Il territorio continua a franare, del Piano di protezione civile provinciale nemmeno l’ombra

Il territorio continua a franare, del Piano di protezione civile provinciale nemmeno l’ombra

Il territorio continua a franare, del Piano di protezione civile provinciale nemmeno l’ombra

domenica 06 Marzo 2011 - 01:56

Quanto accaduto negli ultimi anni non è bastato a palazzo dei Leoni per comprendere l’utilità di uno strumento le cui basi strutturali restano chiuse in un cassetto. Ignorate le nostre inchieste, così come le cinque interrogazioni del consigliere del Pd Pippo Rao, che oggi chiede l’intervento del Prefetto e della Regione

Quinta, ennesima richiesta di notizie sotto forma di interrogazioni e sollecitazioni presentata dal consigliere provinciale del Pd Pippo Rao in merito al Piano di Protezione Civile Provinciale, nonostante quanto accaduto negli ultimi anni ancora non divenuto realtà. «Per la reale messa in sicurezza dei territori ci vogliono tante risorse oltre che una valida capacità gestionale ed organizzativa, ma anche una nuova e diversa pianificazione progettuale del territorio, frutto di una seria concertazione e programmazione tra istituzioni, enti locali, mondo delle professioni, tessuto sociale della nostra Provincia – scrive l’esponente del Partito Democratico -. Realtà ben lontane dal verificarsi. Ma al di là di questi fondamentali aspetti, un altro fattore che non può passare in secondo piano è la capacità di gestione delle emergenze ed il necessario raccordo e coordinamento tra agenzie diverse, che magari mettono in campo in occasione di tali eventi centinaia di persone che con generosità affrontano gli avvenimenti, ma che senza una valida cabina centrale di coordinamento e piani di protezione civile integrati, rischiano di essere vanificati. Basta ricordare quello che successe nella tragedia di Giampilieri ed il caos organizzativo degli interventi sul territorio di questi giorni. In tutto questo la Provincia di Messina si permette il lusso di tenere nel cassetto il Piano di Protezione civile Provinciale».

La storia del Piano di Protezione civile provinciale ve l’abbiamo raccontata a più riprese nel corso degli anni (vedi articoli correlati in basso). Proprio a quei dati da noi raccolti si ispira Rao per tracciare un veloce riepilogo dell’incompiuta amministrativa e commentare il fallimento di palazzo dei Leoni. La base per il piano viene definita il 5 novembre del 2004, quando l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg 2004. Determina che trova riscontro in una successiva determina dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni” che implica affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del Bilancio 2004. La convenzione di cui sopra con l’AST, con scadenza 31 dicembre 2005, con determina presidenziale sempre di Leonardi ,appena un giorno prima della scadenza della convenzione veniva integrata con un ulteriore incarico sempre alla stessa società, e nell’ambito della piano provinciale venivano individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi veniva affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti attrezzate, che d’intesa con le amministrazioni locali interessate, in via ordinaria, potevano anche essere utilizzate per scopi diversi. Successivamente venivano impegnate risorse per l’attivazione del Piano suddetto, e si è rimaneva in attesa di un regolamento attuativo che parrebbe essere stato trasmesso alla Presidenza della Provincia retta da Nanni Ricevuto nel dicembre 2008. Da allora più nulla. E questo nonostante le costanti vicende emergenziali di dissesto del territorio e le drammatiche conseguenze che hanno colpito varie realtà del territorio provinciale.

Rao senza mezzi termini chiede: «Centinaia di migliaia di euro buttati via oppure una seria pianificazione in termini di protezione civile? E’ quello che vogliamo conoscere con forza. Può un territorio essere preparato ad eventi calamitosi con le chiacchiere e gli annunci, o con le beghe politiche tra l’asse Buzzanca-Ricevuto e Lombardo? Ma perché bisogna aspettare nuovi e tragici eventi e lutti per capire che la Protezione Civile non può e non deve essere materia da improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che richiede una adeguata pianificazione organizzativa e gestionale». L’ex segretario provinciale del Pd conclude: «Anni fa il Consiglio Provinciale, ha approvato anche una mozione con la quale si dava l’indirizzo politico di potenziare la Protezione Civile della Provincia, creando i presupposti di quel sistema coordinato ed integrato per fronteggiare eventuali rischi e mettere in campo azioni indispensabili. E l’attuazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile”, è elemento fondamentale per un sistema raccordato ed integrato di interventi in caso di calamità, che dovrebbe vedere la Provincia svolgere un ruolo fondamentale, fra e con, le varie agenzie di protezione civile ed in sinergia con il mondo del volontariato. Chiedo a questo punto al Prefetto ed alla Regione d’intervenire, magari sostituendosi alle incapacità dell’Ente Provincia».

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