Maglie e pantaloni falsi nei pressi di piazza Cairoli, scarpe sportive a Provinciale
MESSINA – Capi di abbigliamento di marchi famosi ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato. La Guardia di Finanza di Messina ha controllato un negozio nei pressi di piazza Cairoli e ha sequestrato oltre 150 tra maglie e pantaloni, tutti contraffatti.
Stesso discorso a Provinciale per un negozio di articoli sportivi, che vendeva scarpe di marche famose a prezzi bassi. Ne sono state sequestrate 350, anch’esse tutte contraffatte.
I titolari di entrambi i negozi sono stati denunciati per violazione della normativa sul diritto d’autore e per il reato di ricettazione.
I sequestri sono stati effettuati dai finanzieri della “Sezione Operativa Pronto Impiego”, i Baschi Verdi del Gruppo di Messina, militari specializzati quotidianamente impegnati nei servizi finalizzati al contrasto degli illeciti economico-finanziari connessi al commercio di prodotti contraffatti, nei settori connotati da maggiore pericolosità sociale, come lo spaccio
e il traffico di sostanze stupefacenti, e nei servizi di concorso al mantenimento dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica in ambito provinciale.

ogni tanto i nomi dei negozi ….dalle nostr parti non si usa…..io a Milano e Firenze ho visto chiudere negozi importanti di grandi marche tipo cachemire fasullo con tanto di nomi sui vari giornali
Come al solito i nomi dei negozi non vengono menzionati. Perché?
Notizia incompleta senza nome dei negozi. Io voglio sapere chi è che mi truffa.
Se viene fermato il cantiere di una villetta, anche con modeste irregolarità, viene sparato sui giornali il nome del proprietario e del tecnico. Anche se, molto spesso poi, finisce nel nulla perché le variazioni erano legittime. Dove la merce o è buona o è falsa non possono esserci errori di interpretazione. Perché non dire i nomi?
PER UNA NOTIZIA COMPLETA CI VOGLIONO I NOMI
DEI NEGOZZI TRUFFALDINI
Concordo pienamente senza i nomi di questi egregi signori e’perfettamente inutile anche l articolo perche nn chiarisce e porta la gente a diffidare di quei pochi negozianti che sono rimasti in centro resta il sospettp
Vorremmo essere tutelati dato che la truffa e’ai danni dei consumatori. Fuori i nomi dei negozi