Ponte, l'analisi costi-benefici: "Il guadagno principale è il risparmio di tempo"

Ponte, l’analisi costi-benefici: “Il guadagno principale è il risparmio di tempo”

Giuseppe Fontana

Ponte, l’analisi costi-benefici: “Il guadagno principale è il risparmio di tempo”

Tag:

martedì 21 Maggio 2024 - 16:02

I professori Agostino Nuzzolo e Roberto Zucchetti hanno presentato i report sul traffico in crescita e sul rapporto tra spese e possibili guadagni

MESSINA – I costi per costruire il ponte sullo Stretto e i benefici che ne deriveranno sono stati al centro della seduta della commissione guidata da Pippo Trischitta. Dopo gli studenti, ospiti sono stati l’ingegnera Ilaria Coppa, dirigente dell’Anas, il professor Roberto Zucchetti, docente della Bocconi in Economia dei trasporti, e in videocollegamento il professor Agostino Nuzzolo, ordinario di Ingegneria dei trasporti fuori ruolo. E con lui l’ingegnere Enrico Maria Bernardis.

Gli studi sul traffico tra 2011-2022 e 2022-2032

Nuzzolo è stato il primo a parlare: “Gli studi di traffico hanno l’obiettivo di fornire una serie di informazioni per le analisi socio-economico, ambientali, finanziarie, ma anche per poter procedere poi con le verifiche delle diverse componenti. Abbiamo innanzitutto analizzato tutti i traffici tra la Sicilia e il resto d’Italia dal 2011 e il 2022 e abbiamo analizzato il loro andamento. Poi abbiamo proiettato l’analisi complessiva dal 2022 al 2032, data d’inizio del Ponte. Volevamo prevedere quanti utilizzeranno la strada, la ferrovia, l’aereo e così via. Le nostre previsioni sono coerenti con quelle di Rfi sull’alta velocità Salerno-Reggio Calabria e sui sistemi ferroviari del Paese. Parliamo di un’attendibilità sulla domanda futura molto alta, ma ricordiamoci che incidono altri fattori che non sono prevedibili. L’affidabilità dei nostri schemi si basa su criteri di prudenza proprio per tentare di essere il più possibile affidabili. La nostra è stata un’analisi massiccia di dati raccolti anche con tecniche moderne, come l’analisi dei gps dei veicoli che hanno attraversato lo Stretto, che ci hanno permesso di calcolare i tempi d’attesa e di attraversamento, oltre che di capire dove vanno e da dove partono”.

Ha rilevato l’esperto: “La cosa più importante che si nota è che il traffico tra la Sicilia e il resto d’Italia è cresciuto passando da quasi 19 milioni di passeggeri nel 2011 a circa 22,6 milioni nel 2022. L’aereo è prevalente con il 57,1%, mentre ha perso parecchio il traffico ferroviario, passato dal 9,6% all’1,8, da quasi 2 milioni a circa 400mila l’anno. Ed è cresciuto molto il passaggio con e senza auto sullo Stretto: da 4,3 a 7,2 milioni in 11 anni. Non è affatto vero che il traffico si riduce e che quindi l’opera non avrà un’entità di traffico adeguata”

La crescita

Poi le merci: “Anche in questo caso abbiamo visto crescere i veicoli, da 1 milione e 200 mila a circa 1 milione e mezzo l’anno. Al di là degli indicatori di Pil regionale o del calo demografico, l’economia siciliana ha una sua vivacità nella crescita”. Nuzzolo ha proseguito: “Come siamo passati dalla domanda del 2022 al 2032? Lo abbiamo fatto ipotizzando che la crescita segua quella del periodo 2011-2022, nonostante ci siano state due grosse problematiche di crescita: la crisi tra il 2012-2013 e il Covid. Quindi quando noi assumiamo che il tasso di crescita del futuro sia dello stesso ordine di grandezza, in realtà, stiamo calcolando al ribasso, sono ipotesi prudenti”.

Nelle slide mostrate dal professore si parla di un tasso medio annuo di crescita del traffico passeggeri dell’1,5% e per le merci del 2%. In totale la crescita complessiva sarebbe del 16% per i passeggeri e del 22% per le merci. “Una volta che abbiamo queste quantità – ha poi continuato – dobbiamo ripartire le modalità scelte dai passeggeri: auto, bus, treno, aereo. E così per le merci, traghetti veloci, camion, e così via. Nel 2032 noi calcoliamo due scenari: quello di riferimento con nuove infrastrutture senza il ponte e poi lo scenario con l’attraversamento stabile. Sono considerate tutte le opere in corso e che dovrebbero essere già completate, ad esempio il raddoppio ferroviario Messina-Catania-Palermo che sarà operativo, così come il potenziamento della Catania-Siracusa o il collegamento con il terminal del Porto di Augusta. Uno dei risultati più importanti che si raggiungerà con il ponte è rendere tutto questo sistema competitivo”.

I tempi di percorrenza e l’aumento dei treni

La lunga analisi dell’ingegnere Nuzzolo si è poi concentrata sui tempi di attraversamento dinamico dello Stretto di Messina, contando anche il completamento del porto di Tremestieri, prima di passare a come sarebbe la situazione con il ponte. Secondo il professore il tempo di attraversamento “ferroviario passerebbe dagli attuali 180 minuti minimo per i treni merci e dai 120 minuti per le persone a 15 minuti. Abbiamo fatto analisi anche sul trasporto gommato, che passerebbe da 90 minuti o da 77 minuti a 25 minuti e anche meno con il ponte. L’effetto di guadagno di tempi è notevole. Ho partecipato alle previsioni di traffico di tutte le più grandi opere italiane e quest’opera è quella che dà maggior miglioramento in termini di prestazioni del sistema una volta realizzata l’opera stessa. Una volta presente il ponte avremo l’alta velocità, che sarà possibile soltanto con quest’opera visto il problema di scomponibilità dei treni ad alta velocità. Nel 2032, negli scenari di Rfi, ci sono 11 coppie di treni al giorno tra Roma e Reggio Calabria. Noi ne abbiamo previste 12 che faranno il percorso Messina-Catania-Palermo su tutta la linea potenziata. Avremo anche la crescita degli Intercity da 3 coppie a 9 al giorno, 21 coppie sulla lunga percorrenza. L’altro aspetto importante riguarda i treni regionali, che saranno 39 coppie”.

Ha proseguito il docente universitario: “Saranno una novità le tre nuove fermate: Papardo, Annunziata ed Europa, con il sistema della metropolitana dello Stretto che è ben più ampio. Con il ponte, si realizzerà un unico sistema con servizi regionali che porteranno da Melito Porto Salvo a Scaletta Zanclea, ad esempio, ma anche oltre. Dipenderà dalle due Regioni”. Da qui un aumento dell’utilizzo: “Il treno passerebbe dal 3 per cento al 27 per cento nel 2032; l’aereo scenderebbe dal 57 al 46; le navi dal 17 al 4. La soluzione ponte è molto più sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche socioeconomico”. Nella relazione si legge che, su 29,5 milioni di passeggeri, il 50% utilizzerebbe il ponte. In totale, 14,8 milioni di persone.

Zucchetti su costi-benefici

Poi il professore della Bocconi Roberto Zucchetti, che invece si è concentrato sull’analisi costi-benefici: “Quest’analisi è difficile perché è come mettere insieme mele, pere e aria. Dobbiamo quantificare quanto risparmio in costi per le emissioni, che non vengono emesse, ma anche i costi di risparmio se si evitano incidenti. Ci sono variabili molto particolari. Il secondo problema che abbiamo è che i valori sono presi nel tempo. Sappiamo che 100 euro oggi non valgono come 100 euro tra due anni. Come si fa? Sul primo livello si porta tutto a una metrica monetaria, dando un valore anche a cose che contrastano con l’essere quantificate, ma per fare dei conti bisogna fare questa drastica semplificazione”. Poi i costi: “Si parla di 13,7 miliardi al 2023. Ci è sembrato comunque importante rimarcare che una parte delle spese non sono in realtà dei costi. Abbiamo scomputato un piccolo importo per rimarcare il fatto che l’opera dà occupazione a una parte di popolazione che qui o altrove è oggi inoccupata”.

Il beneficio principale “è il risparmio di tempo”

Il docente universitario ha proseguito parlando dei tempi di percorrenza: “Per quanto porterà benefici? Il costruttore deve garantire 200 anni, ma questo valore è troppo lontano, quindi abbiamo scelto di usare 100 anni. Si tratta di un’azione precauzionale, dimezzando la vita utile. I costi di gestione, poi, sono quelli di manutenzione e quelli ferroviari, questi ultimi calcolati con Rfi. Parliamo di 30 milioni all’anno fino all’entrata in funzione e 71 milioni dopo, quando sarà in funzione. 13 miliardi e mezzo, nella prima fase, più i costi di rinnovo e operativi che attualizzati sono 12, più 2 miliardi e 600 milioni di valore residuo e un miliardo e 300 mila di costi di rinnovo”. E poi i benefici. Zucchetti ha sottolineato che il valore del tempo risparmiato è stato stimato in 8,8 miliardi di euro, di cui 6,4 per le merci e più di 2,3 per i passeggeri: “Il risparmio di tempo è il principale beneficio”.

Il professore di Economia dei trasporti ha poi parlato delle tonnellate di Co2 risparmiate: “Abbiamo tenuto conto del fatto che nel tempo il vantaggio del Ponte diminuirà, perché i mezzi diventeranno via via più efficienti. Che valore diamo a una tonnellata di Co2? Complessivamente le stime evidenziano come nell’arco di tempo, fino a 30 anni dall’apertura, si arriverebbe a una riduzione di 12,8 tonnellate di Co2. Sono 200 mila tonnellate di Co2 l’anno con la cancellazione di 526 miglia nautiche di collegamenti marittimi cancellati. Abbiamo sostanzialmente l’abbattimento delle emissioni aeree con la cancellazione di quelle dei traghetti”.

E infine, nell’analisi di Zucchetti, il ponte può andare “in perdita”, spendendo più di quanto guadagna? Il professore ha spiegato: “Abbiamo 12 miliardi di investimenti, 2 miliardi e 676mila euro di valore residuo. Il valore attuale netto è di 3 miliardi 951 mila. Poi ci siamo chiesti: cosa succede se abbiamo minore domanda di trasporto o sono maggiori i costi d’investimento? Se la domanda dei passeggeri scende del 10 per cento, restiamo in una condizione molto positiva, con un valore netto di 3 miliardi e 300mila. Quando il progetto va in pareggio e dopo in negativo? Abbiamo fatto girare il modello e abbiamo riscontrato che, con una riduzione fino al 43%, il progetto darebbe un beneficio netto. Se la domanda cala del 43 per cento andiamo in pareggio: in questo caso si ripagano i costi sostenuti senza margini di guadagno. Abbiamo fatto lo stesso con l’aumento dei costi e resteremmo in terreno positivo anche con un aumento del 26%”.

Articoli correlati

5 commenti

  1. Guadagno e benefici a chi? Certamente a chi assiste da lontano questo folle progetto comodamente seduto su una poltrona a casa sua. Certamente non per i messinesi e i cugini calabresi. Per questi ci sara’ solo distruzione e penalità. Io già immagino l’incremento del turismo, migliaia e migliaia di autovetture incolonnate per passare da sopra il ponte e di treni che da pochi unità giornalieri da e per la sicilia di oggi diverranno decine e decine al giorno; pensate che gran movimento di vacanzieri e non. E non parlare del trasporto gommato. Infatti aumenterà notevolmente perché tutti investiranno in sicilia. E se poi, un domani, mi auguro lontano, non ci sarà più la stabilità del ponte, per un terremoto, non per essere un gatto nero, ma è la pura realtà, o per qualche altro motivo, e questo i Signori Progettisti lo sanno benissimo, si chiude tutto e si torna come siamo adesso? Dico solo a Salvini, che è la causa devastatrice principale di questa pazzesca, folle ed inutile mega opera, di non essere testardo e presuntuoso leghista, che metta da parte l’idea di trattarci da terroni ma da esseri umani , e di destinare i finanziamenti per opere veramente utili e necessarie per il sud e la sicilia.

    15
    12
  2. Marcella Millimaggi 22 Maggio 2024 07:07

    Il ponte accelererebbe sicuramente anche la fuga dei siciliani. Se adesso usano l’aereo e magari prendono un biglietto low coast poi pagheranno il pedaggio che però non è stato ancora quantificato così come non è stata ancora individuata l’azienda di riscossione pedaggio che non sappiamo se sarà ( visto il raccordo con le autostrade) il consorzio autostrade già esistente, magari una sub-agenzia. E, visto che i siciliani che vanno via tornano solo per le vacanze è stato previsto il giro largo verso Villafranca per potere avere accesso al ponte in modo da consentire un’ultima visione del panorama. Manzoni diceva per Lucia che fuggiva: ” Quel braccio del lago di Como) e noi diciamo: “Quel braccio dei laghi di Ganzirri e la vista del Pilone…..”

    5
    3
  3. Per costi e benefici i signori.ri professori non hanno messo in conto che la rete autostradale del meridione da Salerno a Reggio Calabria è e sarà sempre a una corsia e sempre a senso alternato per cui se il traffico aumenta si blocca l’autostrada e i tempi aumentano di misura e non conviene più il ponte. Conviene come ora il trasporto con nave Ro.Ro e lo stesso per la rete autostradale jonica che non esiste. ALLORA DOVE SONO I BENEFICI DEL TEMPO, FACCIAMO STATISTICA COME DEL POLLO CHE LO MANGIAMO TUTTI, VERO.

    0
    0
  4. Scusi Prof …sa che ogni giorno centinaia di persone fra studenti e lavoratori passano da una sponda all’altra, cortesemente mi puo spiegare quanto sara il tempo risparmiato e il relativo costo………….lo chiedo anche a quelli che per ora si stanno”beccando” il gettoncino di partecipazione alla Commissione Ponte

    0
    0
  5. Quale sarebbe in termini economici il tempo risparmiato delle migliaia di persone che per andare a lavorare impiegano piu’ di un ora in auto tutti i giorni nei due sensi di andata e ritorno: ad esempio,
    30.000 lavoratori x 2 0re al giorno= 60.000 ore giorno
    60.000 ore x 250 giorni lavorativi= 15.000.000 di ore anno impiegato per andare al lavoro.
    15.000.000 ore x € 5,00 ora Valore stimato per lavoratore = 75.000.000 di euro anno che per 100 anni (durata del ponte) = 7.500.000.000 sono 7,5 miliardi di euro
    Non abbiamo considerato i costi di carburante, di autovetture e sociali di inquinamento e di incidentalità,; allora perchè non miglioriamo il trasporto per i lavoratori pendolari che tutti i giorni stanno ore in fila per entrare e uscire dalla città e ci preoccupiamo del ponte?? e per i pendolari il ponte proprio non serve.

    1
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007