Otto consiglieri di circoscrizione, tutti in quota centrosinistra, hanno attaccato la segretaria generale per un direttiva di pochi giorni fa sulle segnalazioni
MESSINA – Otto consiglieri di municipalità di centrosinistra si sono scagliati contro una direttiva della Segretaria generale del Comune di Messina Rossana Carrubba che imporrebbe agli stessi rappresentanti dei cittadini di far passare le segnalazioni dai presidenti delle circoscrizione. Un filtro, a loro dire, che “non dovrebbe esserci”. I consiglieri in questione sono Domenico Allone, Giuseppe Cardia, Giusi Micalizzi, Emanuele Carlo, Giuseppe Picciotto, Antonio Lambraio e Mario Biancuzzo, tutti in quota Pd, e Gabriele Ferrante del Movimento 5 stelle.
In una nota hanno spiegato: “La direttiva della Segretaria generale sulle segnalazioni provenienti dalle Municipalità non può essere liquidata come una semplice questione di organizzazione del protocollo. Razionalizzare i flussi ed evitare duplicazioni è un’esigenza comprensibile. Ma imporre che le segnalazioni dei singoli consiglieri passino preventivamente dal Presidente della Municipalità significa introdurre un filtro politico dove non dovrebbe esserci. I consiglieri municipali sono eletti direttamente dai cittadini, non sono subordinati al Presidente e devono poter esercitare liberamente le proprie prerogative, soprattutto quando raccolgono istanze e segnalazioni dai territori”.
“Questo non è decentramento”
E ancora: “C’è poi un dato politico che rende questa scelta ancora più delicata e che non poteva sfuggire alla Segretaria generale: sei Presidenti di Municipalità su sette appartengono alla stessa forza politica che governa la città, Sud chiama Nord. Concentrare nelle loro mani il passaggio delle segnalazioni dei consiglieri significa quindi attribuire alla maggioranza anche un potere di filtro sull’attività dei rappresentanti delle opposizioni. Questo non è decentramento. È un accentramento inaccettabile che comprime l’autonomia dei consiglieri e, con essa, la stessa rappresentanza democratica nelle Municipalità”.
I consiglieri hanno poi concluso: “Il paradosso è evidente: gli organismi nati per avvicinare le istituzioni ai cittadini vengono sottoposti a un ulteriore livello di mediazione. Se un cittadino segnala un problema al consigliere che ha eletto, quel consigliere deve poterlo rappresentare direttamente agli uffici competenti. Non deve chiedere il lasciapassare politico di nessuno. Se esistono problemi organizzativi, si risolvano migliorando il coordinamento tra Municipalità e Dipartimenti. Non trasformando i Presidenti in un imbuto obbligato dell’attività degli altri consiglieri. Chiediamo quindi che la direttiva venga immediatamente rivista nelle parti che introducono questo filtro e che l’Amministrazione chiarisca se intenda davvero sostenere un’impostazione del genere. Le Municipalità hanno bisogno di più autonomia e più strumenti. Non di una catena di comando”.

