Reggina: nulla di fatto sul mercato, nell'ultimo giorno utile solo la partenza di Adiyiah. Tifosi delusi

Reggina: nulla di fatto sul mercato, nell’ultimo giorno utile solo la partenza di Adiyiah. Tifosi delusi

Reggina: nulla di fatto sul mercato, nell’ultimo giorno utile solo la partenza di Adiyiah. Tifosi delusi

martedì 01 Febbraio 2011 - 00:30

Venerdì sera, intanto, si torna in campo contro il Padova nell'anticipo delle ore 20:45

Nulla di fatto per la Reggina sul calciomercato invernale: nessun acquisto nell’ultimo giorno atteso per avere almeno un attaccante di peso, nessuno tra i vari Lodi, Destro, Amoruso, Paolucci e Paponi è arrivato in riva allo Stretto e l’unico movimento dell’ultimo giorno è in uscita, e riguarda il ritorno di Adiyiah al Milan: il ghanese, che a Reggio non ha trovato molto spazio, è tornato a Milanello dove si allenerà con Ibrahimovic, Robinho e Cassano: la società di Via Turati, infatti, non l’ha girato in prestito ad altre squadre di B o di Lega Pro come invece si pensava.

Riepilogando le mosse del calciomercato invernale portato avanti dalla Reggina, registriamo le cessioni di Missiroli al Cagliari, Sy al Taranto, Adiyiah appunto al Milan, Verruschi al Foggia, Thackray, Antonio Rizzo e il portiere Marino al Cosenza. Tra le cessioni va registrata anche quella di Francesco Acerbi al Genoa per una cifra vicina ai 4 milioni di €, ma il giocatore resterà in riva allo Stretto fino a giugno e vestirà la maglia gialloblù solo nella prossima stagione.

In entrata, invece, c’è il ritorno di Alessio Viola dal Benevento (anche lui, in prestito come Adiyiah, non ha trovato spazio in Irpinia e torna a disposizione di Atzori) e l’arrivo di Sarno (svincolato) e Petrocco, Bernardi e De Rose dal Cosenza.

Certamente ci si aspettava di più, ma ciò che emerge da ciò che è accaduto negli ultimi giorni è la difficoltà economica della società. E’ vero che di soldi ne sono entrati pochissimi (quelli di Acerbi arriveranno da giugno in poi, idem per Missiroli che è stato dato al Cagliari per poco meno di 2,5 milioni ma la società Sarda ha già versato alla Reggina solo 200.000 € e gli altri li darà a giugno,se vorrà utilizzare l’opzione di riscatto sulla metà del calciatore che, altrimenti, tornerà a Reggio), ma è anche vero che non ne sono usciti per niente.

Non c’è, però, da sorprendersi più di tanto: il Presidente Foti era già stato chiaro quest’estate quando aveva parlato di -società in difficoltà economica- paventando addirittura il -rischio del fallimento-, mettendo fuori rosa ben dieci calciatori per i loro ingaggi troppo onerosi, Giocatori che poi sono partiti quasi tutti (erano i cosiddetti -dissidenti-) tranne Bonazzoli, che in quei giorni decideva di dimezzarsi l’ingaggio pur di rimanere in riva allo Stretto, e Tedesco.

Questa situazione è figlia della fallimentare annata passata, quando la Reggina aveva speso tantissimo pur di costruire una squadra in grado di tornare subito in serie A, spalmando ingaggi da capogiro per la cadetteria che poi sono rimasti come un peso insostenibile alla luce della mancata promozione. E la salvezza da una tragica retrocessione in Lega Pro, pur ottenuta soltanto all’ultima giornata, ha evitato scenari ben più oscuri per la Reggina calcio che, la scorsa estate, s’è dovuta per forza di cose ridimensionare.

E ridimensionamento è stata la parola d’ordine della società, che ha puntato sui giovani, su quei giovani (preferibilmente reggini o calabresi) che ancora vedono nel Granillo e nel Sant’Agata un paradiso da raggiungere per lanciarsi ad alti livelli, piuttosto che andare a cercare tra i nomi altisonanti della serie A che rifiutano il trasferimento in riva allo Stretto pur di essere la quarta o la quinta scelta di una squadra che lotta per non retrocedere in A guardando ogni domenica le partite dalla tribuna.

All’insegna di questa politica s’è conclusa anche la sessione di calciomercato invernale, anche se è chiaro che la stessa società avrebbe voluto qualcosa di più perchè l’occasione di disputare i play-off dopo lo splendido girone d’andata è molto ghiotta. Ma oltre certi budget, evidentemente, non si può andare, e se il rischio è quello di fare la fine del Messina, del Catanzaro o del Cosenza (tanto per rimanere tra lo Stretto e la Calabria, senza andare ad Ancona, Perugia, Mantova, Treviso…), allora meglio così.

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