Polemica sulle aperture domenicali, Puglisi getta acqua sul fuoco ma ribadisce: «Siamo città turistica, non posso obbligare alla chiusura»

Polemica sulle aperture domenicali, Puglisi getta acqua sul fuoco ma ribadisce: «Siamo città turistica, non posso obbligare alla chiusura»

Polemica sulle aperture domenicali, Puglisi getta acqua sul fuoco ma ribadisce: «Siamo città turistica, non posso obbligare alla chiusura»

lunedì 24 Maggio 2010 - 14:21

I sindacati avevano criticato duramente il provvedimento dell’assessore al Commercio, ma si erano assentati al confronto chiesto dallo stesso Puglisi

Negozi aperti tutte le domeniche e i giorni festivi, con qualche eccezione, da ieri fino al 30 novembre. L’ordinanza firmata dall’assessore al Commercio, Giuseppe Puglisi, ha aperto nuovamente il dibattito, con i sindacati in prima fila a chiedere di rivedere il provvedimento revocando, addirittura, l’ordinanza. Sindacati che però, risulta, si sono assentati al confronto sul tema convocato dallo stesso Puglisi per il 13 maggio. Quel giorno stesso all’assessorato al Commercio è giunta una nota con cui Cgil, Cisl e Uil comunicavano la propria assenza per «importanti ed improcrastinabili impegni di categoria» e nella quale si segnalava «il disappunto raccolto tra i lavoratori in merito alla recente determina circa l’apertura nella giornata del 1. maggio». Per quel giorno, infatti, l’assessore Puglisi aveva disposto l’apertura facoltativa per mezza giornata del settore alimentare (chiusura totale per gli altri).

Il 16 maggio la nuova ordinanza (che riportiamo tra gli approfondimenti), nella quale si prevede che «i titolari delle attività commerciali con dipendenti che si avvarranno della facoltà di apertura in deroga, dovranno comunicare al dipartimento Commercio Industria e Artigianato del Comune, quale piano di lavoro utilizzeranno per il personale che sarà impegnato nelle giornate festive, e quali strumenti, fra quelli previsti nel Contratto di lavoro di categoria e dalla normativa di riferimento, opereranno per garantirgli ogni diritto e spettanza». Ma ai sindacati tutto ciò non è bastato, che si sono “ribellati” sia pubblicamente, sia scrivendo nuovamente a Puglisi, chiedendo conto degli «effettivi controlli della Polizia annonaria». In realtà non è la Polizia annonaria ad avere le competenze necessarie per effettuare i controlli bensì l’Ispettorato del lavoro, ma non è questo il punto.

«Cosa si vuole fare di questa città?», è il quesito che si pone, oggi, Puglisi. Un quesito che parte da un presupposto: «Come richiesto dal consiglio comunale il 18 dicembre 2008, siamo una città a “prevalente economia turistica” e, per questo, gli esercenti possono derogare agli ordinari orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Questo avviene da anni a pochi passi da noi, a Villafranca, a Milazzo, a Barcellona, a Taormina o, andando più lontano, a Catania. Bisogna tenere conto del fatto che noi diamo una facoltà agli esercenti, essendo città turistica io non posso obbligare alla chiusura, diventerei io il fuorilegge. E’ chiaro che nostro compito è fare di tutto affinché vengano tutelati i lavoratori, ma ai sindacati, con i quali ho un ottimo rapporto e per questo continuerò a confrontarmi con loro, dico: denuncino il lavoro nero. Si tenga conto pure del fatto che il Comune ha già perso due ricorsi, presentati dal Centro commerciale Tremestieri e della Coin per due episodi di chiusura obbligata derivante da una nostra ordinanza, e che importanti esercizi commerciali della città hanno già scritto al Comune dicendo che senza l’apertura facoltativa andranno via da Messina, per trasferirsi magari a Milazzo o a Catania. E generando una perdita di posti di lavoro che questa città non si può certo permettere».

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