Il 21 ottobre sopralluogo del direttore delle Politiche regionali dell’Unione Europea Raoul Prado. Beninati: «Fondamentale che le decisioni e le spese vengano centralizzate»
Dopo i 60 milioni di euro stanziati dal governo nazionale, si lavora al reperimento di fondi europei. E il primo obiettivo è già tracciato: ottenere l’attivazione del Fondo europeo di solidarietà. E’ quanto è stato discusso oggi nel corso della prima riunione del Tavolo nazionale sul negoziato per la Commissione europea per il repertimento dei fondi per il disastro di Messina. Un tavolo attorno al quale si sono seduti l’Unione Europea, rappresentata dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il Governo, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso e il capo del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica Aldo Mancurti, e la Regione Sicilia, il cui portabandiera non poteva che essere il messinese Nino Beninati (nella foto, assessore ai Lavori pubblici.
Ribadito l’apprezzamento per la celerità delle azioni delle istituzioni nazionali di fronte alla sciagura, Beninati ha sottolineato che «è importante che sugli interventi ci siano azioni e spesa centralizzate, caratterizzate dalla forte sinergia che i vari livelli istituzionali hanno fin qui dimostrato. La giunta Lombardo, infatti, ha già provveduto ad individuare nell’assessorato ai Lavori Pubblici il centro regionale di coordinamento con la Protezione Civile e l’Assessorato territorio ed Ambiente. Il mio assessorato sta già operando attraverso tutti i geni civili dell’isola. L’utilizzo delle professionalità interne proprio ai geni civili e dunque all’amministrazione pubblica, garantirà qualità e celerità di progettazione e di intervento, coordinamento fra i vari rami delle amministrazioni, ed economicità delle azioni. Di fatto la centralizzazione del livello decisionale e di quello di spesa sarà garanzia di tempestività».
Tornando al capitolo del reperimento di risorse comunitarie, saranno tre le linee strategiche sulle quali si lavorerà: verifica dei residui eventualmente disponibili sui fondi 2000/2006, possibilità di accesso al Fondo europeo di solidarietà per le calamità naturali e studio delle risorse da stanziare a valere sui finanziamenti 2007/2013.
(foto Sturiale)
