Il governatore contesta la poca progettualità della società di gestione e avverte: “Aeroporto a rischio declassamento”. L’Enac rincara: “Non si esclude l’avvio della procedura di revoca delle concessioni”. L’ad Bova risponde: “Occorre far valere onestà intellettuale, professionalità e corretta conoscenza dei fatti”. Intanto la Provincia di Messina è chiamata a contribuire ad una ricapitalizzazione da 1 milione e 600 mila euro
Ultimi giorni di “bufera”, quanto meno verbale, sull’aeroporto dello Stretto. Proviamo a fare un riepilogo: incipit del recente fiume di polemiche la conferenza stampa del 18 gennaio scorso, tenuta del governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, unitamente ai rappresentanti dei soci Sogas (per la Provincia di Messina presente il presidente Ricevuto). «Se l’Aeroporto dello Stretto non è già stato declassato – aveva dichiarato Scopelliti – è solo per l’intervento amichevole del ministro Matteoli con cui siamo amici. Il Governo ci è vicino e lo dimostra quotidianamente, ma non possiamo sempre salvarci in questo modo, la politica non può e non deve basarsi su questo”. Il riferimento era poi andato ai tanto auspicati lavori di ampliamento dell’aerostazione, ancora fermi al palo nonostante il progetto sia stato realizzato nel 2002, approvato dal Cipe nel 2004 e finanziato con i fondi comunitari dell’Apq 2001-2006.
In proposito non si era fatta attendere la replica di Pasquale Bova, amministratore delegato della Sogas, secondo il quale i lavori per la nuova aerostazione potrebbero anche partire, ma solo dopo i finanziamenti per la continuità gestionale: «Ci sono due problemi finanziari da risolvere. La ricapitalizzazione della Sogas risalente al dicembre 2009 e la firma sugli accordi convenzionali già sottoscritti dai soci. E sono proprio gli stessi soci a dover adempiere a queste due incombenze. Dalla ricapitalizzazione dovrebbero entrare circa un milione e 600 mila euro, dagli accordi convenzionali una somma più consistente. Per intenderci: quando avrò in mano la firma di questi accordi si potrà ottenere dalla Banca l’anticipazione dell’80 per cento della somma, circa 5 milioni di euro. E con quelli della ricapitalizzazione si può assicurare la continuità, condizione indispensabile per poter avviare i lavori e gestire l’Aeroporto». Unica alternativa, continuava Bova, «lo scioglimento della Sogas. Non ci sarebbero, infatti, le condizioni per andare avanti. La data fondamentale è il 31 gennaio. Dai soci, quindi, mi aspetto le risposte conseguenti».
L’ad della Sogas chiamava poi in causa l’Enac responsabile, a suo dire, di aver perso «un po’ di tempo per ragioni tecniche, nel senso che è stata chiesta una significativa variante rispetto al progetto iniziale per cui il parere definitivo dell’Enac è arrivato ai primi di gennaio».
Immediata, tuttavia, è arrivata la stizzita risposta dell’Ente nazionale dell’aviazione civile che, con una nota, precisa: «La Sogas ha presentato solo alla fine di ottobre del 2010 l’adeguamento, da essa proposto, del progetto esecutivo (che era già stato approvato dall’Enac nell’ottobre del 2009) relativamente agli aspetti connessi al contenimento energetico ed agli impianti di climatizzazione. A seguito dell’istruttoria su tale progetto l’Enac ha richiesto integrazioni che sono state presentate dalla società di gestione Sogas nella seconda metà del mese di dicembre 2010. L’Enac ha dato l’approvazione conclusiva del progetto esecutivo il 28 dicembre 2010. Appare pertanto fuorviante attribuire all’Ente responsabilità nel mancato avvio dei lavori».
«Occorre peraltro evidenziare – sottolinea ancora l’Enac – che sussistono invece rilevanti ritardi nell’avvio dei lavori relativi a due appalti finanziati dal CIPE e riguardanti il secondo lotto del potenziamento delle infrastrutture aeroportuali in ambito airside e l’edificio polifunzionale e mezzi di rampa, che pur essendo stati contrattualizzati all’inizio dell’anno 2008, non sono ancora iniziati per responsabilità esclusive della società di gestione, più volte evidenziate dall’Enac. Tale comportamento è all’attenzione delle competenti strutture Enac per valutare l’eventuale avvio della procedura di revoca degli atti concessori».
Un “avvertimento” chiaro che ha suscitato la pronta controreplica del manager della Sogas che, in un durissimo comunicato stampa, rivendica la buona conduzione della sua amministrazione attaccando i «luoghi comuni» e le «deprecabili strumentalizzazioni emerse nella recente conferenza stampa del 18 gennaio scorso a palazzo Campanella», stigmatizzando anche le «varie dichiarazioni sulla stampa locale».
Bova innanzitutto sottolinea «l’abbattimento dei costi gestionali annui da 10 milioni e 200 mila euro euro a 6 milioni 800 mila euro, raggiunti da quest’amministrazione – si legge – attraverso una politica gestionale di risanamento aziendale».
L’amministratore della società di gestione del “Tito Minniti” evidenzia come i quasi 600 mila passeggeri annui oggi raggiunti abbiano pressappoco eguagliato il massimo risultato storicamente conseguito. Secondo Bova questi numeri rappresenterebbero la quota più alta che l’attuale bacino di utenza riesce oggi ad esprimere, visto che il territorio dell’estrema Calabria denota una limitata consistenza delle attività produttive, scarsi insediamenti turistici, una limitata ricettività alberghiera e pochi apparati amministrativi. Rammarico è stato inoltre espresso per i pochi risultati offerti dall’investimento sul pontile aeroportuale, dovuti sopratutto alla mancanza di un servizio di collegamento marittimo efficiente tra le due sponde dello Stretto, mentre la futura realizzazione di una stazione ferroviaria sulla linea Rosarno–Melito potrebbe coinvolgere maggiormente i viaggiatori della provincia reggina.
Nel lungo documento, Bova si sofferma poi sul millantato “miracolo” dell’aeroporto di Trapani, il quale ha oltrepassato abbondantemente il milione di passeggeri, sostenendo che tutto questo è stato possibile solo attraverso rilevanti incentivi economici. E proprio la mancanza di copioso denaro pubblico sarebbe alla base del mancato arrivo di vettori low-cost come Ryanair, circostanza che smentirebbe le “pretestuose” opinioni sulle carenze infrastrutturale dell’aeroporto calabrese.
In merito alla presunta scarsa progettualità contestata dal governatore Scopelliti, per altro, Bova ribatte che «non risulta Sogas abbia perso fin’oggi alcun significativo finanziamento, riuscendo sostanzialmente a vincolare i fondi, per i successivi interventi, nei termini prescritti dai singoli bandi».
L’ad della Sogas invita infine «a fare solo fronte comune per il superamento di questa difficile sfida, in termini di collaborazione franca e reale», ringraziando in particolare per significativa partecipazione alla gestione dello scalo la Provincia di Messina (in possesso del 20% delle quote e chiamata nelle prossime settimane alla ricapitalizzazione della stessa società, ndr), ritenuta un partner fondamentale per la mobilità nell’area metropolitana dello Stretto e per l’incremento di quei ricavi necessari alla “vita” dell’aeroporto.
Chiudiamo con alcuni aggiornamenti. Mentre si attende l’entrate in vigore del nuovo collegamento della Metromare (che arriverà al porto reggino per poi essere integrata da un bus navetta diretto in aerostazione), sarà presto installato nell’aeroporto di Reggio, anziché a Palermo, il nuovo radar sperimentale per monitorare il fenomeno dei venti di caduta, il cosiddetto wind shear, il quale ha incontrato l’opposizione del sindaco di Isola delle Femmine e del comitato cittadino che si sono espressi contro l’installazione dell’antenna nel territorio del comune che confina con Punta Raisi (si veda l’articolo correlato).
L’altra notizia, risalente a qualche giorno addietro, riguarda la soppressione delle corse Itali Airline Reggio-Roma e Reggio-Milano Linate dovuta all’esiguità dei passeggeri. In vista ci sono però i voli con Torino, Milano Malpensa e Pisa appartenenti ad un progetto “sostenuto” da finanziamenti statali. Per queste rotte dovrebbe attendersi il prossimo mese di aprile.
