Ponte sullo Stretto, "Ciucci commissario? L'ennesima forzatura"

Ponte sullo Stretto, “Ciucci commissario? L’ennesima forzatura”

Marco Olivieri

Ponte sullo Stretto, “Ciucci commissario? L’ennesima forzatura”

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venerdì 16 Gennaio 2026 - 19:00

Cgil e Wwf all'attacco della possibile scelta del ministro Salvini e governo Meloni nel decreto Infrastrutture. "Il commissariamento annulla la trasparenza"

“Sul ponte sullo Stretto il commissariamento non accelera ma accentra. E annulla trasparenza e confronto”. Così il segretario confederale della Cgil Gino Giove in merito alla possibile nomina di Pietro Ciucci e Aldo Isi come commissari straordinari sul Ponte sullo Stretto. Nella bozza del decreto legge Infrastrutture, secondo indiscrezioni, toccherebbe agli amministratori delegati della società Stretto di Messina e di Rfi, Rete ferroviaria italiana, di provare a superare i rilievi dei magistrati contabili.

Sottolinea l’esponente della Cgil: “Apprendiamo con interesse che, secondo il ministro Salvini, per ‘rispondere’ alle delibere della Corte dei conti la soluzione migliore sia nominare commissario straordinario la stessa persona che guida la società Stretto di Messina. Per garantire controllo e trasparenza, si concentra tutto nelle stesse mani, in pratica il controllato controlla sé stesso. Un modello di governance tanto innovativo quanto difficilmente spiegabile fuori dai comunicati stampa del Dicastero”.

“Il problema è l’uso disinvolto della figura del commissario per forzare procedure”

“Salvini insiste nel precisare che ‘i privati non c’entrano nulla’, quasi fosse una rassicurazione. Peccato – sostiene il dirigente sindacale – che il problema non sia la natura pubblica della società, ma l’assenza totale di separazione dei ruoli, la compressione dei controlli e l’uso disinvolto della figura del commissario per forzare procedure, tempi e verifiche. Inoltre, – aggiunge il sindacalista – è opportuno ricordare che il progetto Ponte prevedeva finanziamenti privati da reperire sui mercati internazionali, senza garanzie da parte dello Stato per il 60%, per poi trasformarsi in un’opera completamente finanziata con fondi pubblici, con aumenti di costo superiori al 50% e senza aver effettuato una nuova gara, come per altro rilevato dalla Corte dei conti”.

Il no di Cgil e Wwf al progetto ponte sullo Stretto e al commissariamento

Per il segretario Giove, “invece di continuare a sperperare risorse pubbliche e mantenere impegnati interi uffici su questo progetto sbagliato, il ministro dovrebbe responsabilmente ritirarlo e concentrare i finanziamenti su ciò che effettivamente serve al Paese: dalle ferrovie lente e insicure di Calabria e Sicilia alle strade che crollano, dalle reti idriche colabrodo alle infrastrutture davvero utili ai cittadini. Evitando di sferrare un durissimo colpo al porto di Gioia Tauro e al sistema portuale nazionale e di mettere a rischio i 2.500 lavoratori dei traghetti. Più che un commissario per ‘accelerare’, sembra un commissario accentrare e per mettere al riparo il progetto dalle critiche, comprimere il confronto pubblico e trasformare un’opera inutile e dannosa in un atto di fede. Lo ribadiamo, non è così che si spendono miliardi di denaro pubblico – conclude Giove – e non è così che si risponde alla Corte dei Cconti, ai cittadini e ai lavoratori”.

Sull’argomento interviene pure il Wwf: “La notizia che sta circolando circa la possibile nomina di un commissario di governo per il Ponte sullo Stretto di Messina è sorprendente: si tratterebbe dell’ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci. Alla luce delle problematiche emerse. rispetto all’applicazione della normativa comunitaria e nazionale, sia ambientale che relativa a concorrenza e appalti, non si capisce quali poteri possano essere legittimamente attribuiti a un commissario straordinario per derogarvi. Non esiste commissario che possa risolvere questione di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell’opera sugli aspetti sismici e strutturali, oltre che ambientali e naturalistici che sono ancora in corso anche a seguito delle prescrizioni della Commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale)”.

“Ci auguriamo che il governo non si avventuri su questa strada.  Se così non fosse saremmo di fronte all’ennesima forzatura messa in campo per non affrontare i nodi di un progetto insostenibile da tutti i punti di vista. E che fino ad oggi ha collezionato sonore bocciature, oltre che a un totale cortocircuito amministrativo, che certo non aiuterà a ristabilire la corretta procedura fin qui mancata”, conclude il Wwf.

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