Società

Randagismo. Ancora polemiche sul bando deportazione

Continua a far discutere il bando deportazione promosso dall’Amministrazione per far fronte al fenomeno del randagismo.

Il secondo bando deportazione è stato lanciato nei giorni scorsi in pieno lockdown e senza una concertazione con le associazioni animaliste che si prendono cura dei randagi presenti in città. A puntare il dito contro l’inadeguatezza del bando e delle strategie messe appunto dall’Amministrazione per far fronte al fenomeno del randagismo, è stata l’associazione Ideamessina che ha sia invitato il Comune a sostituire il bando con uno nuovo, che puntasse all’adozione del sistema di affidi incentivati,sia denunciato la mancata attuazione da parte dell’Asp di una campagna di sterilizzazione che limitasse l’aumento dei randagi in città.

Ma la posizione contrariata dell’Associazione nei confronti dell’attuazione del bando non è l’unica che si è registrata in queste ore. Infatti, nelle ultime ore sull’emergenza randagismo e sul bando emanato dal Comune si sono espressi anche il vicepresidente della IV circoscrizione, Renato Coletta, e i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

In particolare per Coletta, negli ultimi due anni il Comune non avrebbe messo appunto una strategia di prevenzione e di gestione adeguata del randagismo. Come affermato dal vicepresidente di circoscrizione, non si è ancora realizzato un canile sanitario e un’oasi felina e non si è mai intrapreso un percorso alternativo alla deportazione dei randagi. Come per Ideamessina, anche per Coletta l’attuale Amministrazione dovrebbe riprendere il progetto dell’amministrazione Accorinti relativo all’adozione di un apposito Regolamento da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale per dare il via ad una banca dati di affidatari per sostenere l’adozione dei randagi. Un progetto che secondo il vicepresidente avrebbe trovato un ottimo riscontro nell’associazioni animaliste che invece non sono state consultate prima di preparare il bando.

Sul mancato confronto con le associazioni punta l’attenzione anche Cristina Cannistrà, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che nonostante sottolinei come il nuovo bando tenga conto della qualità del servizio e stabilisca nuove modalità di affidamento, non risolve il problema del trasferimento forzato degli animali. Per la Cannistrà, invece, i gatti e i cani presenti presso il Rifugio Don Blasco non devono essere spostati, così come promesso alla cittadinanza dal sindaco De Luca lo scorso dicembre. Fra le soluzioni proposte dalla Cannistrà anche la realizzazione del progetto dell’oasi felina, già presentato dai consiglieri M5S all’amministrazione precedente, per cui è già stata individuata anche una location.

Inoltre, la consigliera chiede all’Amministrazione di far chiarezza sul perché invece di privilegiare un rapporto collaborativo con le Aziende territoriali per riattivare le sterilizzazioni siano stati stanziati dei fondi per la sterilizzazione di competenza dell’Asp.

Intanto, a Palermo, durante la seduta della Commissione Sanità dell’Ars di ieri mattina, il capogruppo di Forza Italia, l’onorevole Calderone ha chiesto chiarimenti circa le modalità di cura e tutela dei diritti degli animali privati e randagi, ottenendo da parte dell’assessore Razza la piena disponibilità nell’attuare entro24 ore un provvedimento per tutelare gli animali privati e vaganti.