Domenica si inaugura la chiesa intitolata a Sant’Antonio Abate. Per i residenti la gioia della riapertura al culto. Ma non mancano le polemiche…
Una storia nota a tutti i fedeli ibbisoti. L’altare in marmo della chiesa di Sant’Antonio Abate, a Gesso, nacque dopo che un incendio, nel 1906, distrusse quello in legno, oltre al rivestimento del tetto della navata trasversale. Il fatto non scoraggiò gli abitanti del villaggio che decisero di rifare l’altare in marmo. Scavarono le fondazioni, innalzarono il muro di sostegno e applicarono il rivestimento in marmo recuperato nelle varie chiese in disuso, realizzando solo la parte bassa dell’altare. Nel 1963 il parroco e un gruppo di fedeli ripresero il lavoro completandolo secondo lo stile e le linee architettoniche del vecchio altare in legno.
Tantissimi fedeli, parroci e vescovi hanno elogiato ed ammirato la bellezza della chiesa nel suo complesso. Nel 1975 la Soprintendenza, dietro la richiesta del parroco e del deputato Luciano Ordile, ha fatto redigere un progetto di manutenzione finanziato dalla Regione. Durante i lavori sono state apportate modifiche che hanno messo in risalto alcuni pilastri in pietra togliendo il rivestimento degli stucchi in gesso.
“In quell’occasione – raccontano un gruppo di cittadini di Gesso – nessun architetto ebbe a dire che l’altare costituiva ‘una superfetazione’, che creava ‘una mostruosa alleanza di stile che deturpava la nostra chiesa’. Con l’avvento del nuovo parroco tutti questi presupposti sono stati capovolti. L’altare che per oltre 50 anni è stato orgoglio è diventato obbrobrio. Una superfetazione – come dicono loro – da smontare e – aggiunge – se qualcuno lo vuole può portarlo in un’altra chiesa o in una villa. Oltre a questo, il rimprovero di ‘becera vanagloria’ di coloro che a suo tempo hanno voluto realizzarla”.
Secondo i residenti, invece, “è becero chi, senza voler aprire un dibattito sul da farsi, ha compiuto il misfatto. Noi speriamo che queste persone riconoscano lo sbaglio. E continueremo a pregare il nostro Santo protettore: Sant’Antonio Abate”.
Domenica, dopo due anni di chiusura, la chiesa finalmente riaprirà. Ma per molti fedeli sarà festa solo a metà…
