Sei ricorsi su sei vinti dall'ex impiegato di Poste Italiane sanzionato per il caso della posta non recapitata nella zona nord di Messina
Sei giudizi su sei sono a suo favore: Massimo Micari, ex dipendente messinese di Poste Italiane coinvolto nel caso della posta non consegnata, non meritava le sanzioni disciplinari.
La decisione del Tribunale del Lavoro
Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Messina che ha dato ragione ai suoi legali, gli avvocati Nino De Francesco ed Enza Bontempo, accogliendo tutti i loro ricorsi e stabilendo che le sanzioni, comminate da Poste Italiane all’ex portalettere, erano illegittime.
Il commento dei legali
“Siamo soddisfatti per il risultato conseguito – commentano i legali – perché segna la conclusione di una vicenda giudiziale ed umana particolarmente sofferta”.
Il processo sulla corrispondenza non recapitata
Micari attende ora la conclusione del processo penale che sta affrontando insieme agli altri dipendenti di PT coinvolte nell’inchiesta della Polizia sui disservizi nel recapito della corrispondenza, segnalati a più riprese alla fine del decennio scorso nella zona nord di Messina. Nel frattempo l’impiegato ha lasciato il suo posto di lavoro, ha accusato il colpo psicologico dei sospetti nei confronti dei lavoratori dell’ufficio, ed ha subito le diverse singole sanzioni disciplinari di Poste Italiane, legate a singole contestazioni.
Per tutte ha fatto ricorso, e in tutti i casi ha vinto.

Come si dice a messina
” amara la pecora ….”
Chi Paga per il disagio e il disservizio, mettete sotto accusa il direttore generale il ministro e tutti coloro che lo hanno provocato e godono di privilegi non meritati.
Gli dovrebbe dare un premio per non aver lavorato? Solo in Italia può accadere una cosa così l’ennesimo danno del tribunale del lavoro. Ci sarà un motivo per cui nessuno vuole investire in Italia, tra tar, tribunale del lavoro e sindacati.