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Reggio Calabria. Arghillà, Ciccarello, Rioni Ferrovieri, Stadio, Gebbione e Sbarre: 45 milioni per cambiare volto

Elisabetta Marcianò

Reggio Calabria. Arghillà, Ciccarello, Rioni Ferrovieri, Stadio, Gebbione e Sbarre: 45 milioni per cambiare volto

giovedì 18 Marzo 2021 - 09:44

Piano da 45 milioni di euro inviato al Ministero delle Infrastrutture. Il programma presentato dagli assessori Cama, Muraca ed Albanese: «La Città in un quarto d’ora come Parigi e Milano»

Si chiamano “A M.E.N.O. C.H.E.”, “E.S.S.E.R.E.” e “R.E.G.I.A.” i tre progetti che la giunta comunale ha candidato al finanziamento previsto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare”. Si tratta di opere di riqualificazione urbana che, per un importo complessivo di 45 milioni di euro, rivoluzioneranno i quartieri di Arghillà nord, Modena-Ciccarello e Reggio Sud-Gebbione. Un piano ambizioso, quello dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, pensato sulla scorta delle “Città in un quarto d’ora” ideate dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e rilanciate dal primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala.

Aree fondamentali

«Nei termini fissati dal bando del Mit – hanno spiegato gli assessori alla Pianificazione Urbanistica, ai Lavori pubblici ed al Patrimonio comunale, Mariangela Cama, Giovanni Muraca e Rocco Albaneseabbiamo
presentato, alla Direzione generale dell’Edilizia statale e degli interventi speciali del dicastero, gli studi di fattibilità tecnico-economica approvati dal nostro esecutivo. Puntiamo a modificare aree periferiche cittadine che consideriamo fondamentali per la crescita sociale ed economica dell’intero territorio»
.

Rigenerazione urbana

“A M.E.N.O. C.H.E.” è l’intervento che interessa Arghillà. «L’acronimo – hanno detto i delegati di giunta sta per “A Mali Estremi…Nuova Organizzazione di Comunità in Habitat Essenziali” ed esprime appieno la
filosofia di un piano di valorizzazione ecologica urbana, welfare comunitario e servizi essenziali dove cittadini, istituzioni, società civile, profit e non profit si possono alleare, tramite nuove azioni collaborative, per attivare e fruire di nuovi servizi
». L’obiettivo specifico del progetto è «di attivare e sperimentare in rete azioni di rigenerazione urbana, sociale e produttiva che agiscano contestualmente sul degrado fisico-ambientale, sulla valorizzazione del capitale sociale e, attraverso interventi capaci di garantire il coinvolgimento attivo della popolazione, nella cura degli spazi pubblici e privati e nel contrasto alle fragilità sociali, economiche ed educative”.

Il progetto

“L’intervento mira a trasformare il ghetto urbano in laboratorio sperimentale di buone prassi, attraverso azioni rigeneranti per riqualificare il quartiere e rendere la comunità protagonista”. Previsti, dunque, l’ammodernamento di 50 alloggi di residenza pubblica, attualmente in condizioni di estremo degrado, attraverso soluzioni di messa in sicurezza, efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche, nonché la realizzazione di orti domestici e playground negli spazi comuni di pertinenza. “Il progetto contempla, anche, la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici per i fabbisogni condominiali e soluzioni per il riuso delle acque piovane e usate, da riutilizzare per scopi irrigui negli orti domestici e a fini antincendio». È contemplata, ancora, la riqualificazione delle parti comuni degli edifici al piano terra da destinare alle “Officine di Comunità”, spazi attrezzati per i servizi socio culturali ed
attività economiche-produttive e commerciali di prossimità.

Recupero degli spazi

Verranno ripristinati gli spazi pubblici dismessi o degradati, spesso ridotti a discariche urbane, mediante la realizzazione di piazza d’acqua, nonché la rigenerazione delle infrastrutture viarie principali con boulevard e
frutteti urbani. Il parco di Ecolandia, invece, ospiterà laboratori educativi e didattici di “scuola all’aperto in tutti i settori” per «contrastare il rischio di povertà educativa, combattere la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni dei giovani del quartiere». Inoltre, è stato programmato il recupero delle antiche infermerie militari, edifici dismessi da oltre un secolo, per realizzare spazi di formazione e ospitalità per fasce meno abbienti.

I dettagli

«Il progetto “E.S.S.E.R.E.” (Equità Sociale, Sostenibilità Ecologica Residenziale) – hanno continuato gli esponenti di Palazzo San Giorgio – renderà il rione Modena-Ciccarello accessibile, sicuro, inclusivo, sostenibile e resiliente sotto il profilo dell’equità sociale e culturale, del benessere personale e abitativo e dell’innovazione tecnologica». Qui si punta a «rigenerare gli edifici di residenza pubblica cosiddetti “Vele” ed a riqualificare l’area dell’ex Polveriera attraverso il recupero di un fortino militare di grande valore storico-architettonico e paesaggistico e di immobili dismessi creando, oltretutto, un sistema di orti urbani e giardini tematici finalizzati all’integrazione sociale per persone che vivono in condizioni di disagio sociale».

Sostegno e laboratori

Verrà, quindi, «garantito un sostegno a persone che vivono in condizioni di povertà attraverso una possibilità di occupazione nell’ambito della gestione del bene». Il Comune, dunque, mira a «riqualificare il quartiere puntando sulle attività culturali con la creazione di un teatro/museo all’aperto, di un centro per artisti e di un percorso ludico-didattico che avvicinare i giovani
alla cultura della legalità, alla cultura agricola ed alla sostenibilità ambientale. Il tutto articolato con vari laboratori formativi che accompagnino gli studenti per tutto il percorso di conoscenza»
.

Riqualificazione verde

Infine, “R.E.G.I.A.: Rigenerazione Ecologica Grandi Interventi Ambientali – Masterplan Reggio Sud”, il piano rivolto alla trasformazione della zona Reggio Sud-Gebbione con «la ristrutturazione urbana dell’area dell’ex Deposito di legnami delle Ferrovie e delle infrastrutture verdi di connessione, la riqualificazione di Piazza della Pace mediante la realizzazione di una Watersquare, interventi di potenziamento degli impianti sportivi e la creazione di un parco fluviale lungo le sponde del Torrente Calopinace».

Il progetto eCampus

Dai beni dismessi dalla Ferrovie ed acquisiti dal Comune, quindi, nascerà un “eCampus”, un centro didattico- formativo residenziale ad alta rilevanza ecologica. Piazza della Pace, poi, diventerà uno spazio strategico di socialità, con un sistema di verde pubblico che si snoderà lungo l’asse Viale Galileo Galilei-Viale Aldo Moro, il Viale Messina e Largo Botteghelle. L’area del Torrente Calopinace, invece, sarà trasformata in un boulevard con la riqualificazione del verde e la risoluzione dei nodi strategici del reticolo viario principale (connessioni Via Sbarre, Viale Calabria, Viale Galileo Galilei-Corso Garibaldi, Parco Lineare Sud-Lungomare Falcomatà) ed una sezione che contempli la ciclopedonalità, oltre a prevedere la realizzazione di playground.

Qualità della vita


«Ecco come cambia la città», hanno affermato Cama, Muraca ed Albanese concludendo: «Dal centro alle periferie, l’obiettivo è il miglioramento sostanziale della qualità della vita dei reggini attraverso interventi
destinati a rivoluzionare l’assetto urbanistico e viario ed il concetto stesso di quartiere fino ad oggi comunemente conosciuto. Sono programmi innovativi, un passo avanti al futuro e, soprattutto, con intrinseco un fortissimo impatto sociale, ecologico, economico e produttivo capace di cambiare, concretamente, il destino di importanti porzioni del nostro territorio».

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