenze esclusive per quel che riguarda le dismissioni e non anche sul mantenimento delle partecipazioni, che spetterebbero invece, secondo l’Amministrazione, alla giunta. La questione viene mossa dall’ufficio di presidenza e più specificatamente dal presidente Salvino Fiore. Il collega Enzo La Rosa, carte alla mano, ribadisce invece l’incertezza sull’inglobamento dei provvedimenti in un’unica delibera, sostenendo che diverse fonti e pronunce vanno in direzione opposta. Secondo alcuni consiglieri sarebbe formalmente più corretto, e darebbe la possibilità di analizzare singolarmente la situazione delle singole realtà, votare e decidere se uscire o meno dalle tredici società discutendo delle stesse una ad una. Un’opportunità, quella del “frazionamento deliberativo”, già sostenuta dal consigliere del Pd Pippo Rao e oggi rafforzata anche da un altro esponente del centrosinistra, il consigliere dell’Italia dei Valori, Maurizio Palermo: «Questa delibera secondo me non è esitabile, perché -raffazzonata-. Insisto sulla possibilità di impostare diversamente l’approvazione del piano».
Il dirigente al ramo Antonino Calabrò e il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, assenti per contemporanei impegni, intervengono con una lettera di chiarimento che si concentra su alcuni errori formali contenuti all’interno della delibera. Nessun riferimento invece alla de-contestualizzazione normativa contestata da alcuni componenti delle commissioni. Alcuni ipotizzano addirittura il ritorno agli uffici della proposta di delibera per la sua modifica: difficile che ciò possa concretizzarsi. Al di là dei presunti vizi “formali” restano poi le questioni “politiche”.
SOGAS. Il nodo più contorto resta legato alla Sogas, una delle due società per azioni (l’altra è la Innovabic) che i vertici di palazzo dei Leoni hanno deciso di non abbandonare. Ci sono consiglieri, soprattutto quelli della zona tirrenica, che chiedono lumi sul perché il progetto di costruzione dell’Aeroporto del Mela non venga sostenuto con la stessa forza con la quale si “combatte” per le quote della società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto, recentemente portate dal 4 al 20%. Bisignano risponde facendo riferimento alle dichiarazioni del presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha parlato di stop a nuovi scali in Sicilia dopo l’apertura di Comiso. La contro-risposta è affidata a Tonino Calabrò (Autonomisti di Base), che sottolinea come invece sia paradossale che la Provincia di Messina si potrebbe trovare a coprire in parte i costi per lo spostamento in altro luogo del Tito Minniti, mentre non muove un dito per uno scalo nel territorio. Alla fine il dibattito si contorce, passando dal fallimento di MetroMare fino ad arrivare al punto di inizio, come da anni avviene. Ieri il capogruppo dell’Mpa, Roberto Cerreti, aveva parlato di possibilità di presentare un emendamento per la fuoriuscita dalla Sogas nel caso in cui l’Amministrazione non riuscisse a convincere sulla bontà delle proprie scelte. Resta il fatto che l’eventuale possibilità per il consiglio di potere decidere anche sul mantenimento delle quote, oltre che delle fuoriuscite, potrebbe mettere in seria crisi le volontà programmatiche della testa dell’Ente.
MULTISERVIZI. Altro punto cruciale è la Multiservizi, una delle società che la Provincia punta ad abbandonare. Questa mattina, ancora una volta, una delegazione dei lavoratori ha presidiato palazzo dei Leoni per un confronto con l’Amministrazione. L’attuale stato di cose viene spiegato dallo stesso Bisignano: «L’Ente uscirà dalla Spa che ha recentemente perso l’oggetto sociale esistente quando avevamo aderito. Con una decisione assembleare si è concretizzata una scissione del ramo d’azienda in previsione della creazione di due Srl che si occuperanno di diversi servizi. Capisco benissimo il dispiacere dei lavoratori e le difficoltà delle famiglie, per questo non li ho mai illusi, parlando in maniera chiara».
Tutto resta comunque aperto. La Prima e Seconda Commissione consiliare vengono aggiornate in seduta congiunta a domani, alle ore 9.30, mentre alle 11.30 dovrebbe tenersi il consiglio, che a questo punto sarà rinviato. Intanto la proposta di delibera, così come annunciato dal presidente Salvino Fiore, sarà girata ai revisori dei conti per un eventuale parere che attualmente manca. Nonostante i tanti dubbi sollevati, dopo mesi di lungo lavoro e ricerche, Bisignano mantiene comunque la tranquillità e si rivolge così ai consiglieri: «Si tratta di una proposta, il consiglio può decidere se votarla o meno. E può pure emendare». (In basso articoli correlati sull’argomento)
Emanuele Rigano
