Il palischermo Santa Rita sarà restaurato ed entrerà nel museo di Gioiosa Marea
Entrerà nel circuito museale l’ultimo palischermo denominato Santa Rita, appartenente all’ex Tonnara di San Giorgio, dopo i lavori di valorizzazione della cultura e della storia marinara del litorale. I lavori, consegnati alla ditta Ares srl dal Comune di Gioiosa Marea, mirano al restauro e la valorizzazione turistica, con finalità museali appunto, del palischermo.
I lavori di restauro
Alla consegna erano presenti, tra gli altri, il sindaco Giusy La Galia, il vicesindaco Salvatore Salmeri, il presidente del consiglio Gabriele Buttò, il RAF del Gac “Golfo di Patti”, Dario Natoli. L’importo complessivo del finanziamento è di circa 133mila euro e rientra nell’ambito delle Strategie di sviluppo locale promosso dal Gac “Golfo di Patti”.
Il progetto prevede il recupero del palischermo ed il posizionamento nella via Anna Rita Sidoti a San Giorgio di Gioiosa Marea dove sarà realizzata una copertura in acciaio per proteggere i resti dell’imbarcazione dalle intemperie ed un sistema di illuminazione per poterla ammirare anche durante le ore notturne. Inoltre è previstala realizzazione di pannelli integrativi con descrizione delle fasi di lavorazione
Il palischermo Santa Rita
Il palischermo Santa Rita è stata una delle barche in dotazione della flotta della pesca al tonno della tonnara di San Giorgio a Gioiosa Marea. La tonnara, concessa nel 1407, rimase attiva sino al 1963, ed è stata il punto di riferimento della vita sociale per i pescatori del borgo di San Giorgio. Aveva un impianto a terra formato dai magazzini per il ricovero delle barche delle reti e per la lavorazione del tonno, e nel mezzo il palazzo dei proprietari quali residenza estiva. Disponeva di un cospicuo numero di natanti, di cui tre grossi palischermi (il San Giorgio, il Vergine Maria e il Santa Rita) che misuravano tra i 15 e gli oltre 20 metri di lunghezza, con una portata di circa 40 tonnellate.
Delle tre navi in dotazione alla flotta, il Santa Rita è l’unico rimasto come testimonianza del passato vissuto dal borgo di San Giorgio. Costruito nel 1933 dal maestro d’ascia Stefano Provvidenti di Milazzo, in quercia con parti in rovere, misurava mt 16,80 di lunghezza, 4,20 mt di larghezza e 1,60 mt in altezza. Oggi versa in cattivo stato di conservazione per la lunga esposizione alle intemperie e per mano di vandali che hanno depredato parecchie delle sue parti. I resti sono attualmente conservati presso l’ex palazzetto dello sport di San Giorgio dove adesso sarà restaurato prima di essere collocato nella sua destinazione finale per essere restituito alla cittadinanza.
La valorizzazione del borgo di San Giorgio
“Dopo un primo intervento di recupero di quello che rimaneva del palischermo – ha commentato il sindaco Giusy La Galia – abbiamo lavorato per intercettare un finanziamento, grazie anche al Gac, per restaurarlo. Mi auguro che a breve si potrà restituirlo alla cittadinanza. E la scelta della location è significativa perché ci permetterà anche di riqualificare una parte importante di San Giorgio”.
“E’ un traguardo importante – ha commentato Dario Natoli, RAF del Gac “Golfo di Patti” – frutto della professionalità del personale dell’Ente e del GAC che hanno messo a frutto le proprie conoscenze per dare alla collettività un bene che appartiene alla storia della marineria e delle antiche tonnare Sicilia che è una tradizione millenaria, introdotta dagli Arabi intorno all’anno 1000 e sviluppatasi enormemente fino al XIX secolo con la famiglia Florio, lasciando testimonianze profonde e importanti sia nella cultura materiale dei suoi abitanti, sia lungo il perimetro dell’Isola, con decine di toponimi, di siti archeologici e di preesistenze architettoniche ancora visibili”.
