La candidata premier della Destra insieme all'aspirante presidente della Regione Razza e all'eurodeputato Musumeci
«E’ bellissimo vedere le sale piene nella terra che ha accolto Fini con le sale vuote». Ruggero Razza, candidato alla presidenza della Regione per la Destra, sarà pure giovane ma sa come infiammare la platea del cinema Apollo, in attesa che sia Daniela Santanché, ultima aspirante premier a giungere a Messina, a fare sentire le proprie ragioni. «Noi lo sapevamo che era perdente la scelta di candidare Cuffaro – continua Razza – di candidare qualcuno sotto processo per mafia in una terra che ha pagato un altissimo contributo di sangue per la mafia. Quando la Destra ha fatto la scelta di candidare un giovane come me si è parlato di debolezza, di inesperienza. Non hanno capito che andava indicata una via per il futuro. E poi dico: quelli dell’esperienza che risposte hanno dato? Cosa hanno fatto per la crescita economica di questa regione? Non avremo esperienza, ma abbiamo dignità e coraggio a sufficienza per dire che la Destra ci sarà».
Dopo Razza qualche parola l’ha detta anche Nello Musumeci, europarlamentare che nel 2006 era candidato alla presidenza della Regione con Alleanza siciliana e oggi aspira ad un posto all’Ars: «Questa città sintetizza nel bene e nel male la storia siciliana. Ha subito tanti torti e tante ingiustizie, è una città che sa cosa significa ricostruzione. I messinesi chiedono solo il diritto alla normalità, diritto che gli è stato tolto perché è una città eternamente e ovunque commissariata».
Quindi la più attesa, Daniela Santanché: «Ogni volta che vengo in Sicilia vengo travolta da amore, sofferenza e disperazione. La vostra terra è stata usata dai politici per scambi e interessi personali. Sappiamo bene cosa significa la parola ‘tradimento’. Se Fini avesse sostenuto Musumeci, due anni fa, vi posso assicurare che oggi stareste tutti meglio. Capisco ogni giorno di più qual è la differenza fra noi e gli altri. Gli altri sono la chimica della politica, noi l’entusiasmo. Solo noi possiamo parlarvi di valori, etica, morale».
«Messina – prosegue – è una vittima della malapolitica che non vi ha mai messo al centro del suo interesse. Sono sempre più convinta che ad essere moderati a tutti i costi si diventa modesti. Noi della Destra, invece, ci siamo definiti fin dalla nostra costituente “incazzati con la bava alla bocca-. Non ci nascondiamo, abbiamo posizioni comuni e non stiamo assieme per ottenere poltrone. Mi hanno detto che sarò ministro del prossimo governo. Mi dispiace, ma sono ambiziosa, ho il desiderio di essere la capopopolo della destra italiana. Il Pd e il Pdl sono due grandi supermercati, ma dovrebbero ricordarsi che prima di uscire c’è la cassa dove pagare il conto. Noi invece siamo il piccolo negozio che ognuno di noi ha sotto casa, non avremo tutti i prodotti di ultima generazione, ma quelli di qualità e con certezza di garanzia».
La platea si alza in piedi quando la Santanché dice che «nel mio cuore ho sempre il manifesto di Giorgio Almirante in cui dice “Noi possiamo guardare gli italiani negli occhi-. Noi non vi raccontiamo balle, noi non tradiamo e non dobbiamo chiedere scusa. Da cattolica dico che il male assoluto è solo il diavolo. Non siamo quelli in vendita a Berlusconi, che ci ha offerto poltrone e soldi, ma non c’è prezzo perché la Destra sparisca dalle schede elettorali e dal Paese».
«Nei dibattiti – continua – mi dicono che sono fascista e sapete cosa gli rispondo? Che sono orgogliosa di essere fascista se significa essere contro l’egemonia culturale della sinistra. Allora sono tanti i fascisti, dal Santo Padre al cardinale Ruini fino a Giuliano Ferrara. Volete votare chi vuole la Turchia in Europa? Chi ha fatto l’indulto? Chi crede che i figli siano solo un diritto e non un’aspirazione? Chi candida Totò Cuffaro e Lamberto Dini? Noi siamo in difesa della famiglia, e io sono stata l’unica candidata premier a dichiarare di non voler presenziare a queste olimpiadi piene di sangue. Inoltre mi impegno a equiparare l’indennità parlamentare allo stipendio medio dei lavoratori italiani, cioè 1200 euro, perché la maggior parte dei parlamentari, se lavorassero davvero, non sarebbero capaci di arrivare a 1200 euro».
La candidata premier della Destra conclude con una sorta di appello ai messinesi e ai siciliani: «Non trasformatevi tutti in struzzi per digerire qualunque cosa. La forza alle idee del cambiamento la dà la passione. Non ci posso credere che il prossimo governatore possa essere Lombardo, ribellatevi!».
