De Benedictis (Pd all'Ars) concorda e rilancia la riqualificazione
Anche Confindustria Sicilia dice no alle misure drastiche del piano di rientro della Sanità regionale. «La riduzione della spesa sanitaria non può essere fatta con tagli generalizzati. È un approccio che non condividiamo e che non risolve strutturalmente il problema.» Lo ha dichiarato Ivan Lo Bello (nella foto), presidente di Confindustria Sicilia, nel corso del Consiglio Direttivo di Confindustria Sicilia, tenutosi a Palermo lunedì scorso.
Lo Bello ha sottolineato anche che le correzioni finanziarie applicate indistintamente a tutte le aziende, pubbliche e private, danneggiano le imprese virtuose e premiano quelle che hanno accumulato deficit finanziari e prodotto sprechi e bassa qualità dei servizi. Proprio il settore privato, che pesa solo per l’8% e, compresa la specialistica, per il 12% sul totale della spesa sanitaria della Regione, va tutelato, secondo il presidente. Fermo restando che i casi di cattiva gestione vanno censurati. Gli interventi devono mirare ad abbandonare «il modello assistenziale-clientelare – ha aggiunto Lo Bello -, per costruire un modello caratterizzato da effettivi interventi di riqualificazione, duraturi nel tempo, improntati sul merito, sulla trasparenza e sulla capacità di misurarsi con la domanda dei cittadini-utenti, sia che si tratti di azienda pubblica che di quella privata».
Nella giornata di ieri è arrivata anche la replica dell’assessore alla Sanità Massimo Russo: «Con soddisfazione registro anche la piena sinergia su come modulare gli interventi in un settore così delicato come quello della sanità. Ho detto e ribadisco che vogliamo riqualificare la spesa, far sì che gli unici tagli autentici siano quelli degli sprechi».
Riguardo ai privati, Russo ha dichiarato: «ho già incontrato più volte i rappresentanti dell’ospedalità privata e della specialistica convenzionata, a cui ho ribadito i rigidi vincoli imposti dal Piano di rientro, ma anche la mia piena disponibilità a recepire i legittimi interessi del settore, inserendo anche criteri di premialià».
Infine oggi si registra la pressa di posizione di Roberto De Benedictis, rappresentante del Pd in commissione Sanità all’Ars: «se l’obiettivo è tutelare i cittadini, e non una categoria di operatori, concordiamo sul fatto che tagli indifferenziati fanno male a tutta la sanità, sia a quella pubblica che a quella privata. I tagli devono essere accompagnati da profondi interventi di riqualificazione, e qualunque azione di riduzione di spesa deve essere mirata: interventi indifferenziati non faranno che aumentare squilibri e disfunzioni».
Foto da repubblica.it
