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«Reggio, per il diritto alla casa non bastano certe generiche rassicurazioni»

Redazione

«Reggio, per il diritto alla casa non bastano certe generiche rassicurazioni»

lunedì 03 Maggio 2021 - 20:35
«Reggio, per il diritto alla casa non bastano certe generiche rassicurazioni»

Diritto alla casa: tutto ok a Reggio Calabria, dopo la più recente uscita dell’assessore comunale al Patrimonio edilizio Rocco Albanese? L’associazione Un mondo di mondi presieduta da Giacomo Marino e varie altre realtà associative di settore che integrano l’Osservatorio sul disagio abitativo la pensano in modo alquanto diverso.
«L’assessore ha risposto alla protesta del 28 aprile per il diritto alla casa. Non l’ha fatto con l’assegnazione di alloggi, ma dichiarando che il settore sta lavorando e riproponendo le promesse già fatte diverse volte negli ultimi mesi». Insomma: non un grande successo, stando ai firmatari della nota congiunta. «L’assessore, senza fornire alcun dato, ha annunciato ancora una volta che il settore erp sta effettuando le verifiche e che potrebbero essere eseguiti alcuni sgomberi» ma se sono in atto verifiche volte a far decadere le assegnazioni senza titolo, obiettano le associazioni Un Mondo Di Mondi, Centro sociale occupato “Angiolina Cartella”, Reggio non tace, Ancadic, Società dei territorialisti/e e Collettiva Autonomia, Albanese «dovrebbe dichiarare pubblicamente entro quando, secondo programmazione, queste fasi saranno concluse».

“Buchi” in organico

Rocco Albanese, assessore al Patrimonio edilizio

Molte incertezze anche rispetto alle carenze d’organico del settore Edilizia residenziale pubblica, visto che – a fronte d’incrementi «con piccoli numeri» del personale in altri settori – nulla è dato sapere su un’ipotetica inversione di marcia. E la stessa Commissione mobilità non è organismo comunale, ma è stata messa in piedi nel settembre 2020 – «con un ritardo di circa 24 anni» – da Aterp Reggio Calabria e Palazzo San Giorgio «solo grazie alla diffida presentata nel mese di luglio 2020 dagli Enti e persone dell’Osservatorio sul disagio abitativo» mentre a tutt’oggi, nonostante i 24 anni di ritardo pregresso e malgrado la Pec inviata in questo senso dall’Osservatorio il 18 gennaio scorso, l’Ente locale non ha varato il Programma mobilità decisivo per garantire il cambio-alloggio.

Istruttoria tardiva

Non viene considerata positiva neppure la circostanza che solo 28 domande su 318 siano risultate idonee, perché – argomentano le associazioni – si sono così ignorate «le molte zone d’ombra che hanno caratterizzato il percorso d’istruttoria e valutazione» e l’applicazione di un discutibile, a loro avviso, Regolamento comunale; le stesse domande, in maggioranza, sono state istruite «dopo quasi due anni dalla loro presentazione» anziché entro i canonici 15 giorni previsti.
E ancòra, pur risultando apprezzabile l’impegno dell’assessore Albanese per dare un alloggio a tutti i nuclei familiari già stivati nel “ghetto” della “Polveriera” nella zona Sud di Reggio, l’Osservatorio rileva che essi non sono 3 ma 16.

Fondi stornati

Nell’articolato comunicato diffuso ai media, si fa poi presente che nulla ha detto l’assessore Rocco Albanese (dal quale dopo le «parole» si attendono «i fatti») circa l’annuale storno di oltre 5 milioni e mezzo di euro l’anno delle entrate di canoni di locazione e alienazione degli alloggi «per altre finalità» anziché, come previsto, per «la manutenzione straordinaria degli alloggi, l’acquisizione di nuovi alloggi e le spese amministrative», ma soprattutto non avrebbe fiatato sui fondi da 11 milioni di euro all’interno del “decreto Reggio” mirati proprio «all’acquisto di nuovi alloggi da assegnare alle famiglie grazie ad una petizione popolare presentata il 18 febbraio 2019». Da due anni non si hanno notizie in merito: il Comune, per procedere al bando per comprare gli alloggi, attende da allora un parere definitivo del ministro a Infrastrutture e Trasporti.

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