Il trasporto ferroviario siciliano è un disastro: l' -ammissione- di un governo che però rimane immobile

Il trasporto ferroviario siciliano è un disastro: l’ -ammissione- di un governo che però rimane immobile

Il trasporto ferroviario siciliano è un disastro: l’ -ammissione- di un governo che però rimane immobile

mercoledì 14 Luglio 2010 - 08:37

In occasione dell'inaugurazione di un tratto della strada statale 118 a Corelone, il ministro Matteoli ha dichiarato: “Quando mi accorgo che l’alta velocità si ferma a Salerno mi rendo conto che la situazione è insostenibile”. Ma alle parole non seguono fatti

Visita rinviata a data da destinarsi quella del ministro di infrastrutture e trasporti Altero Matteoli in riva allo Stretto. Una lontanaza, quella dalla Sicilia, non poi tanto lunga considerando che proprio lo scorso luned’ (il 12 luglio) il rappresentante del governo è stato in Sicilia, per la precisione a Corleone, per inaugurare un tratto della strada statale 118. Un’occasione in cui Matteoli non ha mancato di mostrare profondo rammarico rispetto alla pessima situazione dei trasporti, ferroviari e non, riscontrata da Salerno in giù.

“Quando mi accorgo che l’alta velocità si ferma a Salerno – ha infatti commentato il ministro – so bene che questo non è sopportabile, e si dovrebbe arrivare fino in Sicilia Con le ferrovie stiamo lavorando affinché questo progetto sia realizzabile”. Parole che appaiono quantomai vuote considerando però che proprio un anno fa, era il 25 febbraio del 2009, Matteoli dichiarava: “Le Ferrovie in Sicilia, sono un vero disastro”.

Un esempio, quets’ultimo, “di quanto molto spesso i politici rischiano dii rimanere imprigionati dai propri cosiddetti effetti annunci” dichiara il coordinatore del comitato pendolari siciliani Giosuè Malaponti che aggiunge: “Tutto appare campato in aria, nulla di concreto, o quasi, arriva a prendere forma nella nostra Sicilia. Nell’ottobre del 2001 fu sottoscritto in Sicilia un Accordo di Programma Quadro (Apq) che prevedeva la realizzazione di tantissime infrastrutture viarie e ferroviarie, ma quante di queste anno visto la luce? Nel novembre del 2002 veniva approvato il Piano Regionale dei Trasporti, nel novembre 2004 venivano approvati i quattro Piani Attuativi (Aereo-Marittimo-Stradale-Ferroviario) ma sino ad oggi mai attuati”.

Proprio in merito alle infrastrutture ferroviarie, più volte è stato puntato il dito contro le Fs per i ritardi, ma a nulla sono serviti i vari solleciti per questi ritardi da parte delle Ferrovie, facendo dissolvere, quanto era previsto in quell’Accordo di Programma Quadro (Apq), nel nulla, compresi i 1970 milioni di euro finanziati per il raddoppio ferroviario sulla Messina-Catania nel tratto Fiumefreddo-Giampilieri del quale viene prevista la fine dei lavori nel 2014, ma i lavori non sono mai iniziati. (l’opera risulta inserita nel primo programma delle “infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi” che assumono carattere strategico e di preminente interesse nazionale per la modernizzazione e lo sviluppo del paese di cui alla Delibera CIPE n. 121/2001 (pubblicata sul Supplemento ordinario n. 51 alla G.U. del 21 marzo 2002, n. 68) approvata, ai sensi dell’art. 1, comma 1, della Legge n. 443/2001 (Legge Obiettivo).

“Tuttavia la politica regionale e nazionale – conclude Malaponti – continua a nascondersi dietro il dito, continuando a far finta di non vedere l’enorme ritardo infrastrutturale in cui la Sicilia e i Siciliani si trovano”.

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