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Ricordo, dolore, speranza: il 1 ottobre di Giampilieri dieci anni dopo l’alluvione

Francesca Stornante

Ricordo, dolore, speranza: il 1 ottobre di Giampilieri dieci anni dopo l’alluvione

mercoledì 02 Ottobre 2019 - 07:30

Ieri Giampilieri ha celebrato il decimo anniversario dall'alluvione che ha segnato e stravolto la vita del villaggio

MESSINA – I nomi. Uno dopo l’altro. E ad ogni nome un rintocco di campana. Tutto intorno uno silenzio rispettoso, composto, doveroso. Più giù il vociare di un gruppo di bambini che giocano a palla nella nuova via Puntale. Oggi si chiama via Primo Ottobre. Perché è soprattutto lì che dieci anni fa la furia del fango trascinò via tutto quello che c’era. Ed è lì che ieri Giampilieri ha celebrato il suo giorno di dolore. Nel decimo anniversario dell’alluvione del 1 ottobre 2009, il villaggio si è fermato a ricordare, a riflettere su come sono cambiate le cose, a ringraziare chi in questi anni ha contribuito a cambiare totalmente il volto di un villaggio che è morto e poi risorto.

In piazza Pozzo un lungo momento di testimonianza e ricordo che ha riunito tutte le massime istituzioni della città. C’erano il sindaco De Luca con gli assessori Mondello, Minutoli, Scattareggia, Trimarchi, il prefetto Maria Carmela Librizzi, l’assessore regionale Bernardette Grasso in rappresentanza del presidente della Regione Nello Musumeci, i massimi vertici delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile.

La voglia di rinascere

Nelle parole di Fulvio Manganaro, presidente del comitato “Salviamo Giampilieri”, tutti i grazie che il villaggio ieri ha voluto dire a chi c’è stato. A partire da chi c’era quel maledetto primo ottobre e ha iniziato a scavare con le mani e con il cuore per poi rimanere per giorni, settimane, a condividere quel senso di impotenza e devastazione che aveva segnato tutti. Furono definiti gli angeli del fango. Il grazie del comitato all’allora presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’ex sindaco Giuseppe Buzzanca che, ha ricordato Manganaro, ci sono stati sempre. Poi i lavori, i milioni di euro spesi bene, il modello Giampilieri che oggi è un villaggio sicuro. Il grazie alla Protezione Civile, all’allora capo del Genio Civile Gaetano Sciacca che è stato uno dei più agguerriti artefici della messa in sicurezza di Giampilieri.

Il messaggio di De Luca alla Regione

Il sindaco De Luca nel suo intervento ha voluto lanciare un messaggio chiaro e preciso alla Regione: basta con le lungaggini burocratiche che non mettono i Comuni in condizione di agire. «Dissesto idrogeologico ed erosione costiera non possono essere campo di battaglia politica. Si tratta della vita delle persone. E’ impensabile che prima di sbloccare delle somme per interventi importanti passino mesi». Da De Luca un appello al governo Musumeci e alla Protezione Civile: «Giampilieri è sicura, le opere realizzate sono eccellenti. Adesso però bisogna fare manutenzione. Bisogna mantenere un’opera così imponente, altrimenti sarà tutto inutile. E noi da soli non ce la facciamo, quindi è necessario agire ognuno per la propria competenza».

Il sindaco vuole puntare su Giampilieri, vuole che il villaggio torni a vivere. Ha assicurato che sono già stati previsti dei finanziamenti per rivitalizzare il borgo e soprattutto creare insediamenti produttivi che rimettano in moto l’economica di questa zona. Magari convincendo chi è andato via a tornare. E per dare nuove possibilità ai giovani che ancora sono rimasti. Come i ragazzi dell’associazione Giampilieri 2.0 che vogliono solo costruire un ponte tra passato e futuro e parlare della storia di Giampilieri per far conoscere a tutti cosa è diventato oggi questo villaggio.

Il senso di comunità

Parole di speranza quelle del Prefetto Maria Carmela Librizzi, speranza e senso di comunità per ricominciare. «Questa non è solo una commemorazione. Dobbiamo fare affinché momenti come questi non siano sterili. Cosa ci lascia questo decimo anniversario? Il ricordo delle vittime, delle persone morte a causa anche dell’incuria. Ci lascia un’opera importante. Ma soprattutto ci lascia l’esempio di una comunità che ha saputo alzare la voce e che non si è arresa».

I soldi spesi

Calogero Foti, responsabile regionale della Protezione Civile ha ricordato che sono stati 250 gli interventi effettuati e che ad oggi per le opere di messa in sicurezza sono stati stanziati e spesi circa 170 milioni di euro. Somme investite sia sul territorio di Giampilieri che in tutta l’area interessata dall’alluvione del 2009. «Abbiamo agito con scrupolo e massimo impegno per restituire nel minor tempo possibile condizioni di sicurezza ai luoghi colpiti dal disastro e un ritorno alla normalità alla popolazione. Camminare oggi nei luoghi della tragedia ci conforta e ci fa sentire a posto con la coscienza. Non possiamo riavvolgere il nastro e restituire la vita alle vittime di Giampilieri e dell’alluvione, ma nella decima ricorrenza dell’evento possiamo camminare per le strade dei borghi colpiti e dire agli abitanti che abbiamo fatto il possibile».

Da parte dell’assessore regionale Bernardette Grasso, a nome del governo Musumeci, massima disponibilità e impegno a superare quelli che ancora oggi possono essere ostacoli burocratici che continuano a creare disagi. Come il divieto di poter tornare nelle case che si trovavano in zona rossa. Adesso quelle zone sono nuovamente sicure, ma si deve mettere nero su bianco. La gente aspetta.

In piazza anche l’ex deputato Filippo Panarello che ha ricordato proprio i disagi di chi dieci anni non ha perso la casa perché travolta dal fango, ma perché in una zona fortemente a rischio. Oggi non è pi così quindi bisogna agire. O ancora l’appello a intervenire per ripristinare la strada che conduce al Santuario della Madonna delle Grazie, luogo simbolo per chi vive a Giampilieri.

Un corteo di luci

Poi un lungo corteo silenzioso ha reso omaggio al monumento. Sono stati letti i nomi, Hanno suonato le campane. L’arcivescovo Mons. Giovanni Accolla e il vescovo ausiliario, Mons. Cesare Di Pietro, hanno dedicato l’eterno riposo ai caduti di Giampilieri. I loro nomi hanno risuonato oggi come dieci anni fa. In una giornata quasi estiva, con il cielo sereno e la montagna che ha guardato tutto dall’alto. Come sempre.

La messa solenne

Una scia di luci ha poi raggiunto la Chiesa di Giampilieri. Una fiaccolata, anche questa ordinata e silenziosa, dedicata ai morti di Giampilieri e a tutte le vittime di un disastro che è ormai dna di questo villaggio. In tanti si sono dati appuntamento in chiesa. Per pregare per chi non c’è più, per pregare per chi è rimasto e quasi sconta una per aver avuto la fortuna di sopravvivere ai suoi cari. La celebrazione è stata officiata da Mons. Giovanni Accolla e dall’ausiliario Cesare Di Pietro.

Il messaggio di Papa Francesco

All’inizio un messaggio di fede, preghiera e speranza firmato da Papa Francesco che, a differenza di tanti, si è ricordato dei morti di Giampilieri. Nell’omelia dell’arcivescovo l’invito ad avere cura dell’ambiente che ci circonda, di amare e compiere gesti di civiltà per costruire un mondo più bello in cui vivere.

I bambini di Giampilieri

Fuori dalla chiesa la statua della Madonna a guardare la piazza. Quella statua che dieci anni fa non fu neanche sfiorata dal fango che tutto intorno aveva seminato terrore e morte. Nei vicoli la vita di un villaggio che porta i segni di un passato antico. In via Primo ottobre la ricostruzione e la rinascita. E poi quei bambini che hanno continuato a giocare a pallone. Loro non c’erano dieci anni fa, non erano ancora nati. Probabilmente non sanno ancora cosa è successo il 1 ottobre del 2009. Giocavano a pallone lì dove un tempo c’erano le case che sono state sventrate. Dove abitavano i fratellini Lonia, la piccola Ilaria. Grazie a loro oggi i nuovi bambini di Giampilieri vivono in un luogo sicuro. E possono giocare senza la paura che un giorno di pioggia se li porti via.

Francesca Stornante

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