Ponte. Dal consiglio comunale primo verdetto: nuova stazione a Gazzi. Assente il sindaco

Ponte. Dal consiglio comunale primo verdetto: nuova stazione a Gazzi. Assente il sindaco

Ponte. Dal consiglio comunale primo verdetto: nuova stazione a Gazzi. Assente il sindaco

martedì 19 Gennaio 2010 - 14:12

Prime votazioni sulla delibera sulle opere compensative: “bocciata” per un voto la proposta di Barbalace sullo spostamento a Contesse. La seduta proseguirà giovedì sera, ma a questo punto è scontato il no del Pd

Primi fuochi per la delibera sulle opere compensative al Ponte. Dopo la seduta “preliminare” di martedì scorso, oggi si è iniziato a fare sul serio, seppur senza la presenza in aula del sindaco Giuseppe Buzzanca, impegnato dall’altra parte di Palazzo Zanca nella questione alluvione. E si è cominciato col botto, cioè con l’emendamento che più di altri aveva caratterizzato il dibattito: quello presentato dal presidente della commissione Ponte Nicola Barbalace circa lo spostamento della stazione centrale e soprattutto della marittima a Contesse, in difformità con quanto previsto dal documento originario redatto dall’ing. Giovanni Caminiti che prevede la stazione a Gazzi e la marittima lì dove si trova oggi.

Durante il dibattito, inevitabilmente lungo e acceso, Barbalace ha avuto modo di ribadire, come scritto nell’emendamento, che «la realizzazione della stazione marittima e ferroviaria a Contesse consentirebbe il recupero di tutto l’affaccio a mare, liberato dal parco ferroviario, dal curvone Gazzi fino alla Zona Falcata, indipendentemente dai tempi connessi alla realizzazione del Ponte. E’ l’unico modo per restituire interamente 430 mila metri quadri di territorio e di costa alla città, anche in virtù del fatto che a Contesse esistono già 92 mila metri quadri di parco ferroviario». La proposta, ovviamente, non ha avuto il “placet” di Caminiti, secondo cui lasciando la marittima nella sua attuale collocazione rimarrebbero solo due binari, per di più interrati. Inoltre secondo il dirigente dell’ufficio Grandi Opere non è previsto, nell’ottica Ponte, alcun porto di emergenza, mentre la collocazione della stazione centrale a Gazzi sarebbe la più idonea per il collegamento già esistente con la galleria dei Peloritani. «Anche con la stazione a Contesse – ha spiegato Caminiti – i treni diretti a Palermo dovrebbero comunque passare da Gazzi». Le tesi del dirigente sono state fortemente sostenute dall’assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Scoglio, in aula in rappresentanza del sindaco: da lui sono arrivate tutta una serie di considerazioni a favore del Piau, il programma Porti&Stazioni, e sull’opportunità di realizzare una piattaforma logistica che da Tremestieri arrivi proprio a Contesse.

Durante il lungo dibattito gli schieramenti si sono chiaramente delineati: il Pdl si è messo di traverso sull’emendamento Barbalace (fatta eccezione per Pippo Trischitta, unico rappresentante del gruppo Briguglio oggi in aula); stessa cosa hanno fatto l’Mpa e la quasi totalità dell’Udc, tranne Giorgio Muscolino e Giuseppe Melazzo, che coerentemente con quanto da loro espresso in commissione Ponte hanno invece espresso il loro favore all’emendamento («non è una rottura col partito – ha spiegato Muscolino – ma semplicemente la dimostrazione di un voto libero»); dall’altra parte della barricata determinante è stato il no di Gaetano Gennaro, l’unico del Pd ad esprimersi contrariamente, in linea con quanto lui stesso aveva preannunciato per tutti gli emendamenti e per la delibera stessa. Il risultato finale è stato una conta all’ultimo voto: perfetta parità tra i favorevoli e i contrari, più due astenuti. Niente maggioranza per l’emendamento di Barbalace, che così è stato bocciato. Inevitabile, a questo punto, che il Pd persegua quanto annunciato ieri: una volta bocciata la proposta più significativa giunta dal centrosinistra, il partito non voterà favorevolmente la delibera (il cui dibattito proseguirà giovedì sera).

Nel frattempo sono arrivati nuovi emendamenti, dopo i quattro di Barbalace, i dieci di Muscolino, i due di Ivano Cantello dell’Mpa e i tre di Antonio Fazio del Pdl. Quattro sono targati ancora una volta Udc: col primo si impegna la società Stretto di Messina a versare entro tre mesi dall’approvazione della delibera la somma di 130 milioni di euro prevista a titolo di conto delle opere compensative, somme da investire subito nella messa in sicurezza delle aree colpite dall’alluvione. Col secondo, invece, la Stretto si impegna, nella fase di redazione del progetto definitivo, ad elaborare un’ipotesi progettuale che nella posa in alveo dei piloni risparmi i territori dei villaggi di Ganzirri e Torre Faro. Col terzo sempre la Stretto si impegna a realizzare le opere a terra solo dopo l’approvazione del progetto definitivo del Ponte. Infine il quarto emendamento impegna la società amministrata da Pietro Ciucci a stipulare col Comune un accordo di programma rinnovato dal quale risulti con assoluta chiarezza che nessun onere dovrà gravare sulle casse comunali.

Un nuovo emendamento lo ha presentato anche Benedetto Vaccarino del Pd, con le firme anche di Muscolino e del capogruppo del Pdl Pippo Capurro: si chiede l’abbattimento della cosiddetta “massicciata”, il ponte della ferrovia dismesso a Gazzi, per la creazione di una nuova strada e di parcheggi. Infine dal Pdl è giunto un ordine del giorno sottoscritto da tutto l’arco costituzionale del Consiglio col quale si chiede «al governo nazionale e regionale, nell’ambito delle rispettive competenze a attribuzioni, che le Ferrovie dello Stato si impegnino a cedere al Comune a titolo gratuito o ad un prezzo puramente simbolico tutte le aree che si renderanno libere a seguito dei lavori di spostamento della stazione ferroviaria e relativa linea ferrata di collegamento».

(foto Sturiale)

S.C.

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