Porticciolo, centro direzionale, parco urbano, nuove vie, un’isola artificiale: così si pensa di riconquistare l’affaccio a mare

Porticciolo, centro direzionale, parco urbano, nuove vie, un’isola artificiale: così si pensa di riconquistare l’affaccio a mare

Porticciolo, centro direzionale, parco urbano, nuove vie, un’isola artificiale: così si pensa di riconquistare l’affaccio a mare

mercoledì 05 Gennaio 2011 - 14:27

Entriamo nel dettaglio del programma strategico del Piau, nell’ambito del quale il Comune ha avviato un concorso di progettazione per la realizzazione del Piano integrato

Il Comune si è affidato ad un concorso di progettazione per ridisegnare l’affaccio a mare della città. Un’idea ambiziosa, che se realizzata potrebbe davvero cambiare volto e prospettive di una Messina che, pur avendo un legame a filo doppio col mare, non ne ha mai sfruttato fortune e potenzialità. Chi vincerà il concorso dovrà redigere un Piano integrato per la ristrutturazione e riqualificazione urbana dell’Area stazione marittima – S. Cecilia. Concorso indetto nell’ambito del Programma Innovativo in Ambito Urbano (Piau) “Porti & Stazioni”, finanziato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed identificato con il motto “Un Affaccio verso il Futuro”.

Gli elementi costitutivi del Piano Integrato sono: il piano particolareggiato dell’ambito urbano Stazione Marittima – Maregrosso; la progettazione preliminare e definitiva di un centro servizi e di un parco urbano di ricucitura tra la Real Cittadella ed il porto storico; la progettazione preliminare della Marina di S.Cecilia. «La redazione del Master Plan “Zona Falcata – Tremestieri” – si legge nel programma strategico del Piau, parte integrante e cuore pulsante del Piano Strategico “Messina 2020” – ha fatto emergere le grandi potenzialità in termini di sviluppo economico e marketing del territorio che la riconversione di aree degradate e sottoutilizzate può comportare per la città. In particolare il tema della riqualificazione dell’ambito compreso tra la Zona Falcata e S. Cecilia sottolinea questo aspetto in termini di recupero sinergico delle funzioni urbane integrate con il sistema della mobilità nello Stretto, da un lato, e con le funzioni di accoglienza e servizi direzionali orientati allo sviluppo del turismo nautico, dei servizi alla persona ed allo sviluppo dell’economia della conoscenza».

Sono tre le cosiddette “idee forza” del nuovo disegno urbano: l’insediamento di servizi direzionali avanzati ad alto contenuto di conoscenza e di servizi turistici orientati all’offerta destagionalizzata; il parco urbano; il porticciolo per il diportismo e servizi annessi nell’area S. Cecilia. Si dovrà partire, dunque, da alcuni processi preliminari: la riqualificazione degli edifici viaggiatori Stazione Marittima/Centrale per la progressiva riconversione (ultimato il Ponte sullo Stretto di Messina) quale centro culturale e per il tempo libero; la riqualificazione della Real Cittadella con la realizzazione del Centro Documentazione di Arte Contemporanea. Con uno scenario futuro, legato anche alla realizzazione del Ponte: la totale dismissione dell’impianto ferroviario di S. Cecilia e l’avvio delle azioni per la riconversione delle aree di Maregrosso/S. Cecilia.

PORTICCIOLI E ISOLA ARTIFICIALE

Per quanto riguarda il porticciolo, l’estensione e le caratteristiche della Marina consentono di stimare, in via cautelativa, un’offerta pari a 350 posti barca, di cui il 15% offerti al transito (che rimangono inutilizzati in periodo di bassa stagione), destinati per il 50% alle imbarcazioni a vela e per il 50% a quelle a motore. La proposta, poi, di eliminare il grande fascio di binari permette anche la ricostruzione degli isolati residenziali che costituiscono il fronte mare della città. La ricucitura degli isolati avviene attraverso la progettazione di ampie fasce di verde privato. «Attraverso la progettazione di nuovi blocchi residenziali – si legge sempre nel programma strategico – si crea un nuovo fronte edilizio che possa ridisegnare lo skyline dell’ambito urbano, consolidandone la vocazione funzionale. La ricostruzione degli isolati si connette direttamente alla ricucitura del tessuto urbano: si creano connessioni dirette attraverso il prolungamento e il recupero delle strade esistenti che si spingono fino al parco urbano e al nuovo lungomare».

E ancora: «Per far sì che l’apertura al mare sia fisicamente reale, le attività turistico-ricettive devono necessariamente occupare una posizione privilegiata rispetto alla costa, per innestare meccanismi socio-economici che rivitalizzino questa parte di città. In tale direzione la proposta prevede la creazione di un’isola artificiale di circa 12 ettari, ricavata attraverso l’eliminazione di parte del terreno sede del tracciato ferroviario attualmente esistente. La creazione dell’isola moltiplica la longitudine del fronte marittimo e crea maggiori e migliori relazioni tra la città ed il mare. L’isola è connessa da due ponti, prolungamento delle due strade preesistenti, via Santa Cecilia e via Gibilterra, che attraversano il parco urbano». Nell’Isola si concentrerebbero edifici a carattere turistico e ricettivo, utili a consentire la sostenibilità economica del progetto. E si creerebbero un nuovo porticciolo turistico e nuove spiagge con i servizi ad essi connessi».

NUOVA VIABILITA’ E PARCO URBANO

La nuova viabilità di progetto prevede il prolungamento della via Acireale, incrementata da un nuovo asse viario che costeggia il mare (una via Marina). Nell’area interstiziale alle due strade la proposta prevede la creazione di un grande parco urbano, «che funzioni come filtro tra le due entità che separa: la città costruita ed il mare, riabilitando ambientalmente il territorio. Il nuovo grande Parco Urbano di Messina di circa 35 ettari svolgerà una molteplicità di ruoli, sia a scala della città sia a quella del territorio. Avrà innanzitutto una valenza urbana perché diventerà l’elemento di connessione tra il centro cittadino e il nuovo waterfront rendendo possibile la continuità e l’apertura della Città al mare: il Parco scavalca lo scatolare della linea ferroviaria interrata passandoci al di sopra, con pendenze mai superiori al 5% grazie ad opportuni raccordi con le quote del terreno esistenti. Attorno alla grande area verde si andranno ad insediare spazi ed edifici con funzioni di eccellenza, con l’obiettivo di creare un nuovo polo di riferimento per l’arte, la cultura, il turismo, il tempo libero e lo sport, sia per la città che per l’area metropolitana di Messina».

CENTRO DIREZIONALE, AREA COMMERCIALE, PIASTRA LOGISTICA

La proposta prevede anche un sistema di edifici che possano ospitare le funzioni legate al direzionale ed attività di servizio sia pubbliche che private. Inoltre ad ovest della via Consolare Valeria si colloca un’area a vocazione prevalentemente commerciale, in stretto contatto con il Porto Tremestieri e l’ambito logistico-industriale: «La connessione diretta con l’autostrada e la presenza del nuovo porto rende tale area adatta ad un consolidamento del carattere commerciale, che deve però essere controllato da una progettazione ad ampia scala. La connessione, attraverso la nuova viabilità di progetto e la linea ferroviaria, che si spinge fino al porto storico della Zona Falcata, facilita l’accessibilità dell’area e il suo conseguente sviluppo». La porzione di territorio compresa tra il porto di Tremestieri, la via Consolare e l’area direzionale si definisce come “ambito logistico” e consta di una superficie di circa 55 ettari. Qui si pensa di creare la cosiddetta Piastra logistica, uno degli interventi che, opportunamente ripartito in fasi di attuazione, può eseguirsi a breve termine e, grazie agli investitori privati.

REAL CITTADELLA E ZONA FALCATA

L’intervento riguarda sia la riqualificazione e l’adeguamento di spazi esterni, che rappresenterebbero la testata del grande parco urbano previsto lungo tutta la fascia costiera sino a Gazzi, sia la creazione di edifici che dovrebbero ospitare «funzioni evocatrici del posto, che devono esaltare l’elemento “mare” in tutte le sue declinazioni». Si tratterebbe dello snodo centrale tra l’Isola artificiale e la Real Cittadella che, con il Cdac e gli spazi storici correlati, sviluppa un’offerta culturale, oltre a fungere da primo passo per la riqualificazione della Falce. Per quanto riguarda gli edifici, questi potrebbero ospitare – secondo i suggerimenti dell’Amministrazione comunale – primo tra tutti l’Acquario di villa Mazzini, per meglio contestualizzarlo in un grande contesto sul tema del mare, ma soprattutto per ampliarlo rendendolo competitivo ed altamente attrattivo. Le altre funzioni assegnabili, secondo il Comune, riguardano laboratori per gli studi progettuali sulle imbarcazioni, come le carene, etc… Ipotizzato anche l’insediamento dell’istituto Nautico, «fiore all’occhiello dell’offerta scolastica cittadina». Qualcuno parlerà di libro dei sogni. Qualcun altro tirerà fuori la storia della speculazione. Una cosa è certa: finora s’è solo parlato, lasciando che fossero gli altri, altrove, a “fare”. Oggi sarebbe ora di cambiare rotta anche a Messina.

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