Previsto il rifinanziamento di 1,3 miliardi della società Stretto di Messina. Il segretario provinciale del Pd: «Che fine ha fatto il tavolo tecnico a Messina per definire le opere essenziali?»
Ripartirà oggi, tra le polemiche che l’hanno sempre contraddistinto, l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il Cipe, infatti, nel corso della seduta odierna dovrebbe rifinanziare per 1,3 miliardi di euro la società Stretto di Messina, dando il via libera sia al progetto definitivo che all’apertura dei cantieri, che, secondo il presidente della società, nonché numero uno dell’Anas, Pietro Ciucci dovrebbe avvenire alla fine dell’estate del 2010.
Ma le polemiche, come detto, non mancano. Secondo il segretario provinciale del Pd, Pippo Rao (nella foto), «la ripresa dell’iniziativa mediatica del governo Berlusconi e del ministro Matteoli sul Ponte di Messina, con tanto clamore, e senza però ancora quelle risposte concrete che da tempo vengono chieste con forza in merito alla disponibilità delle risorse e dei privati che dovrebbero compartecipare e cofinanziare l’opera, ci spingono ad intravedere per l’ennesima volta la volontà da parte del centro destra di gettare fumo, per evitare di affrontare i veri problemi del mezzogiorno ed in particolar modo dell’area dello stretto».
«Continuo a pensare – prosegue Rao nella sua nota – che le priorità infrastrutturali, di trasporto e di collegamento per Messina, (ma il discorso andrebbe esteso a tutta la sua Provincia, come la vicenda della Siremarn e delle isole Eolie ci insegna) dovrebbero essere altre, ottenendo così ancora maggiori benefici anche in termini occupazionali e dotando il nostro territorio delle strutture indispensabili per potere garantire sviluppo economico e sociale di ben altra natura. C’è però a questo punto l’esigenza che le azioni che stanno dietro l’operazione ponte ai vari livelli, territoriale, regionale e nazionale, vengano seguite con attenzione, monitorando e controllando i vari passaggi».
«A tale proposito – aggiunge ancora l’esponente del Pd – ci si chiede che fine abbia fatto il tavolo tecnico a Messina, per definire le opere essenziali, viarie e ferroviarie, in rapporto di interdipendenza con la progettazione e la costruzione del ponte sullo stretto, oltre che sui tempi e sui costi. Ad agosto, il sindaco Buzzanca in uno dei suoi tanti annunci, ne aveva dichiarato l’istituzione, ed il Partito Democratico ne aveva chiesto l’allargamento alla Provincia, alle forze sociali e politiche , ma anche alle associazioni di tutela ambientale. Si chiede altresì che anche alla Provincia si costituisca una commissione consiliare sul ponte e sul ruolo di questa eventuale opera sul territorio e sulla economia del territorio provinciale, che possa insieme alla commissione consiliare del Comune, costituire una platea politio-tecnica rappresentativa delle forze politiche che hanno il dovere di capire quello che sta avvenendo e ciò che avverrà, per garantire che la città e la sua provincia possano partecipare ed essere protagoniste di una vicenda che segnerà il destino ed il futuro di intere comunità, con risvolti economici e sociali di portata epocale, e per i quali non si può essere spettatori passivi delegando il tutto a ristrette discussioni nel chiuso di ovattate stanze del potere».
«Si ha chiaramente rispetto nei confronti di chi crede nell’opera – conclude Rao – lo si abbia anche per chi è contrario, e solo una grande operazione di partecipazione e trasparenza potrà dare ».
