Il Policlinico risponde alle accuse del sindacato USB

Il Policlinico risponde alle accuse del sindacato USB

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mercoledì 18 Giugno 2014 - 07:28

In riferimento alla nota diffusa nei giorni scorsi dal sindacato USB (vedi correlato) riceviamo e pubblichiamo la replica del direttore sanitario dell’AOU G. MARTINO dott. ssa Paolina Reitano.

Mi rammarica, leggere e constatare che chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori utilizza metodi e strumenti denigratori che di certo non apportano alcun contributo rispetto alle condizioni e esigenze dei lavoratori.

Non può che essere inopportuna la provocazione lanciata dal rappresentante locale USB Capomolla, quando – nel comunicato diffuso – asserisce che gli impegni assunti dal direttore sanitario in occasione dell’ultimo incontro con i rappresentanti sindacali non sono stati rispettati, adducendo inoltre più volte che “evidentemente scherzava”.

Un direttore sanitario – tanto più di una realtà così complessa come quella del policlinico universitario – non scherza. Il lavoro realizzato relativo alla riorganizzazione dell’attività infermieristica all’interno del dipartimento materno infantile è stato articolato e certosino. Molti gli aspetti presi in considerazione nell’analisi effettuata; non solo il numero complessivo di personale infermieristico assegnato al dipartimento materno infantile, ma anche le relative informazioni per ciò che concerne i benefici derivanti da legge 104, legge 53, permessi, aspettative retribuite, aspettative senza assegni, tipologia di rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, riconoscimenti da parte del medico competente per gli infermieri di limitazioni con relativa tipologia.

È stato inoltre preso in esame anche il livello di competenze acquisite dal personale tramite valutazione dei curricula e la partecipazione a eventi formativi teorico pratici specie nel campo intesivologico e dell’emergenze. Valutato l’indice di occupazione posto letto e l’impegno delle attività ambulatoriali anche in relazione alle prenotazioni delle agende CUP e alle eventuali presenze di agende interne. .

Tutti elementi, questi, che hanno permesso di rilevare come il numero di unità di personale del DAI Materno infantile risulti numericamente congruo agli standard previsti per i vari livelli di complessità erogati nel dipartimento. I dati in possesso saranno, infatti, utili per valutare come tale dotazione possa essere allocata nel modo più giusto e funzionale alle esigenze assistenziali del DAI materno infantile.

È stato inoltre eseguito un monitoraggio delle presenze giornaliere di personale infermieristico a livello aziendale: in data 16 giugno, ad esempio, si è rilevato un tasso di assenteismo di personale per malattia pari ad 81 unità.

Da qui la necessità di estendere tale metodologia di indagine anche negli altri 11 dipartimenti dell’AOU per una ricognizione e individuazione globale del personale infermieristico idoneo alle esigenze assistenziali dell’intero nosocomio.

L’atteggiamento del sig. Capomolla dimostra la totale assenza di partecipazione, coinvolgimento e collaborazione ai processi organizzativi aziendali. Atteggiamento foriero di disgregazione e per nulla coerente con una realtà istituzionale in cui invece è richiesta la collaborazione delle varie componenti presenti con il coninvolgimento e la condivisione di obiettivi comuni.

Il lavoro ancora in itinere ha coinvolto la direzione sanitaria e lo staff che vi collabora, impegno profuso compatibilmente con tutte le priorità che giornalmente coinvolgono la DS; quest’ultima, infatti, per effetto della spending review, assorbe altresì le funzioni della direzione medica di presidio.

Tuttavia al fine di onorare l’impegno assunto con il personale del dipartimento materno infantile – costantemente informato sullo stato dei lavori – sono stati anche adottati provvedimenti urgenti per migliorare temporaneamente l’assetto organizzativo del personale infermieristico in vista di una programmazione definitiva.

Comprendo le motivazioni di una classe stanca, desiderosa di stabilità, di equità e di benessere e sicurezza organizzativa sul luogo di lavoro, ma non è con atteggiamenti e parole provocatorie – nonché lesive e offensive dell’immagine professionale di chi continua ad operare secondo scienza e coscienza – che potrà essere fornito un contributo positivo.

Ho affidato pertanto ai mie legali il mandato di tutelare nelle sedi opportune i miei diritti e la mia immagine.

Voglio in conclusione rivolgere un invito a tutto il personale affinché si possa ripristinare una clima distensivo e esorto tutti a porre fiducia nell’operato della direzione.

Paolina Reitano

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