I risultati del QS World University Rankings, una delle più note classifiche delle università che ha comparato 1500 istituzioni
Presentati i risultati della 20esima edizione del QS World University Rankings, una delle più note classifiche delle università che per il 2024 ha comparato 1.500 istituzioni di tutto il mondo.
Quest’anno, rispetto al passato, sono state introdotte tre nuove metriche: sostenibilità, risultati occupazionali e rete di ricerca internazionale. Ed è proprio sulla rete di ricerca internazionale che l’Università di Messina ha ottenuto il risultato migliore.
Le 10 migliori università del mondo
Secondo il QS World University Rankings queste sono le 10 migliori università del mondo:
- Massachusetts Institute of Technology (MIT)
- University of Cambridge
- University of Oxford
- Harvard University
- Stanford University
- Imperial College London
- ETH Zurich
- National University of Singapore (NUS)
- UCL
- University of California, Berkeley (UCB)
Da segnalare che per la prima volta nella top ten figura un’università asiatica. Si tratta della National University of Singapore, lo scorso anno era 11esima, adesso è salita fino all’8° posto.
Le migliori 10 in italia
Il Politecnico di Milano recupera 16 posizioni e arriva al 123° posto, seguito da La Sapienza di Roma che passa dal 171° posto al 134°. Alma Mater Studiorium – Università di Bologna chiude il podio delle italiane con il 154° posto mondiale (era 167esima). Queste le prime dieci in Italia:
123. Politecnico di Milano
134. Sapienza Università di Roma
154. Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
219. Università di Padova
252. Politecnico di Torino
276. Università Statale di Milano
335. Università di Napoli – Federico II
349. Università di Pisa
358. Università di Firenze
364. Università di Torino
Se sono ancora lontane dalle migliori al mondo, le università italiane si consolano con la classifica della “reputazione accademica”. L’Università di Bologna è 73esima, subito prima de La Sapienza. Nei primi 100 anche il Politecnico di Milano (94°).
In generale, la crescita di classifica di molte università italiane può essere ricondotta alla rivisitazione di alcuni parametri utilizzati per assegnare i punteggi. Gli esperti del QS World University Rankings hanno infatti deciso di ridimensionare il peso del rapporto numerico tra docenti e studenti nella valutazione complessiva, un ambito in cui le università italiane arrancano rispetto ai competitor internazionali.
Messina e le università siciliane
L’Università degli Studi di Messina conferma sostanzialmente la classifica dello scorso anno. L’ateneo peloritano, su circa 1500 classificati, risulta collocato nella fascia generica 851-900, mentre negli anni precedenti (2022 e 2023) era nella fascia 800-1000. Nella classifica ristretta alla sola Italia, UniMe è al 30 posto (su 42) a pari merito (cioè nella fascia 851-900) con Catania, Ferrara, Parma, Palermo, Roma Tre. 36° posto invece per l’Università della Calabria (fascia 951-1000).
Ad UniMe, come per tutte le altre facoltà dopo la posizione 600, non è stato assegnato un punteggio medio. Possono essere quindi presi in esame alcuni parametri singoli. Il punteggio migliore ottenuto è quello per la “rete di ricerca internazionale” (indicatore “International Research Network”) dove Messina registra la 455esima posizione al mondo con un rating di 30.7 (su 100). Subito dopo, con un rating di 29.4, UniMe si distingue per la qualità della sua ricerca (“Citations per Faculty”), che gli vale il 438° posto al mondo e il primo tra le siciliane. Bene anche il nuovo indicatore sulla sostenibilità, con un punteggio per UniMe di 23.2. L’indicatore peggiore è invece è quello dei “risultati occupazionali” (“Employment Outcomes”), ambito in cui UniMe ottiene appena 1 punto di valutazione (sempre su un massimo di 100).
Cuzzocrea: “Trend di crescita confermato”
Il rettore Salvatore Cuzzocrea ha espresso soddisfazione per il risultato; “Abbiamo dimostrato – dice – la capacità di riuscire a raggiungere, con dedizione e impegno, ottimi risultati all’interno di classifiche e graduatorie internazionali e nazionali. Siamo la prima, tra le Università siciliane, per qualità della ricerca e questo è indice di un trend di crescita incominciato nel 2019 e che vuole continuare. UniMe, oggi, è un Ateneo aperto al cambiamento, che ha investito non solo nella ricerca, ma anche nei servizi e nel rinnovo dei Corsi di Laurea”.
