Anche i Verdi contro Sinatra: «Giù la maschera»

Anche i Verdi contro Sinatra: «Giù la maschera»

Redazione

Anche i Verdi contro Sinatra: «Giù la maschera»

lunedì 03 Marzo 2008 - 13:49

Intervengano il prefetto e il Ministero degli Interni con un atto ispettivo

Continua a far discutere l’operato del commissario Gaspare Sinatra. I vertici messinesi dei Verdi lanciano un nuovo attacco da sinistra, dopo il Pd e il Pdci, contro l’attuale “reggente- di Palazzo Zanca, le cui ultime decisioni relative alle partecipate vengono definite «l’ennesimo atto di una gestione commissariale assolutamente parziale», frutto di una nomina dietro la quale si cela un «disegno politico strategico».

«In particolare – si legge in una nota – la lunga serie di rimozioni compiute all’interno dell’apparato amministrativo del Comune, che ha riportato in alcuni ruoli cruciali proprio quei dirigenti “gratificati- con analogo trattamento dalle precedenti amministrazioni di centro destra, la rapidissima approvazione del PRG del Porto così come del Piano particolareggiato di Faro Superiore sono stati atti di chiaro indirizzo politico e che vanno ben oltre l’ordinaria amministrazione entro la quale l’attività commissariale dovrebbe essere confinata. Non rientrerebbe, domandiamo allo stesso Sinatra, nell’ordinaria amministrazione la nomina del difensore civico? E che dire inoltre del Piano del Verde il cui accantonamento risulta del tutto inspiegabile? O ancora dei concorsi interni al Comune di Messina le cui procedure, ferme dal 1999, erano state riavviate dall’amministrazione Genovese per poi essere nuovamente paralizzate dal Commissario?»

«Paradossale si è rivelata in particolare la vicenda dell’Atm, – prosegue la nota – un’azienda la cui gestione è stata costantemente messa in gravi difficoltà attraverso ingiustificati ritardi da parte di Comune e Regione nel versamento degli ordinari emolumenti. A tal proposito vorremmo sapere dal Commissario Sinatra perché si sia deciso di non cofinanziare il progetto “Mata e Grifone-, approvato dal Ministero delle Attività Produttive e che prevedeva la realizzazione di automezzi ibridi elettrico-idrogeno con sensibili ricadute occupazionali ed economiche nel nostro territorio. E dire che il progetto era risultato il secondo (!!) in graduatoria nazionale, con un finanziamento di 1,9 milioni di euro a fondo perduto. La decisione scellerata del Commissario di non cofinanziare il progetto con un impegno di spesa di appena 400mila euro ha fatto si che la città perdesse questa ennesima opportunità. Piuttosto si è preferito scegliere la strada molto più facile, ovvero quella di individuare nel Presidente Providenti la causa di tutti i mali dell’azienda».

E’ in questo quadro che si innestano i provvedimenti presi sulle partecipate: «A questo punto la rimozione dei vertici di ATO3 ed AMAM, così come la nomina di personaggi politicamente schierati con il centrodestra oltre che costituire atti di dubbia legittimità rappresentano dal punto di vista politico una chiara provocazione. I Verdi di Messina a questo punto si riservano di denunziare la parzialità della condotta del commissario al Prefetto ed al Ministro degli Interni, di chiedere l’adozione di un atto ispettivo così come di ogni altro provvedimento idoneo a ristabilire le garanzie istituzionali».

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