Polemiche Pd, Rao getta acqua sul fuoco: «Mettiamoci tutti in discussione in vista del congresso»

Polemiche Pd, Rao getta acqua sul fuoco: «Mettiamoci tutti in discussione in vista del congresso»

Redazione

Polemiche Pd, Rao getta acqua sul fuoco: «Mettiamoci tutti in discussione in vista del congresso»

venerdì 10 Ottobre 2008 - 06:35

Il neo segretario provinciale risponde alle polemiche tendendo la mano alle anime insofferenti del Partito Democratico. Il messaggio è chiaro: ripartiamo da un confronto serio e leale

Probabilmente a breve sarà convocata una conferenza stampa per ufficializzare i nuovi assetti e forse anche il direttivo. Ma per Pippo Rao sono già i primi giorni da nuovo segretario provinciale del Pd. Una designazione arrivata dopo un’assemblea accesa che ha lasciato parecchi strascichi polemici e scontetezza tra quelle correnti interne al partito che dopo le sconfitta elettorale regionale e quella cittadina, spingevano per un cambio di rotta forte.

Cambio di rotta che invece non è arrivato, se non altro perché Rao rappresenta ancora quella faccia della Margherita sicuramente più legata al massimo rappresentate cittadino del Partito Democratico, Francantonio Genovese. La nomina è arrivata a seguito di una votazione che ha evidenziato la forza di questa corrente del partito, ma è molto probabile che dietro la stessa ci fosse un preciso disegno di suddivisione, tra le varie anime del Pd, degli incarichi nelle nove province. Così come è evidenziato dall’elezione di Francesco Calanna a presidente dell’assemblea, ex componente dei Ds vicino attualmente vicino a Lumia. Già Francesco Calanna, uomo-pomo della discordia. Sembra infatti che le forze interne si siano spaccate particolarmente sul suo nome dell’ex deputato regionale.

Altre correnti, ad esempio quella legata a Gianni Letta o quella di Antonio Saitta e degli ex Ds, che al momento fa riferimento ad Anna Finocchiaro. Rao glissa sul polverone e tende la mano a tutte le anime, come d’altronde, dice, è stato fatto durante l’ultima assamblea che lo ha eletto. «In questo momento la cosa più importante è metterci tutti in discussione in vista del congresso – rivela. Dobbiamo recuperare il distacco che si è venuto a creare con la gente, riavvicinarci alle forze esterne come le associazioni o le realtà che operano nel sociale, offrire veri elementi programmatici e radicarci davvero sul territorio. Appena partita la sfida di un vero partito riformista sapevamo delle difficoltà che saremmo andati ad affrontare e non è certo questo il momento di arrenderci».

Dunque l’appello che sembra arrivare è -via i protagonismi-, che si remi tutti verso lo stesso porto. Ma l’atteggiamento assunto da Genovese fino ad oggi sembra non essere andato giù proprio in questo senso, poi le ultime tornate elettorali hanno fatto il resto. Ma i numeri sono numeri e in quanto tali insindacabili, ed è necessario ricordare che proprio il parlamentare messinese del Pd è riuscito ad arrivare quasi al 39% nella corsa alla poltrona di primo cittadino di Messina mentre nelle altre province siciliane il centrosinistra crollava schiacciato dall’onda lunga del disappunto nei confronti del Governo Prodi e dell’entusiasmo nei confronti della nuova Cdl. «Guardiamo avanti – continua Rao – è giusto confrontarci anche in maniera vivace ma parlando sulla base di fatti concreti, dimenticando la provenienza politica. Abbiamo creato il contenitore, adesso è giusto metterci dentro il contenuto».

Nessun passo indietro, ma segnali di distensione questo sì. «Lavoriamo sulla futura classe dirigente – conclude il neo segretario provinciale. Per non rischiare di ritrovarci come altri partiti in cui l’età media è evidentemente alta». E a approposito di centrodestra, al momento maggioranza in tutti i contesti che ci interessano da vicino, per Rao l’atteggiamento che sta tenendo la sua sponda politica è perfetta. «Stiamo attenti a che ciò che fanno e vigiliamo, ma allo stesso tempo attendiamo che passi il tempo necessario per giudicare. Non vogliamo fare come Buzzanca e soci che dopo poco più di un mese dall’insediamento di Genovese al Comune avevano iniziato a sparare a zero. E’ giusto che passi un un anno e mezzo-due e poi vediamo cosa hanno combinato».

Intanto il Partito Democratico dovrebbe continuare a muovere i suoi passi. Francantonio Genovese, probabilmente unico vero rappresentante forte del centrosinistra cittadino, per precisa scelta continuerà a concretrarsi sui -contesti romani-, con l’obiettivo di diventare un riferimento di spessore per i componenti locali che verranno. Ma non è detto che qualche altro esponente non abbia la stessa ambizione, vedi proprio Saitta. Uomini che convivono sotto il tetto dello stesso partito, lavorando per migliorare la casa o per diventare/restare capofamiglia?

Emanuele Rigano

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