La svolta di Palazzo dei Leoni: la Provincia lascia 38 tra partecipate e consorzi. Tra cui Fiera ed Ente Porto

La svolta di Palazzo dei Leoni: la Provincia lascia 38 tra partecipate e consorzi. Tra cui Fiera ed Ente Porto

La svolta di Palazzo dei Leoni: la Provincia lascia 38 tra partecipate e consorzi. Tra cui Fiera ed Ente Porto

giovedì 23 Dicembre 2010 - 13:10

E’ il programma di dismissioni presentato oggi dal presidente Ricevuto e dall’assessore alle Partecipate Bisignano. Con la regia dell’esperto La Tella. L’ente lascia anche gli Ato, Feluca, Nettuno, Cas, Asi

Ci sono l’Ente Fiera e l’Ente Porto. Ci sono il Consorzio Autostrade e tutti gli Ato, peraltro già in liquidazione. E poi la Nettuno, anch’essa sul viale del tramonto, Feluca, che sta per scomparire per dare vita ad una “newco” totalmente pubblica (51 per cento Comune, 49 per cento Provincia). Sono 38 le società partecipate, gli enti e i consorzi da cui la Provincia ha deciso di tirarsi fuori. Un taglio netto, che ha le sue origini nel faticoso monitoraggio portato avanti dall’assessore alle Partecipate Michele Bisignano, che oggi ha presentato il programma di dismissioni al fianco del presidente della Provincia Nanni Ricevuto. C’è poi una regia precisa, la collaborazione tecnico giuridica di Dario La Tella, fortemente voluto da Bisignano e Ricevuto quale esperto in materia, di recente nominato componente del collegio di difesa di Palazzo dei Leoni. Restano in piedi, di fatto, solo le quote detenute in Innovabic (33 per cento) e Sogas (20 per cento), segno, quest’ultimo, che l’aeroporto dello Stretto continua ad essere elemento chiave del programma amministrativo della giunta Ricevuto.

Per il resto cesoie a raffica per un numero enorme di tagli. La Provincia dice addio ai quattro Ato, abbandonando il 5 per cento dell’Ato1, il 10 per cento dell’Ato2, il 1,67 per cento dell’Ato3, il 10 per cento di Ato4 e Ato5. Poi l’elenco prosegue con il Centro Mercantile scpa (6 per cento, motivazione «nessun riscontro produttivo»), Feluca spa (20 per cento), Multiservizi spa (5,50 per cento, presto ci sarà una modifica dell’oggetto sociale), Nettuno spa (59,49 per cento), Progeta spa (37,50 per cento), Quarit scpa (4 per cento), Sogepat spa (12,25 per cento), Sviluppo Taormina Etna spa (3,95 per cento). Queste sono le partecipate, alle quali si aggiungono i consorzi, gli enti, le associazioni, le unioni, le fondazioni. Ben 25, tutti diventeranno solo un “ricordo” per Palazzo dei Leoni: Ente Autonomo Portuale, Ente Fiera Campionaria di Messina, Consorzio Asi, Consorzio Autostrade Siciliane, Consorzio Ripopolamento Ittico del Golfo di Patti; Consorzio Me.c.tur, World Trade Center, Centro internazionel ricerche e studi penitenziari e sociologici, Unione Comuni e Province petrolifere siciliane, Consorzio Ceramiche S. Stefano, Centro Siciliano ricerche atmosferiche e di fisica per l’ambiente, Stazione consorziale di Granicultura, Società consortile Gal Nebrodi, Società consortile Gal Castell’Umberto-Nebrodi, Società consortile Gal Valle dell’Alcantara, Parco Fluviale dell’Alcantara, Consorzio Intercomunale di Patti, Istituto Nazionale di Architettura, Lega Autonomie Locali, Aiccre, Uncem, Associazione internazionale permanente Congressi della Strada, Coordinamento Ente Nazionale per la Pace, Fondazione Conservatori e Scandurri Riuniti, Ipab Sciacca Baratta.

«Per le altre realtà – afferma Bisignano – verrà fatta una valutazione più approfondita». Certo che questa è una vera svolta. Ma anche la certificazione del fallimento di un sistema che è stato alimentato dalla politica e che ha prodotto solo perdite, clientelismo, indennità per consiglieri d’amministrazione ma pochi, pochissimi, quasi nulli risultati per chi tutto questo circo l’ha pagato: il cittadino.

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