Un locale per vendere bibite e cibo nella Loggia dell'arte a Palazzo dei Leoni, un Consorzio per le attività culturali, le spese per attività di rappresentanza. Breve viaggio sulle curiosità di una gestione commissariale, quella della Provincia, destinata a continuare fino all'entrata in vigore della riforma.
I deputati dell’Ars, con un emendamento (vedi articolo allegato) hanno bloccato la proroga dei commissari delle Province fino a marzo 2015, impedendo al governatore di trasformarli in commissari “a vita”. Crocetta ha così provveduto a revocare le nomine di quanti ha messo alla guida degli Enti nel maggio del 2013, oltre un anno e mezzo fa. Restiamo in attesa del “parto travagliato” della riforma dei Liberi Consorzi che dovrebbe porre fine a lunghe stagioni di sprechi. A proposito di spending review, premesso che nessuno rimpiange gli sperperi degli anni passati proviamo a dare uno sguardo a quei piccoli risparmi che Palazzo dei Leoni in fase commissariale avrebbe potuto realizzare e non ha realizzato. E’ stato proprio il commissario Filippo Romano, con una serie di atti indirizzati ai dirigenti ad invitare al rigore ed al monitoraggio delle spese per evitare di sforare il Patto di stabilità. In quest’ottica un ulteriore invito riguardava la gestione della liquidazione delle società partecipate, veri e propri carrozzoni che a giudizio di tutti dovrebbero finire definitivamente in soffitta.
Se però andiamo a spulciare il Peg 2012 (Piano economico di gestione), targato amministrazione Nanni Ricevuto, vediamo diversi capitoli di spesa destinati ad acquisto di beni per interventi di attività istituzionali di rappresentanza (cap. 1972) 10 mila euro, prestazioni di servizi inerenti attività di rappresentanza (cap. 2709) 5 mila euro, prestazioni per interventi relativi a fini istituzionali dell’Ente (cap. 2730) 20 mila euro. Il totale delle spese per attività di rappresentanza istituzionale nel 2012,nell’era Ricevuto, ammontava a 35 mila euro. Se guardiamo il Peg 2014, gestione commissariale agli stessi tre capitoli, le spese cambiano, così l’acquisto di beni per attività di rappresentanza (cap. 1972) è di 25 mila euro, la prestazione di servizi per attività di rappresentanza (cap.2709) scende a 2.500 euro ed il capitolo 2730, per prestazioni di servizi per interventi per fini istituzionali dell’Ente lievita fino a 75 mila euro. Il totale delle spese di rappresentanza nel Peg 2014 è quindi di 102 mila e 500 euro contro i 35 mila del 2012. A onor del vero le altre voci di spesa dello staff del presidente e della segreteria vengono dimezzate, al punto che l’ammontare complessivo del Peg 2014 risulta essere la metà di quello del 2012. Resta ancora in vita nelle previsioni di spesa 2014 il capitolo 170, che prevede 5 mila euro per il rimborso spese di viaggio ad amministratori e consiglieri provinciali alle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi (ipotesi surreale dal momento che non esistono più né giunta né consiglio).
C’è poi un’altra vicenda ed è quella relativa alla sinergia con un Consorzio a partecipazione pubblica totalitaria (Provincia e Università) denominato “Centro per lo sviluppo del turismo culturale per la Sicilia”, e all’approvazione di uno schema di convenzione tra l’Ente e il Centro con delibera n°87 del 26 giugno. La convenzione, delibera n°81 del 23 maggio, relativa alle attività commerciali connesse all’utilizzo delle strutture nella disponibilità della Provincia con il Centro per lo sviluppo del turismo culturale per la Sicilia” riguarda le strutture rientranti nella disponibilità dell’Ente e cioè: enoteca San Placido, Galleria d’arte moderna, Monte di Pietà,Infopoint Turistico, Salone degli specchi, Sala consiliare di Palazzo dei Leoni, Impianti sportivi provinciali. L’obiettivo è avvalersi del Consorzio per lo svolgimento di attività culturali, sportive e turistiche suscettibili di generare un ritorno economico per la Provincia. In quest’ottica è stato anche firmato il Disciplinare di utilizzo del Monte di Pietà (delibera 118 del 19 settembre) con tanto di tariffario e regolamento delle spese. Il disciplinare prevede espressamente che la Provincia sostenga le spese per l’affitto, i consumi elettrici e idrici, la manutenzione e l’assicurazione dello stabile. Eventuali servizi particolari per manifestazioni, come addobbi floreali, schermi, lavagne luminose, proiettori sono a carico di chi organizza, e all’art.10 “nel caso di manifestazioni che richiedano utilizzo di palco, sedie, audio, service, luci, il concessionario dovrà richiedere al Centro per il turismo la fornitura dei servizi riconoscendo poi il 4% dei proventi alla Provincia”. La convenzione con il Consorzio prevede che l’Ente si avvalga del Centro per eventi che abbiano un ritorno economico. La gestione del Monte di Pietà resta in mano all’Ente che cura la tenuta del calendario degli eventi e garantisce il personale addetto mentre il Consorzio provvederà a versare 100 euro al giorno (o 50 per mezza giornata) per l’uso dello stabile,nonché il 4% degli incassi. All’art.4 della convenzione viene precisato che “il Consorzio si impegna a realizzare le attività senza alcun aggravio di costi od oneri a carico della Provincia. Specifiche iniziative che la Provincia volesse realizzare avvalendosi del Consorzio saranno concordate prevedendo eventualmente un apposito contributo”.
E’ singolare che mentre ovunque vengono liquidati i “carrozzoni” la Provincia s’imbarchi in un’avventura analoga siglando una convenzione con il Consorzio, ma possono essere apprezzabili gli obiettivi qualora comportino un ritorno economico e nessun aggravio di spese, come indicato nella convenzione e nel disciplinare. Qualche perplessità sorge però nel vedere due determinazioni relative alle due manifestazioni successive alla firma della convenzione, ArtMe 2014 e Fashion in Action,che si sono svolte, rispettivamente, tra fine luglio e metà agosto ed il 27 settembre al Monte di Pietà. Il 14 luglio il Centro per lo sviluppo presenta una proposta alla Provincia per la realizzazione del cartellone di eventi ArtMe 2014 (e non si tratta quindi di un’idea dell’Ente che decide di avvalersi del Consorzio, come prevede invece il disciplinare d’intesa nei casi di contributi). La Provincia ritenendo che l’iniziativa valorizzi il Monte di Pietà decide di fornire i servizi tecnici audio visivi, la segreteria organizzativa, la fornitura dei pannelli, etc. per 9.581,58 euro, iva compresa. In questo caso quindi non vale quell’art. 4 previsto dal disciplinare e ci si chiede tra l’altro quale ritorno economico l’Ente abbia potuto avere da questa manifestazione considerato che ne ha sostenuto le spese. Stesso procedimento vale per Fashion in Action (tra l’altro già inserita nel cartellone di ArtMe 2014), per la quale, con la determina del 26 settembre, la Provincia impegna 8.450 euro per la sfilata di sabato 27 settembre. L’evento infatti è una sfilata di beneficenza, pertanto i proventi dei biglietti sono andati al We World Intervita in difesa dei diritti di donne e bambini. La Provincia decide di supportare il Consorzio specificando che “non si tratta di corrispettivo erogato per un servizio reso, ma si configura quale rimborso spese”. Il Centro per lo sviluppo del turismo provvede a pagare i fornitori e l’Ente paga, come rimborso, gli 8 mila euro in base al Piano economico presentato dal consorzio. In ultimo il Centro per il turismo potrà realizzare al Monte di Pietà un corner dove commercializzare prodotti propri, riconoscendo alla Provincia il 4% dei proventi.
Lo “spirito imprenditoriale” però non finisce qui. Se Nanni Ricevuto ha messo a gara per ben due volte il chiosco nella nota “piazzetta dell’amore” sulla Panoramica, il commissario Romano ha pensato invece alla Loggia dell’arte. Con l’atto d’indirizzo del 24 ottobre propone la creazione di un “punto di somministrazione di alimenti e bevande nella Loggia dell’arte di Piazza Antonello”. Il presupposto è che la Piazza, luogo di ritrovo anche serale, è spesso oggetto di azioni vandaliche, pertanto la proposta è quella di valorizzarla attraverso la sistemazione del locale La loggia dell’arte che è parte integrante di Palazzo dei Leoni e che affaccia su Piazza Antonello. Il commissario ricorda poi che sul retro del locale, all’interno dell’edificio della Provincia, vi sono bagni e stanze ed un piccolo cortile che possono essere utilizzate a corredo dell’attività di somministrazione. “Nella valutazione delle offerte saranno considerati elementi prioritari le attività artistico-culturali quali parti integranti dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande”. Insomma in futuro potrebbe nascere il Pub di Palazzo dei Leoni. Con questo criterio anche il Salone degli Specchi può prestarsi a diventare Sala da ballo (tra l’altro visti gli spettacoli della nostra politica potremmo assistere a serate ben più divertenti).
La prima gestione commissariale delle Province è intanto finita, perché, su indicazione dell’Ars Crocetta si è visto costretto a revocare i Commissari. Anche Filippo Romano, così come gli altri, è finito “impallinato” dall’emendamento blocca proroghe senza potersi “difendere”, nonostante dallo scorso anno abbia iniziato a partecipare alle esercitazioni di Tiro a segno obbligatorie per i 30 agenti di polizia provinciale e che si svolgono nella sezione di Milazzo.
Rosaria Brancato
