"Questi sono 2 minuti", il podcast da 10.000 interazioni - Tempo Stretto

“Questi sono 2 minuti”, il podcast da 10.000 interazioni

Vittorio Tumeo

“Questi sono 2 minuti”, il podcast da 10.000 interazioni

lunedì 02 Settembre 2019 - 08:08
“Questi sono 2 minuti”, il podcast da 10.000 interazioni

L'idea del giornalista messinese Claudio Panebianco conquista il mondo virtuale

Non ha ancora due settimane di vita, ma ha già raggiunto e superato oltre 10.000 interazioni su Spotify. È il progetto “Questi sono 2 minuti”, un podcast, ossia una particolare forma di tecnologia che consente la riproduzione di file audio su Internet che comprende puntate della durata di due minuti appunto, aventi ad oggetto gli argomenti più vari. Il “papà” di questo tanto recente quanto apprezzato progetto è il messinese Claudio Panebianco, “vecchia conoscenza” del nostro giornale nonché giovane emergente nel settore del giornalismo e della comunicazione. Claudio, classe 1996, è nato e cresciuto in riva allo Stretto e attualmente vive nella capitale, dove studia Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università degli Studi “La Sapienza”. Già studente del Liceo Classico “La Farina”, ha abbracciato sin da adolescente l’affascinante mondo dell’ “informazione”, fondando proprio nel liceo di Via Oratorio della Pace, precisamente nel 2011, il primo laboratorio scolastico cittadino dedicato all’attività radiofonica; la radio “La voce del La Farina” è infatti rimasta attiva per 3 anni. Quindi, da responsabile del giornale studentesco “Stoà” e redattore della piattaforma interstudentesca “Blog34”, il salto di qualità nel mondo dei quotidiani online, sia a carattere locale che nazionale. Dopo aver concluso gli studi liceali, Claudio ha poi vissuto l’esperienza di corrispondente dall’Estero scrivendo per un giornale dedicato ai cittadini abitanti dello Stato di New York di origine italiana. Approdato a Tempostretto, dove è rimasto per tre anni, ha studiato presso l’Ateneo peloritano, non perdendo comunque il suo “vizio” antico: la radio. È stato infatti referente di radio “UniVersoMe”, prima frequenza radiofonica dell’Università degli Studi di Messina, ricoprendo anche incarichi nel consiglio direttivo. Si è poi trasferito a Roma per completare i suoi studi universitari dove ha alternato allo studio l’attività giornalistica come redattore del mensile studentesco “Universitario Roma” e in seguito del noto magazine online “Artwave”, diffuso su scala nazionale. Il gradino più recente della sua brillante carriera da giornalista, sorprendente se cade l’occhio sulla sua così giovane età, è quello di speaker e responsabile di “RadioSapienza”, la radio ufficiale dell’Università “La Sapienza”.

Il logo di “Questi sono 2 minuti”

L’ultima sua geniale trovata, dati numerici alla mano, è stato proprio il progetto “Questi sono 2 minuti”, presente su Spreaker.com e diffuso anche su Spotify, SoundCloud, Facebook, Instagram e CastBox. “Il progetto – afferma Claudio Panebianco – racchiude al suo interno una sfida: trattare in soli 120 secondi un tema e farlo bene, in modo comprensibile, riuscendo a dire tanto ma non dicendo tutto, al fine di lasciare anche all’ascoltatore la possibilità di continuare la traccia, idealmente, con il suo commento o la sua opinione”. Il progetto funziona con regolarità e prevede la pubblicazione di un episodio a cadenza settimanale (ogni lunedì) condiviso su ogni piattaforma. Nonostante la vita così breve, il progetto ha già ricevuto particolari attenzioni: su Spotify ha raggiunto da poco i 10.000 play, piazzandosi tra i miglior podcasts della settimana, e ha attirato anche l’attenzione della scena suscitando l’attenzione di vari enti, anche a carattere nazionale, interessati ad una sponsorizzazione oppure alla proposta un argomento di discussione che li riguardasse. “Questi sono 2 minuti” si presenta con un logo frutto dell’elaborazione grafica di Lavinia Cianchi e ha poi ha ricevuto i complimenti di figure di spicco dell’ambiente radiofonico di Roma e dintorni, come Stefano Pozzovivo, voce storica di “Radio Subasio” che, interpellato per fornire dei consigli, si è detto entusiasta del progetto ed è interessato a seguirlo tramite aggiornamenti.

Claudio Panebianco mostra la mail di comunicazione dell’avvenuto raggiungimento della soglia dei 10.000 play

Claudio Panebianco rappresenta un esempio per la sua generazione e può essere certamente considerato un ambasciatore del nome di Messina al di là dello Stretto. A lui abbiamo rivolto alcune domande:

Da cosa è nato il progetto “Questi sono 2 minuti”?

“L’idea di Questi Sono 2 Minuti è nata per caso. Viaggiavo su un treno di ritorno da una vacanza, a metà agosto, e mi sono chiesto se fosse possibile convogliare un argomento dentro una “pillola”, dentro un ascolto veloce di una traccia audio. Avendo già esperienza in radio ho deciso quindi di mettermi in gioco. Facendo inizialmente dei test per la registrazione della prima puntata non riuscivo a stare nei tempi, non riuscivo a parlare veloce e scandire bene. Ho quindi sviluppato un lavoro di pratica e di studio che sto ancora affinando, ma credo di aver raggiunto un risultato soddisfacente che sicuramente può solo migliorare in futuro. Più che altro questo podcast è una sfida continua per chi parla e per chi ascolta: può chi parla di un argomento riuscire a farlo in 120 secondi? E può chi ascolta riuscire ad informarsi su un determinato contenuto in 2 minuti? È sicuramente un gioco delle parti volto al confronto.”

Pensi di voler portare e far funzionare un giorno il progetto anche a Messina?

“Sicuramente! Sono già in contatto con attività di Messina, che a seguito del successo che il podcast sta riscontrando, mi hanno scritto per sviluppare collaborazioni o sponsorizzazioni, e sarebbe per me un piacere approdare in riva allo Stretto o portare un po’ di Messina all’interno di un mio progetto. Certamente sto studiando come fare per proporre il format nelle radio, FM o web, visto che comunque si tratta di 120 secondi, una durata minima per uno show radiofonico reale, ma non dispero. Sono agli inizi e sicuramente, per cominciare, sarebbe carino riuscire a “prestare” l’idea ad altre realtà del peloritano, al fine di espandere l’azione del progetto che, in fin dei conti, può essere di tutti. Anzi, deve essere di tutti. Ognuno dovrebbe avere la possibilità e trovare il coraggio di mettersi in gioco, anche se lo fa per soli 2 minuti. Quindi, senza dubbio, a Messina ci vedremo, e soprattutto ci sentiremo. Presto.”

Come pensi che il progetto possa essere utile in una prospettiva futura dato che il mondo della comunicazione è sempre in evoluzione?

“Lo immagino sicuramente con un apporto video che renda visibile anche le espressioni facciali di chi registra: nel linguaggio la mimica è fondamentale. Quando comunque ascolti una traccia, specialmente un podcast, ti manca un fattore importante: il contatto visivo. Devi riuscire a dare alla voce l’intonazione corretta e a pronunciare le parole con il tono che vuoi gli ascoltatori comprendano senza poterti guardare. Io sto ancora imparando, ma spero un giorno di riuscire a trovare un modo per trasferire tutto anche su un canale YouTube e, perché no, a fare di Questi Sono 2 Minuti una piattaforma interattiva. Anzi, su questo ci stiamo già lavorando: dei colleghi della Sapienza della facoltà di informatica sarebbero interessati a creare un sito al quale chiunque possa “appoggiarsi” e proporre al format i suoi 2 minuti da pubblicare, così da creare un ricircolo di idee. Non mi aspettavo questa risposta in così poco tempo, quello che è certo è che non abbiamo avuto neanche il tempo di ambientarci, ci tocca lavorare sodo, per fortuna, fin da subito.”

A Claudio un in bocca al lupo da parte della “sua” Messina!

Vittorio Tumeo

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