Il rappresentante della giunta Buzzanca denuncia “l’insipienza e l’inerzia registrata in questi mesi” nella manutenzione del verde cittadino ma il responsabile della società d’ambito si difende: «Sa bene qual è la situazione della società, nei limiti del possibile cerco di fare tutto»
È cresciuta come le erbacce che capita di avvistare nelle strade della città, la rabbia dell’assessore alla toponomastica Carmelo Santalco che questa mattina, “carta e penna” alla mano, ha trasmesso per via ufficiali al presidente dell’Ato3 Antonio Ruggeri, una lettera in cui elenca una dopo l’altra le ragioni del proprio disappunto rispetto alla gestione dei servizi di pulitura e scerbatura delle arterie stradali, principali e non. La parole del rappresentante della giunta Buzzanca, come specifica lo stesso Santalco, non sono solo quelle di un esponente dell’amministrazione ma soprattutto di un privato cittadino. A spingere infatti l’amministratore sulla “via dell’ufficialità”, nonostante, come da lui stesso spiegato nella lettera (il testo completo su approfondimento), i tanti sms, appunti e note inviate a Ruggeri, è la pessima condizione della scalinata che si affaccia lungo la via XXIV Maggio, a ridosso dell’istituto Sant’Anna, frequentato proprio dalle figlie dell’assessore.
«Da circa 5 mesi – scrive infatti Santalco – la Direttrice della Scuola S. Anna, Suor Anna Carmela, ha avuto modo di segnalare formalmente all’Ato la necessità di provvedere ad una scerbatura e pulitura dell’aiuola rialzata, ricadente sul relativo marciapiede ed attigua alla stessa Scuola, diventata ormai ricolma di sterpaglie ed erbacce nonché ricettacolo di ogni genere di immondizia. La stessa aiuola da tempo immemore viene lasciata in totale stato di degrado ed abbandono nonostante le ripetute sollecitazioni che anche io stesso ho avuto modo di inoltrati».
Non si fa attendere la replica del numero uno dell’Ato3 Antonio Ruggeri che, contattato telefonicamente, precisa: «La scalinata era già stata pulita tre mesi fa, di recente nei nostri uffici non risulta essere arrivata nessuna richiesta ufficiale da parte della direttrice dell’istituto. Per me – continua Ruggeri – i cittadini sono tutti uguali, di conseguenza l’intervento dell’assessore non servirà ad accelerare i tempi di intervento se non prima riceveremo una segnalazione da parte dell’interessata. Per quella scalinata abbiamo avuto altre segnalazioni da parte di cittadini, ma non dell’istituto Sant’Anna».
Ben diverso dunque il punto di vista del responsabile della società di pulizia e scerbatura del verde pubblico cittadino che rispetto alle critiche mosse da Santalco sulla gestione complessiva del servizio, non solo con riferimento al caso specifico dichiara: «Ho trovato l’intervento dell’assessore abbastanza fuori luogo perché proprio in qualità di membro della giunta conosce bene le difficoltà economiche dell’Ato che peraltro sta attraversando una fase di empasse per via della riforma regionale in fase di attuazione. Una condizione – continua Ruggeri – che ci mette nelle condizioni di non poter procedere con ulteriori affidamenti. Non a caso, per cercare di dare un minimo di decoro alla città, almeno nelle zone centrali, stiamo impiegando gli operari che si occupano della manutenzione delle ville (26 unità in totale, 20 gli effettivi) che nelle ultime settimane sono intervenuti in diverse zone della città, nelle ore di notturne». Le strade “fortunate” sono state via Garibaldi, Piazza Fulci, Largo San Giacomo ed altre aree centrali città dove, ritardi a parte, una buona dose di responsabilità va attribuita all’inciviltà dei cittadini. «Le risorse a nostra disposizione – ribadisce Ruggeri – sono limitate, quando possibile cerchiamo di dare seguito alle segnalazioni fatte pervenire ai nostri uffici da tanti residente che chiedono pulizia, ma inevitabilmente non possiamo non dare priorità al “centro” di Messina».
Una lettera, quella firmata dal rappresentante della giunta, che ha dunque lasciato sorpreso il presidente Ruggeri che però conclude: «Tutti conoscono la situazione ancora di più Santalco in qualità di assessore, ma ognuno è libero di pensarla come vuole».
