Per il Messina poche luci, tante ombre e una difesa da ritrovare

Per il Messina poche luci, tante ombre e una difesa da ritrovare

Simone Milioti

Per il Messina poche luci, tante ombre e una difesa da ritrovare

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lunedì 09 Febbraio 2026 - 10:00

Il giorno dopo Messina - Enna (2-5) l'analisi e il commento della sconfitta casalinga più pesante degli ultimi dieci anni

MESSINA – Il giorno dopo, purtroppo, non fa meno male. Domenica al Franco Scoglio l’Enna, nello scontro salvezza, ha letteralmente travolto il Messina per 5 reti a 2. Ospiti che passano sulla fascia destra biancoscudata come il coltello caldo nel burro e dopo appena 31 minuti hanno messo in cassaforte il risultato sullo 0-3. Nella ripresa, fosse stato un match a parte, un 2-2 che non rende meno amara la sconfitta anzi riporta alla mente le goleade subite negli anni precedenti, il 6-0 dello scorso anno ad Avellino ma era in trasferta, per rievocare i cinque gol incassati tra le mura amiche bisogna tornare almeno a dieci anni fa quando il Benevento passeggiò per 5-0.

Un po’ di luce in attacco

Sull’onda dell’emotività e del risultato a caldo va detto che ci sono state due piccole luci in un pomeriggio oscuro e da dimenticare. Giuseppe Tedesco entra in campo con una voglia matta di fare bene, lotta, sgomita, corre. Si procura lui il rigore sul gol di Trasciani, lo calcia lui freddo sotto il sette alla destra di Loliva, va a recuperare il pallone dentro la rete e lo riporta a centrocampo mentre nel frattempo chiama con un gesto della mano il pubblico a incitare la squadra.

Ecco avessimo avuto 11 con la grinta e la voglia di Tedesco subentrato in campo dal primo minuto sarebbe finita certamente in modo diverso. È vero, come ha confermato lui stesso, che dal momento del suo arrivo non era al 100% ma ora potrebbe essere l’attaccante e l’over che serve in mezzo al campo. Altra nota leggermente lieta è il ritorno, parzialmente, come spina nel fianco delle difese avversarie di Touré. Da un suo tiro, che sarebbe andato fuori, arriva la seconda rete con autogol degli ospiti. Bisogna trovare una collocazione certa per lui, ieri sballottato più volte da una fascia all’altra, e per far girare al meglio il reparto.

Da recuperare le difesa

Da Touré quasi spina nel fianco ad una difesa ormai sfiancata. La perfetta macchina capace di resistere ad un assedio di mister Romano del girone d’andata, ricordiamo undici gol in appena diciassette gare, ha appena superato quella soglia perché ad oggi sono dodici subite al ritorno in appena sei partite. Il declino è iniziato nella trasferta di inizio anno a Palermo, 4-0, poi reti subite contro Sancataldese, Gela, Acireale, il clean sheet a Paternò e poi le cinque di ieri contro l’Enna.

Ribadiamo che non è questione di allenatore e portieri, a Palermo c’erano ancora mister Romano e Sorrentino tra i pali, ieri mister Parisi e Giardino in porta. Però qualcosa è cambiato perché al di là degli errori di portieri e possibili prove nello schieramento il Messina del girone d’andata era compatto, granitico e votato al sacrificio. Ieri spesso sembrava slacciato, con poco mordente e con i reparti che non si aiutavano. Il mercato non ha certamente rivoluzionato la rosa, seppur con arrivi di calciatori con caratteristiche diverse, e neanche il cambio di allenatore, con praticamente lo stesso staff tecnico di prima, quindi pensare ad un gioco per il Messina completamente diverso sembra un po’ azzardato.

Come ripartire e proseguire

Nel post partita di ieri mister Parisi non è venuto a parlare in conferenza stampa. Dopo che era stato annunciato il silenzio stampa invece è arrivato il direttore sportivo Luca Evangelisti, la frase che ha detto ai giocatori, e riportato alla stampa, è stata “non siamo retrocessi, ma non siamo ancora salvi”. Sembra una banalità ma è vero. Il Messina non è certo condannato e vista la situazione di partenza in campionato al Messina certamente non si può imputare di star facendo un campionato sotto le aspettative, anzi.

Ciò che deve far riflettere però è che negli scontri diretti di questo girone di ritorno, quindi Sancataldese, Gela, Acireale, Paternò ed Enna, sono arrivati sette punti su quindici, volendo togliere il Gela anche se fu una partita giocata per più di un tempo in superiorità numerica, i punti sono sette su dodici. Al di là che si potesse fare meglio si poteva evitare la brutta figura contro l’Enna. Perdere era una possibilità ma con quello scarto e quelle poche idee di gioco anche no.

Settimana prossima torna il derby dello Stretto. Il Messina stavolta oltrepasserà lo spicchio di mar Mediterraneo per far visita ai cugini granata. All’andata fu una partita di sofferenza contro una Reggina qualitativamente migliore ma a cui i biancoscudati offrirono una prova di compattezza e si giocava in casa. Tra sei giorni ormai la Reggina vive un momento d’oro si è ripresa e sogna la promozione diretta a suon di vittorie, il Messina sulla carta è qualitativamente una rosa migliore ma nella pratica fatica a segnare, cinque gol in sei partite mentre nelle stesse partite del girone d’andata erano stati sette, e ora deve tirarsi fuori da un brutto momento.

Immagine in evidenza di Francesco Saya,
dalla pagina Facebook Acr Messina

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2 commenti

  1. Massimo Castorina 9 Febbraio 2026 11:18

    Parlo da tifoso, non sono un tecnico,seguo il Messina da lontano come tanti miei concittadini che per motivi di studio o lavoro sono stati costretti ad emigrare. Vorrei porre una domanda a chi è più competente : perché il ds Martello prima e mister ROMANO dopo, sono stati “accompagnati” alla porta , nonostante gli ottimi risultati ottenuti ??

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  2. Richiamate Romano e alla svelta anche…

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