La Regione accelera sui precari, ma il governo nazionale deve fare la sua parte

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domenica 06 Ottobre 2013 - 22:30

In attesa dei provvedimenti nazionali, la Fp Cgil chiede al governo d trasferire le risorse ai Comuni che hanno già approvato i piani di stabilizzazione. In provincia di Messina i precari sono 3185.

Nei giorni scorsi l’Assemblea regionale siciliana ha approvato la mozione per la stabilizzazione dei precari che di fatto ha lo scopo di sollecitare il governo nazionale ad approvare importanti deroghe alla normativa per procedere all’assunzione dei precari. In sostanza la deputazione regionale chiede al governo di dare al più presto una cornice nazionale all’interno della quale la Regione Sicilia possa legiferare e, quindi, dare risposte compiute a questi lavoratori.

Si punta a una proroga dei contratti per un triennio e all’allentamento dei vincoli di legge che oggi impediscono ai Comuni di assumere i precari, ma si devono superare gli ostacoli. Patto di stabilità interno e spesa del personale, questi i limiti imposti dalla normativa per i quali il governo nazionale deve concedere delle deroghe per la stabilizzazione dei precari. A sostenerlo è la Funzione Pubblica della Cgil, per la quale “molti Comuni sono al di fuori dei limiti imposti dalla normativa nazionale, sia per quanto riguarda la spesa per i dipendenti sia per aver sforato il patto di stabilità interno (come il Comune di Messina e la Provincia Regionale)” dichiarano Clara Crocè Segretario Generale della Fp Cgil e Nino Pizzino responsabile Fp Cgil del precariato.

Per rendersi conto del fenomeno basta dare uno sguardo ai numeri: i precari siciliani sono più di 23 mila, così distribuiti: categorie A e B sono previste rispettivamente 1.372 lavoratori,nella categoria A, 6.869 nella categoria B, invece 10.025 nella categoria C, 231 nella categoria D. Nella sola provincia di Messina i precari sono 3185. Quello del precariato, secondo il sindacato, ormai è un problema di ordine sociale, intere famiglie che non possono sopravvivere con 18 0 24 ore settimanali. Per non dimenticare l’esercito dei lavoratori socialmente utili che assicurano servizi senza un contratto, percependo l’assegno di disoccupazione.

“E’ ora di dare un taglio netto a queste politiche che hanno mortificato il lavoro e un’intera generazione che è stata illusa dai politici. Una politica che ha negato il futuro anche ai nostri giovani”. Per questo la Fp Cgil chiede al governo regionale di conoscere che fine hanno fatto i progetti di stabilizzazione già approvati e finanziati. “Ci dicono che i mandati sono attualmente fermi alla ragioneria per mancanza di liquidità. Mentre altri progetti già approvati dalla CRI, ai sensi della L.R.24 del 2010, sono fermi presso il Dipartimento e non possono essere trasmessi per non superare il limite dello sforamento del patto di stabilità. Sboccare questo empasse potrebbe essere un passo importante in attesa dei provvedimenti di competenza del governo nazionale” concludono Crocè e Pizzino.

Un commento

  1. Il precariato è un problema di ordine sociale? Intere famiglie che non possono sopravvivere con 18 0 24 ore settimanali? L’esercito dei lavoratori socialmente utili che assicurano servizi senza un contratto? Percepiscono l’assegno di disoccupazione? Ma che bravi che siete! 1)Questi signori precari sin dall’inizio, sapevano ed hanno accettato, le famose 800.000 lire piuttosto che stare a casa senza fare niente!!!
    2) I disoccupati sono il vero problema sociale! Senza dimenticare le Imprese e i Commercianti che chiudono. Non sono un vero problema sociale? FACCIAMOLI TUTTI PRECARI!!! 3) Dire che è ora di dare un taglio netto a queste politiche che hanno mortificato il lavoro a un’intera generazione che è stata illusa dai politici, è puramente IPOCRISIA! (leggi il punto 1). NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI ACCEDE PER CONCORSO E NON PER VIE TRAVERSE (PRECARIATO)!

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