Dal 25 agosto nuove destinazioni: Londra e Francoforte. Inoltre potenziamento su Venezia. Domani prima corsa di prova tra porto e scalo reggino, ma senza la previsione delle coincidenze. Ricevuto, dopo aver cercato la mediazione, si oppone
Se non si tratta di un paradosso poco ci manca. La politica della Provincia Regionale, dal punto di vista aeroportuale, è nota da tempo: puntare su Reggio. L’ambizione di realizzare uno scalo sul territorio provinciale è stata ridotta spesso a sole dichiarazioni, probabilmente di facciata. E allora via ad insistere sul disegno di avvicinamento al “Tito Minniti”. Un percorso lungo, durato mesi, ma ancora difficile dal divenire realtà. Amministrativamente la corsa all’acquisizione di quote della Sogas da parte di Palazzo dei Leoni ha suonato come una precisa presa di posizione, una decisione chiara destinata a cambiare le cose. Purtroppo però i fatti, praticamente per intero dipendenti dai collegamenti tra il porto messinese e le piste reggine, continuano ad andare in direzione contraria, nonostante l’Aeroporto dello Stretto continui a migliorare la sua offerta, provando a lanciare insistentemente segnali all’utenza e agli hub concorrenti.
E così da una parte la società di gestione dello Scalo di Reggio annuncia, nell’ambito della propria politica di sviluppo, l’attivazione a breve scadenza di altre 2 nuove tratte con decorrenza 25 agosto 2010, aventi destinazione Londra e Francoforte, con transito sull’aeroporto di Brescia, nonché il potenziamento dei voli per Venezia con decorrenza 26 luglio (i nuovi voli verso Londra e Francoforte saranno operati con aeromobili Jet BAE 146 di 90 posti e frequenza di 3 giorni settimanali per ogni destinazione; mentre quelli aggiuntivi per Venezia saranno effettuati con frequenza di 4 voli settimanali). Ciò in aggiunta alle recenti nuove tratte già attivate per Venezia con Alitalia-CAI e per Bologna con la Danube Wings, ed in previsione inoltre, per il prossimo autunno, delle ulteriori tratte supportate da oneri di servizio pubblico verso Torino, Milano Malpensa, Pisa, Bologna, e Venezia.
Dall’altra, la sponda peloritana dello Stretto sembra allontanarsi dall’aeroporto calabrese, nonostante domani sia prevista l’attivazione del collegamento diretto nell’ambito del servizio di Metropolitana del Mare. La prima corsa di prova dovrebbe partire da Messina alle 11.40, per poi proseguire in maniera “stabile” con gli orari e i costi stabiliti dal bando di gara iniziale (tutti i dettagli sul sito del Consorzio, singola corsa 9euro). Una tabella di dieci corse del tutto inutile in rapporto alle coincidenze con i principali voli partenti o provenienti per/da Roma e Milano. Andrebbero così sfumando le buone intenzioni del presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, che in questa settimana ha fatto la spola tra Messina e Roma per provare a trovare una soluzione di raccordo con il Ministero dei Trasporti. La sintesi però raggiunta nelle parole tra i vertici dell’Ente e del Consorzio Metromare (vedi correlato in basso), non ha trovato seguito nella copertura economica, fattore fondamentale per adeguare il servizio e renderlo davvero efficiente.
Così dunque Ustica ed Rfi decidono di partire, mentre l’Amministrazione provinciale non molla un centrimetro, ritenendo l’avvio del servizio in queste condizioni come un ennesimo abuso nei confronti degli utenti, minacciando di far bloccare, per conto di Sogas, il chech-in mobile sistemato nel cassone allestito al porto. In attesa del prossimo episodio di quella che ormai sembra diventata una saga.
Emanuele Rigano
