La situazione economico-finanziaria resta il nodo più spinoso per l’amministrazione Accorinti, che dovrà continuare ad operare con le spese bloccate, in ossequio all’ultima delibera esitata dalla Corte dei conti. Il Comune affida ogni speranza di salvezza al piano di riequilibrio
La delibera n.186 recapitata dalla Corte dei conti a Palazzo Zanca (vedi correlato) è l’ennesima doccia fredda per il Comune di Messina. La situazione economico-finanziaria resta il nodo più spinoso per l’amministrazione Accorinti, che dovrà continuare ad operare con le spese bloccate, perché – da maggio ad oggi – invece di apportare le misure correttive richieste dai magistrati contabili in seguito all’esame del bilancio consuntivo 2012, sonoramente stroncato con delibera n. 58 – si è limitata a rinviare, con la complicità del Consiglio Comunale, ogni soluzione al Piano di riequilibrio decennale.
Il documento di risanamento, attualmente all’attenzione della sottocommissione ministeriale, è considerato dagli amministratori di Palazzo Zanca la panacea di tutti i mali, nonostante le evidenti e numerose lacune rispetto alle Linee Guida che la Corte dei conti ha emanato per garantire un’interpretazione tendenzialmente uniforme delle norme che disciplinano la procedura di riequilibrio (vedi correlato).
Il primo responso sul Piano decennale è atteso entro il 12 novembre, quando scadranno i 60 giorni concessi dalla legge alla sottocommissione ministeriale per formulare rilievi; l’ente avrà a sua volta 30 giorni di tempo per rispondere alle contestazioni. La relazione finale della sottocommissione verrà quindi trasmessa alla Corte dei conti verso la metà di dicembre e l’esito definitivo sul documento di risanamento si conoscerà solo a metà gennaio .
Nel frattempo, dopo l’ennesima delibera con cui la magistratura contabile ha bocciato il modus operandi degli amministratori di Palazzo Zanca, sottolineandone sostanzialmente l’immobilismo sul fronte delle azioni anti-crisi, il rischio dissesto è sempre più incombente, anche per i ritardi accumulati nell’approvazione dei bilanci comunali.
Il Comune di Messina è ancora sprovvisto sia del bilancio consuntivo 2013 che del bilancio previsionale 2014.
Il rendiconto, nella sua versione bis, è in questo momento al vaglio del Collegio di revisori dei conti, che dovrebbero consegnare la loro relazione tra mercoledì e giovedì di questa settimana. Ricordiamo che il consuntivo approvato dalla giunta a giugno aveva incassato il parere negativo dei revisori, i quali avevano sollecitato una serie di correttivi. L’esecutivo di Palazzo Zanca – per non vedersi bocciare il documento contabile dal Consiglio Comunale – ha ritenuto necessario modificare la delibera esitata in estate attraverso un maxi-emendamento finalizzato a superare le 13 criticità riscontrate da Dario Zaccone,Giuseppe Zingales e Federico Basile.
La giunta Accorinti è intervenuta in particolare su quei residui e fitti attivi considerati sovrastimati dai revisori dei conti. Un’ operazione di “pulizia” che ha portato a chiudere il consuntivo con un saldo finale negativo, pari a circa 2,5milioni di euro (la prima versione chiudeva addirittura con un avanzo di circa 6,5 milioni di euro).
Resta invece inalterato anche nella versione bis del consuntivo 2013 il calcolo del parametro 6, che riguarda le spese del personale delle partecipate. Il rendiconto NON includerà – contrariamente a quanto riterrebbero necessario i revisori dei conti – le spese del personale delle partecipate. Eppure, la Corte di conti, anche nella delibera 186, ha ricordato che tra le criticità riscontrate nel bilancio consuntivo 2012 vi è il mancato computo nei bilanci dell’ente delle spese del personale delle partecipate, allorquando sottolinea che «l’incidenza della spesa corrente è stata calcolata non computando le spese sostenute da società o organismi partecipati».
Se anche il consuntivo 2013 dovesse superare l’esame dei revisori dei conti, è quindi assai probabile che successivamente “inciampi” nel giudizio della Corte dei Conti. Prima comunque dovrà arrivare in aula consiliare ed ottenere il via libera da parte dei consiglieri. A seguire dall’esterno il travagliato iter del rendiconto 2013, che fotografa gli ultimi sei mesi del commissario straordinario Luigi Croce ed i primi sei della giunta Accorinti, c’è il commissario ad acta Antonio Garofalo,funzionario regionale nominato perché non sono stati rispettati i termini per l’approvazione del consuntivo imposti dalla legge , scaduti il 30 giugno scorso.
Ritardi si registrano anche per bilancio di previsione 2014, di cui continua a non esserci traccia. La mancanza del previsionale condiziona pesantemente la vita dell’ente, costretto ad operare in dodicesimi e impossibilitato a programmare impegni di spesa differenti rispetto a quelli dell’anno precedente.
Insomma, a Palazzo Zanca si «sta come d’autunno sugli alberi le foglie». E non è solo un “male” di stagione.
Danila La Torre

La giunta ha colpe gravissime, ma trovo giusto sottolineare il comportamento incomprensibile di un cc che vota ciò che è a mio avviso invotabile.
Sarebbe opportuno più che mai comprendere che forse oggi il minore dei mali e’ il dissesto.
La giunta ha colpe gravissime, ma trovo giusto sottolineare il comportamento incomprensibile di un cc che vota ciò che è a mio avviso invotabile.
Sarebbe opportuno più che mai comprendere che forse oggi il minore dei mali e’ il dissesto.
STRANO che ancora Mariedit non ci rifila i suoi numeri…
STRANO che ancora Mariedit non ci rifila i suoi numeri…
Le tasse locali sono al massimo per servizi inesistenti oppure indegni per Una città delle dimensioni di Messina. Attualmente la differenza con un eventuale dissesto sojo quasi minime per i cittadini, ma non per chi tiene più alla poltrona che alla buona gestione della cosa pubblica. Ecco perché il cc vota tutto e sempre a favore in questi frangenti.
Caro Sig. ACCORINTI ma lei jon era per la dichiarazione di default in modo da inchiodare chi di dovere alle proprie responsabilità? Parole parole parole……
Lei è una brava persona ma troppo idealista e poco concreto nelle cose necessarie.
Le tasse locali sono al massimo per servizi inesistenti oppure indegni per Una città delle dimensioni di Messina. Attualmente la differenza con un eventuale dissesto sojo quasi minime per i cittadini, ma non per chi tiene più alla poltrona che alla buona gestione della cosa pubblica. Ecco perché il cc vota tutto e sempre a favore in questi frangenti.
Caro Sig. ACCORINTI ma lei jon era per la dichiarazione di default in modo da inchiodare chi di dovere alle proprie responsabilità? Parole parole parole……
Lei è una brava persona ma troppo idealista e poco concreto nelle cose necessarie.