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Picciolo: “De Simone messinese ad honorem”. Russo e Quero: “L’area Boccetta-Annunziata torni al Comune”

Picciolo: “De Simone messinese ad honorem”. Russo e Quero: “L’area Boccetta-Annunziata torni al Comune”

sabato 06 Febbraio 2016 - 23:07
Picciolo: “De Simone messinese ad honorem”. Russo e Quero: “L’area Boccetta-Annunziata torni al Comune”

Il deputato regionale ringrazia il presidente dell’Autorità Portuale per aver accolto l’appello ad agire per il bene della città. I due esponenti del Pd appoggiano l’operato del Comune e chiedono che l’affaccio a mare in zona nord sia gestito dal Comune e non dall’Autorità Portuale

“Anche questa volta prendiamo lezioni di stile campano in salsa siciliana dal presidente Antonino De Simone che, a pieno titolo, oggi abbiamo il dovere di considerare nostro concittadino onorario”. Lo afferma il capogruppo all’Ars di Sicilia Futura, Beppe Picciolo, che ha accolto con entusiasmo la conferma della firma sul “patto per la falce” da parte del presidente dell’autorità portuale Antonino De Simone. “Un uomo delle istituzioni – ha sottolineato Picciolo – che ha dimostrato con i fatti che "la politica del fare" deve volare alto ed il presidente De Simone è, senza dubbio, un pregevole interprete di questo modo d’intendere la politica al servizio dei cittadini”.

Non solo Zona Falcata ma anche l’intero affaccio a mare, a partire dalla cittadella fieristica, al centro del dibattito per Alessandro Russo, presidente dell’associazione FreeDem, e Francesco Palano Quero, dell’Assemblea nazionale del Pd, che chiedono che la parte compresa tra i torrenti Boccetta e Annunziata passi dalle competenze dell’Autorità Portuale a quelle del Comune.

“Le aree della Falce vanno destinate alla fruizione pubblica collettiva, individuando le infrastrutture e i servizi conseguenti: dal centro congressi al parco archeologico, dalla passeggiata attrezzata alle strutture e i servizi di fruizione del mare e ristorativi; il carico volumetrico destinato all'intervento dei privati – ivi comprendendo le attrezzature residenziali, alberghiere e il previsto porticciolo turistico – può essere ricollocato nella parte più a sud, lungo la promenade sul mare, come peraltro ampiamente previsto nella proposta di Piau (al di sotto della via Santa Cecilia). I porticcioli turistici, è peraltro da ricordare, sono previsti dal Prp anche in altre zone della città, come nella Rada di San Francesco, a seguito del trasferimento a Tremestieri degli imbarchi. Così, il Piau vedrebbe più coerentemente l'intervento imprenditoriale privato con attività legate alla fruizione turistica del waterfront recuperato, mentre la parte più pregiata della Falce diventerebbe il fulcro più rilevante ai fini della rivalutazione museale, culturale e storica oltre che della riappropriazione della memoria da parte della città (Cittadella, Forte San Salvatore, Lanterna del Montorsoli, Museo del Mare o Museo 19/08…), con impatto di carico urbanistico necessariamente inferiore, onde non snaturarne la vocazione: quindi non si tratta di essere contrari all'intervento dei privati tout court, piuttosto di indirizzare tale intervento negli spazi urbanisticamente più coerenti”.

Interventi dall’impatto più forte, secondo Russo e Quero, vanno previsti “in aree più coerenti urbanisticamente, come appunto l'affaccio a sud e non al centro della riqualificazione urbanistica più pregiata, ossia quella della Falce”.

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2 commenti

  1. demometacratico 7 Febbraio 2016 16:33

    Russo e Quero chi????!?!?

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  2. demometacratico 7 Febbraio 2016 16:33

    Russo e Quero chi????!?!?

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