Ponte e indagini. "Basile sospenda la propria partecipazione ai tavoli", le reazioni

Ponte e indagini. “Basile sospenda la propria partecipazione ai tavoli”, le reazioni

Marco Olivieri

Ponte e indagini. “Basile sospenda la propria partecipazione ai tavoli”, le reazioni

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martedì 09 Giugno 2026 - 16:03

Il segretario Pd Hyerace invita a prendere atto del "dato politico". La posizione del primo cittadino di Messina

“Per anni il Ponte sullo Stretto è stato presentato come un dogma intoccabile. Chiunque sollevasse dubbi tecnici, ambientali, economici o giuridici veniva liquidato come nemico del progresso. Ogni richiesta di approfondimento era un ostacolo da rimuovere. Ogni controllo, un fastidio. Oggi scopriamo che la Procura di Roma indaga su presunti tentativi di condizionare proprio quegli organismi chiamati a verificare la legittimità e la correttezza delle procedure. Sarà la magistratura ad accertare fatti e responsabilità. Ma il dato politico è già davanti agli occhi di tutti”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico messinese, in merito alla notizia sulle indagini per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Hyerace: “Basile prenda atto del dato politico, il percorso del ponte sempre meno credibile”

“Abbiamo assistito per anni a una corsa forsennata nella quale l’obiettivo non era verificare se il progetto fosse realmente sostenibile, utile e legittimo, ma arrivare comunque al risultato, a qualsiasi costo. Per questo sorprende chi continua a rifugiarsi dietro una formula tanto comoda quanto irresponsabile: «L’opera è prevista dalla legge». Come se una legge potesse sostituire il dovere di valutare criticamente un progetto, di pretendere trasparenza e di esercitare controlli rigorosi”, prosegue Hyerace.

“A questo punto anche il sindaco Basile dovrebbe trarre una conclusione semplice: sospenda immediatamente la propria partecipazione agli organismi e ai tavoli della Società Stretto di Messina. Non è più tempo di presenziare a riunioni che rischiano di apparire come la ratifica di decisioni già prese altrove, in un percorso sempre meno credibile. Non è più tempo di fare da spettatori mentre la città ne subisce le conseguenze. Messina merita chiarezza, non atti di fede. Questa farsa deve finire e il governo chiarisca quanto accaduto. Chi ha responsabilità politiche se le assuma fino in fondo”, conclude il segretario.

Basile: “No a conclusioni affrettate”

“Come sindaco della città di Messina seguo con attenzione le notizie emerse nelle ultime ore in merito all’indagine che coinvolge alcuni soggetti nell’ambito delle attività connesse al Ponte sullo Stretto. Confido nel lavoro della magistratura, che ha il compito di accertare i fatti e le eventuali responsabilità nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento. Allo stesso tempo, ritengo sia importante evitare conclusioni affrettate: le indagini riguardano fatti che dovranno essere verificati e non possono trasformarsi in sentenze preventive”. Così il sindaco Federico Basile.

“Prendo atto, inoltre, delle dichiarazioni dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha ribadito l’estraneità della società ai fatti contestati. Il Ponte sullo Stretto rappresenta un tema di grande rilevanza per il futuro di Messina, della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno. Proprio per questo ogni passaggio deve svolgersi nel segno della massima trasparenza, della legalità e della correttezza amministrativa. È nell’interesse di tutti che venga fatta piena chiarezza sui fatti e che il confronto sul futuro di quest’opera continui a svilupparsi sulla base di elementi concreti e accertati”, conclude Federico Basile.

Antonio De Luca

De Luca (M5S): “Clima inquietante attorno alla grande opera”

“L’inchiesta della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto conferma un quadro estremamente preoccupante e un clima inquietante attorno a un’opera che il governo continua a voler imporre al Paese a tappe forzate”. Lo dichiara Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Le contestazioni riportate dagli organi di stampa sono gravissime: si parla di presunti tentativi di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo del Ponte, di contatti con magistrati contabili, di informazioni riservate che sarebbero state divulgate e perfino di incarichi promessi in cambio di favori. Circostanze che, se confermate, getterebbero un’ombra pesantissima sull’intero iter”. Per il parlamentare regionale messinese, “quanto sta emergendo dimostra ancora una volta come attorno al Ponte si siano concentrate enormi pressioni politiche, interessi e forzature, mentre Sicilia e Calabria continuano a essere prive delle infrastrutture essenziali che servirebbero davvero ai cittadini”.

“Il ponte sullo Stretto una bandiera ideologica e strumento di propaganda politica”

“Da mesi denunciamo l’assenza di trasparenza e la volontà del governo Meloni e del ministro Salvini di trasformare il Ponte sullo Stretto in una bandiera ideologica e in uno strumento di propaganda politica, ignorando dubbi tecnici, rilievi ambientali e criticità economiche. Adesso il Governo venga immediatamente in Aula a riferire su quanto sta accadendo attorno alla società Stretto di Messina e sull’intero iter autorizzativo dell’opera. Non si può continuare a procedere come se nulla fosse davanti a un’inchiesta di questa portata”, prosegue De Luca.

“Il MoVimento 5 Stelle continuerà a vigilare affinché vengano garantite legalità, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico. Le grandi opere non possono diventare terreno di opacità, pressioni e spartizioni di potere”, conclude il parlamentare regionale.

Titengostretto: “Stop ai fondi al progetto ponte”

Ed ecco la nota del comitato “Titengostretto” di Villa San Giovanni: “Alla notizia dell’avvio di indagini da parte della Procura di Roma su presunte condotte corruttive connesse al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, esprimiamo la ferma convinzione che quanto emerge renda ancora più urgente un ripensamento serio e responsabile sull’intera vicenda. Che ci fosse più di un esposto in più Procure è fatto risaputo, uno anche a Reggio Calabria. Il Comitato Titengostretto ha sempre sostenuto che le scelte infrastrutturali di questa portata debbano essere motivate da evidenze, trasparenza e rispetto delle norme, non da narrazioni mediatiche o da annunci propagandistici. Le notizie odierne costituiscono una grave incrinatura della fiducia pubblica. È motivo di particolare riflessione, constatare che le rassicurazioni pubbliche, pronunciate con enfasi dal ministro (Salvini, n.d.r.) che ha maggiormente sponsorizzato l’opera — anche in occasione di una manifestazione a Messina presentata come espressione di legalità — risultino oggi se non smentite, quanto meno messe in dubbio da elementi che richiedono chiarimenti”.

“Alla luce dei fatti, il Comitato Titengostretto chiede con fermezza l’ immediata sospensione di ogni erogazione di fondi destinata al progetto. Auspica l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta per valutare le scelte politiche e amministrative che hanno portato alla promozione del progetto. Priorità agli investimenti per i servizi essenziali in Calabria e Sicilia: sanità, istruzione, trasporti locali, manutenzione delle infrastrutture esistenti e politiche per lo sviluppo e la mobilità sostenibile. Revoca di qualsiasi vincolo sulle aree di Calabria e Sicilia. Villa San Giovanni in particolare non sia più ostaggio della minaccia dell’apertura dei cantieri e abbia piena titolarità sulla pianificazione urbanistica, a partire dal completamento e dalla valorizzazione del suo litorale”.

Il Comitato Titengostretto “ribadisce che la difesa del territorio e il progresso delle comunità non possono passare attraverso progetti che sottraggono risorse ai bisogni primari senza garanzie di efficacia, sostenibilità e legalità. È tempo di mettere fine a questa desolante e onerosa vicenda, è tempo di riportare al centro il bene comune delle popolazioni calabresi e siciliane finanziando opere razionali e realmente funzionali all’attraversamento dello Stretto di Messina e di interrompere pratiche che impoveriscono l’intero Paese”.

Sinistra italiana: “Sia fatta piena luce senza sconti per nessuno”

Una presa di posizione condivisa da Sinistra italiana in Calabria: “Su una grande opera non possono esserci zone grigie. O c’è trasparenza totale, oppure si ha il dovere politico e morale di fermarsi. Il Paese non ha bisogno di monumenti alla propaganda, ma di istituzioni pulite, credibili e capaci di spendere ogni euro nell’interesse generale. Pretendiamo che sia fatta piena luce, senza sconti per nessuno. E se emergeranno responsabilità politiche, oltre che penali, dovranno esserci dimissioni immediate. Perché con i soldi dei cittadini e con la fiducia democratica non si gioca”, scrivono Rossella Bulsei, della segreteria regionale, e Demetrio Delfino, segretario provinciale e consigliere comunale di Reggio Calabria .

Ciucci: “La società Stretto di Messina totalmente estranea alle indagini”

Così invece l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini. La società è totalmente estranea e confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. Prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.

2 commenti

  1. Ammazza piangeranno tutti per la mancanza di Basiluca ai tavoli per parlare del ponte. Il Pd così avrà un argomento su cui discutere, visto che sono carenti di argomenti in questi ultimi trenta o anche quaranta anni.

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  2. Cittadino Attento 9 Giugno 2026 17:40

    Si sa da anni che c’è un grande controllo sulla realizzazione Ponte, da parte di un organismo prefettizio dello Stato, per evitare infiltrazioni mafiose e sta dimostrando grandi capacità di indagini con questo risultato. Trovo squallido sciacallaggio politico, da parte delle Sinistre, capovolgere questo risultato politico, anche se non mi meraviglio. Solo le masse stupide e incolte, come pure i no ponte per esclusiva fede politica, possono prendere per corruzione dell Webuild, o delle destre, tali forzature che vanno esclusivamente ascritte a imprese locali, nello specifico calabresi. Il sistema di protezione antimafia sta funzionando, il resto è becera ipocrisia politica.

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