"Ho deciso dopo aver assistito al linciaggio a cui è stata sottoposta Donatella Di Cesare, hanno provato a chiuderle la bocca"
RIACE – “Ho deciso, mi candido. E ho deciso dopo aver assistito al linciaggio a cui è stata sottoposta Donatella Di Cesare, hanno provato a chiuderle la bocca”. Mimmo Lucano rompe gli indugi e annuncia ufficialmente la sua discesa in campo alle prossime elezioni regionali, rispondendo positivamente all’invito di Alleanza Verdi Sinistra, la formazione che lo ha portato fino all’Europarlamento.
Il sindaco di Riace come ha spiegato al quotidiano il Manifesto, chiarendo che la spinta decisiva alla candidatura è arrivata proprio dal caso che, negli ultimi giorni, ha infiammato il dibattito politico e mediatico: la vicenda che ha coinvolto la filosofa Donatella Di Cesare, originaria di Siderno.
“Una cosa vergognosa – ha commentato Lucano – hanno tirato fuori i fantasmi della lotta armata per un post scritto e poi rimosso. Ma che c’entra la storia di Di Cesare, la storia nostra, con la lotta armata? Nulla”.
Lucano conferma di aver ricevuto sollecitazioni alla candidatura da più fronti del centrosinistra. Tra questi, anche dalla lista che sostiene il candidato presidente Pasquale Tridico — l’ex presidente dell’INPS — che nei giorni scorsi si è recato a Riace per una iniziativa pubblica.
La scelta di Lucano, lascia intendere lui stesso, si configura come una candidatura di servizio, un impegno pensato per rafforzare il cosiddetto campo largo e dare nuova linfa alle istanze progressiste in una Regione, la Calabria, da sempre terreno difficile per la sinistra.
Con questa decisione, Lucano rilancia il suo impegno politico e sociale, portando nuovamente al centro del dibattito la sua visione di accoglienza, giustizia sociale e resistenza civile.
