Processato per le botte a moglie e figli. Ma l'accusa era infondata

Processato per le botte a moglie e figli. Ma l’accusa era infondata

Alessandra Serio

Processato per le botte a moglie e figli. Ma l’accusa era infondata

mercoledì 04 Novembre 2026 - 19:36

Il caso di un 49enne messinese. L'avv. Cacia: "Processi difficili in questo momento storico"

Ha subìto un lungo processo, ha avuto difficoltà a veder crescere i propri figli, poi tutte le accuse sono cadute. Finisce così il processo a un messinese accusato dalla moglie di maltrattamenti. L’uomo è stato processato anche per l’accusa di aver perpetrato lo stesso reato anche nei confronti dei figli piccoli.

La sentenza

Il Tribunale (presidente Sergi) lo ha assolto perché il fatto non sussiste, malgrado l’accusa avesse chiesto la condanna a 3 anni di reclusione. Ma i giudici sembrano aver accolto le tesi dei difensori, gli avvocati Antonino Cacia e Stefania Scotto, e il 49enne messinese è stato scagionato. Già in fase cautelare, spiegano i legali, era stata esclusa la gravità indiziaria. In sostanza il racconto della donna non è stato giudicato credibile e il dibattimento, davanti ai giudici, ha fatto emergere che la ricostruzione a base dell’Accusa era maturata in un contesto di cattive relazioni tra i coniugi.

Dalla denuncia al processo

E l’accusa era pesante. La ex moglie aveva infatti raccontato di essere stata offesa, maltrattata e picchiata. “Sei una pezzente”, era una delle tante frasi che negli ingiustificati attacchi d’ira il marito le avrebbe rivolto. L’uomo, sempre secondo l’accusa, aveva anche malmenato i figli in almeno una occasione. L’epilogo del processo restituisce al 49enne un poco di serenità.

Il commento del difensore

avv nino cacia

“La sentenza giunge dopo un dibattimento lungo nel quale l’uomo ha dimostrato – contrariamente alle infondate accuse della moglie – la linearità delle proprie condotte soprattutto nei confronti dei figli. Il problema in questo momento storico è affrontare questa tipologia di processi. Occorre essere fortunati nell’incontrare giudicanti che si limitino a valutare i fatti senza timore di essere giudicati a loro volta dall’opinione pubblica”, commenta l’avvocato Cacia.

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